Ferrari 458 Italia vs McLaren MP4-12C: la prova di AutoExpress

Il confronto dell'anno nel dorato mondo delle supercar: Ferrari 458 Italia e McLaren MP4-12C si sfidano ancora una volta in pista. Il test che vi proponiamo oggi è stato realizzato dagli inglesi di AutoExpress sul breve ma sempre spettacolare circuito di Anglesey, isola situata sulle coste nordoccidentali del Galles.

Simili nella concezione, nelle caratteristiche tecniche e nelle incredibili prestazioni che garantiscono, le due berlinette da sogno si differenziano comunque per una serie di aspetti niente affatto trascurabili. Primo fra tutti, il motore: laddove la proposta di Maranello adotta un 4.5 V8 aspirato con un'erogazione e un sound da brivido, la rivale inglese fa affidamento su un 3.8 biturbo con la stessa architettura. Magari meno coinvolgente a livello emotivo, ma sicuramente impareggiabile per la disponibilità ai bassi e ai medi regimi.

La Ferrari si proietta da una curva all'altra con la stessa foga di un animale ferito: selvaggia, brutale, punta tutto su una guida rabbiosa sempre sul filo del rasoio. Caratterizzata da un rollio leggermente più pronunciato rispetto alla McLaren, la 458 risulta indubbiamente più appassionante per il pilota smaliziato. Oltre che velocissima come tempo sul giro.

La recentissima creatura di Woking, da parte sua, risulta sulla carta favorita: più cavalli e meno kg rispetto al benchmark di questo rarefatto segmento di mercato. Soprattutto però, a dividerla dal Cavallino, è il comportamento dinamico in pista.

L'esemplare provato da AutoExpress, dotato dei freni carboceramici optional (sulla Ferrari sono di serie), ha stupito per le doti in staccata, esaltate dalla presenza del freno aerodinamico, e soprattutto per la precisione del telaio: gli inserimenti consentiti dal chirurgico asse anteriore lasciano a bocca aperta, e la scocca risente di fenomeni di rollio davvero minimi.

D'altra parte, va detto che il doppia frizione inglese non riesce ad eguagliare l'efficacia del cambio Ferrari, e che il feeling trasmesso dal pedale del freno non è del tutto soddisfacente. Alla fine però, si tratta sempre di leggere sfumature. A testimoniarlo, i tempi sul giro dell'una e dell'altra. Divise, alla fine dei giochi, da un misero decimo di secondo.

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