Porsche Panamera S e-Hybrid: la nostra prova su strada

Abbiamo provato per voi la Porsche Panamera S e-Hybrid. Scoprite le caratteristiche, e le nostre impressioni, dell'ammiraglia tedesca.

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Porsche Panamera S e-Hybrid: il nostro test

La Protagonista del nostro test odierno è la Porsche Panamera S e-Hybrid. Evito di stancarvi con un’introduzione convenzionale, particolarmente utilizzata quando si parla di auto lussuose. Vado dritto al sodo. La prima domanda che mi sono posto è stata una: la Panamera S e-Hybrid sarà dotata del classico carattere che contraddistingue i modelli Porsche ? L’interesse di avere una risposta concreta alla domanda aumenta con il passare del tempo e mi spinge ad arrivare in concessionario, il giorno della presa in consegna, in anticipo rispetto all’appuntamento fissato. Prima di entrare in reception, a espletare la parte burocratica pre-test, mi fermo per un istante a osservare l’auto.

A essere sincero la Panamera non ha mai attirato più di tanto il mio interesse, forse perché ancora intrigato dalla marcata personalità di alcune 911 del passato. In ogni caso le imponenti, e massicce, forme la rendono un’anticonformista per natura. La divisione fra la fazione dei sostenitori e quella dei denigratori, senza ombra di dubbio, è netta. Piaccia o non piaccia, sicuramente non è una vettura che passa inosservata. Mentre sto scrutando l’ammiraglia tedesca, da disparate angolazioni, mi chiama la segretaria. Ci siamo.

Poco dopo apro la portiera della Panamera S e-Hybrid e subito vengo “accolto” da una piacevole atmosfera generata dalla raffinatezza e dall’eleganza dei sedili in pelle, dalle buone rifiniture con inserti lucidi e dall’accogliente illuminazione. La chiave è a sinistra del volante multifunzionale, dove dev’essere su una Porsche. Il posto di guida, avvolgente e confortevole, grazie alle molteplici regolazioni permette anche alle persone più alte di trovare la propria posizione ideale in pochi istanti.

Nessun problema per quanto riguarda la visibilità anteriore e laterale; al posteriore invece, complice il lunotto dalle dimensioni ridotte, è praticamente nulla. Durante le fasi di manovra e di posteggio, oltre a sfoderare un po’ di malizia, ci si deve quindi affidare alle indicazioni fornite dai sensori di posteggio e dalla retrocamera.

Porsche Panamera S e-Hybrid: il nostro test

La zona posteriore, molto ariosa, garantisce uno spazio soddisfacente per i passeggeri. Accettabile la capacità del bagagliaio, che va dai 337 ai 1.155 litri (abbattendo i sedili posteriori). Ritorno al posto di guida. Davanti a me svetta una strumentazione in stile Porsche: cinque quadranti, dalla grafica semplice, riportano con chiarezza le principali informazioni di bordo. E non è solo un modo di dire. C’è veramente tutto. Sposto lo sguardo verso destra: il tunnel e la consolle centrale sono un tutt’uno.

Su di essi sono presenti un’infinità di tasti, da fare invidia a un aeroplano. Le spie per segnalare il funzionamento o meno di ogni singolo comando, inoltre, sono alloggiate sul margine superiore di ciascun tasto. Tale scelta, almeno le prime volte, può mettere in difficoltà: un’occhiata veloce, infatti, lascia sempre il dubbio se la lucina si riferisca a ciò che le sta sopra oppure a ciò che le sta sotto.

La Porsche Panamera S e-Hybrid, in commercio già da parecchi mesi, non rappresenta una novità le cui caratteristiche principali possono risultare sconosciute ai più. Detto questo, è comunque doveroso dare delle delucidazioni in merito, che molti di voi lettori/appassionati sapranno già. La Porsche per questo modello ibrido plug-in (ovvero che può essere ricaricato anche attraverso la presa di corrente) utilizza il sei cilindri da 2.995 cc in configurazione da 333 cavalli (tra i 5.500 e i 6.500 giri al minuto) e 440 Nm di coppia massima costante tra i 3.000 ed i 5.250 giri al minuto.

All’unità termica affianca un motore elettrico (in grado di sviluppare una potenza pari a 70 kW) che, oltre a consentire tratti di guida a emissioni zero, è in grado di supportare il lavoro dell’unità termica durante la marcia, migliorandone la risposta e riducendone al contempo consumi ed emissioni. La trazione è posteriore, mentre il cambio è l’automatico Tiptronic S a otto rapporti. Il mix tecnico, sopra citato, dona all’ammiraglia delle prestazioni davvero notevoli: i 416 cavalli complessivi in modalità Full-Hybrid (con una coppia di 590 Nm, disponibile senza sosta tra i 1.250 e i 4.000 giri al minuto) garantiscono l’archiviazione dello sprint da 0 a 100 in 5.5 secondi e una velocità di punta di 270 chilometri all’ora. Il consumo dichiarato è di 3.1 l/100 km, con emissioni di Co2 pari a 71 g per chilometro.

Ora, è il momento della prova. L’avviamento della Panamera S e-Hybrid avviene in modalità a emissioni zero. Fin dai primi chilometri rimango sorpreso per la disinvoltura con la quale la vettura si muove, affidandosi al solo motore elettrico fino a una velocità di 135 km/h. Mi districo con facilità nelle caotiche vie della città, cercando di raggiungere la tangenziale, nonostante le dimensioni –lunga 5.015 mm, larga 1.931 mm, alta 1.418 mm e con un passo di 2.920 m- e il peso (2.095 kg) siano considerevoli. Quando la carica elettrica inizia ad abbassarsi si passa alla modalità ibrida, interpellando così anche il motore a benzina. Il propulsore tremila interviene accendendosi e spegnendosi, a seconda delle necessità, con la massima discrezione.

Porsche Panamera S e-Hybrid: il nostro test

Affondando in modo deciso il pedale del gas, invece, l’unità termica si fa sentire in tutta la sua potenza. Effettuando un kick down si può sfruttare inoltre la funzione boost del motore elettrico, ovvero una bella spinta aggiuntiva che si avverte in modo chiaro e repentino. In marcia il lavoro svolto da tale binomio, convince per qualità ed efficienza. Solo in un frangente, nel momento di riprese decise, si può avvertire (se si è dotati di un’elevata sensibilità) un leggero ritardo. Mi spiego meglio: nell’istante preso in considerazione (la ripresa) la Porsche passa da elettrico a termico e, in contemporanea, scala marcia. In tutto ciò si avverte un lieve ritardo del sistema. Nulla di preoccupante, che non altera il giudizio complessivo positivo sopra riportato.

Non mancano poi i comandi Sport e Sport Plus, per ottenere il massimo delle performance. Decisamente più interessanti si rivelano i tasti E-Power, per mantenere inserita la modalità di guida completamente elettrica, ed E-Charge. Quest’ultima funzione, se attivata, permette di ricaricare la batteria in marcia. Lo sterzo fornisce un livello soddisfacente di precisione e comunicatività, mentre le sospensioni pneumatiche garantiscono sempre un buon compromesso fra sportività e comodità.

Il capitolo frenata, in quanto “combinata”, è particolare. Quando si frena in modo lieve è il motore elettrico che rallenta, mentre nelle frenate più decise entra in azione l’impianto frenante tradizionale. Per questo motivo, seppur la frenata sia efficace e all’altezza delle più disparate circostanze, la modularità del comando non è propriamente ottimale.

Sui consumi non è corretto sentenziare dei valori “definitivi”, in quanto le effettive percorrenze della Porsche Panamera S e-Hybrid sono fortemente influenzate da numerosi fattori, che incidono in modo decisamente più rilevante rispetto a quanto non facciano su modelli con motorizzazioni convenzionali; i principali da tenere in considerazione, oltre allo stato di carica della batteria, sono: la modalità di dosaggio dell’acceleratore/freno, il tragitto e i chilometri che si vanno a percorrere. Per darvi un’idea di che valori si possono ottenere, però, vi riporto la mia esperienza.

Guidando con “testa” ma senza estremizzare il lato eco, su un percorso di un centinaio di chilometri, tra autostrada, centri urbani e strade collinari ho realizzato una media di poco inferiore ai sei litri di benzina per 100 km. Valore che sicurammente, apportando ulteriori accortezze, son convinto si possa abbassare ulteriormente. In tal proposito vi posso inoltre ricordare i valori ottenuti dal collega Galiena durante la Porsche Panamera S E-Hybrid 24 Hours Challenge: sfida ai consumi dichiarati.

Le giornate scorrono veloci e la prova è agli sgoccioli. Mi dirigo verso il concessionario per riconsegnare la Panamera S e-Hybrid, con in tasca la risposta alla mia domanda iniziale: senza ombra di dubbio... SI.

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