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Brera 3.2, test francese

Dopo la prova-confronto su Autocar, continuiamo a seguire i giudizi che la stampa estera dà sull’Alfa Romeo Brera. E’ il linea nel sito della testata francese L’Autojournal la prova su strada dell’Alfa Romeo Brera 3.2, per la quale potremmo adottare lo stesso titolo usato dalla stampa tedesca: “Più bella che bestia”. E proprio con l’espressione


Dopo la prova-confronto su Autocar, continuiamo a seguire i giudizi che la stampa estera dà sull’Alfa Romeo Brera. E’ il linea nel sito della testata francese L’Autojournal la prova su strada dell’Alfa Romeo Brera 3.2, per la quale potremmo adottare lo stesso titolo usato dalla stampa tedesca: “Più bella che bestia”. E proprio con l’espressione in italiano “La bella macchina” si apre l’articolo, lodando il design di Giugiaro e facendo notare la grande capacità dell’auto di far “girare la testa” – ricordate il discorso di Top Gear sul gesto di generosità di chi compra la Brera?

Sull’abitacolo si sottolinea che, a differenza della GT, l’auto è in realtà una 2+2, ed anche che, dal momento che i sedili posteriori sono più o meno grandi come quelli della 206 CC o della Porsche 911, è meglio considerare la Brera una 2 posti, sfruttando lo spazio posteriore come prolungamento del bagaliaio. Qualità percepita e finiture appaiono buone, ma inferiori rispetto alla berlina, pur utilizzando gli stessi componenti, a causa di rumori e imperfezioni di montaggio – per lo meno nell’esemplare provato.

Il giudizio meno lusinghiero, però, è sulle qualità stradali e sui dati cronometrici, considerati al pari della bellezza un “must” dell’Alfa Romeo. Non tanto per la potenza sulla carta del nuovo V6 GM, dal bel suono, con l’abbandono dello storico V6 di Giuseppe Busso (“Un vrai drame”, dicono…), quanto per il peso. E snocciolano cifre sconcertanti: la Brera in prova pesava 1.775 kg, come una Jaguar XJ, una BMW Serie 5 e… una Citroen C8!

Quindi, considerati anche i 150 kg della pur valida trazione integrale, la Brera 3.2 “non ama essere trattata brutalmente” e manca di agilità nei cambiamenti di appoggio, pur mostrando comunque un comportamento “preciso e piuttosto divertente”. In più, si fa superare da vetture più leggere e meno potenti, come la la BMW 330 Ci e la Mazda RX8. La rivista, quindi, dà un doppio consiglio: ruote da 17″, e non da 18″, che garantiscono maggior confort, e puntare sula 2.2 JTS, meno potente ma anche più leggera, molto meno “assetata”, meno cara e… ugualmente bella.

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