Va a chiedere lavoro alla Bugatti e ruba una Chiron da milioni di euro

Un uomo cerca lavoro da Mate Rimac, trova le chiavi in una Bugatti Chiron da milioni di euro e fugge. Il proprietario lo insegue con una Porsche 911

Va a chiedere lavoro alla Bugatti e ruba una Chiron da milioni di euro
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Giulia Darante
Pubblicato il 30 ott 2026

Doveva essere una normale visita per cercare lavoro, ma si è trasformata in un episodio che difficilmente Mate Rimac dimenticherà. Un uomo si è presentato presso una proprietà dell’imprenditore croato, ha notato una Bugatti parcheggiata con le chiavi all’interno e ha deciso di portarla via.

Non una vettura qualsiasi, ma una rarissima Bugatti Chiron Sport 110 Ans, edizione limitata realizzata per celebrare l’anniversario della casa francese. Un’automobile dal valore di diversi milioni di euro, sottratta senza bisogno di forzare portiere o sistemi di avviamento.

La vicenda è diventata ancora più singolare quando Rimac, scoperto l’accaduto, si sarebbe messo personalmente all’inseguimento del fuggitivo. E per farlo avrebbe scelto una Porsche 911.

Le chiavi erano nella Bugatti: il furto più improbabile

L’uomo si era recato presso la proprietà di Rimac con l’intenzione di trovare un impiego. Una volta arrivato, però, avrebbe notato la Bugatti parcheggiata all’esterno. La vettura si trovava su un terreno privato, ma senza recinzioni capaci di impedire l’accesso a persone estranee.

Avvicinandosi, l’aspirante dipendente avrebbe scoperto che le chiavi erano state lasciate nell’abitacolo. È bastato quindi salire, accendere il motore e partire. Una disattenzione apparentemente incredibile, ma che per Mate Rimac aveva una spiegazione precisa. Le sue automobili vengono utilizzate frequentemente da persone diverse e devono essere spostate con una certa regolarità.

Lasciare le chiavi a bordo rappresentava dunque una consuetudine, favorita anche dalla convinzione che la Croazia fosse un Paese sufficientemente sicuro. Il problema è emerso soltanto dopo circa un’ora, quando un dipendente si è accorto che la Bugatti non era stata semplicemente spostata.

A quel punto il conducente aveva già accumulato un vantaggio considerevole.

Mate Rimac lo insegue con una Porsche 911

Scoperta la scomparsa, l’imprenditore croato avrebbe deciso di intervenire personalmente, mettendosi sulle tracce della Chiron al volante di una Porsche 911. Una scelta curiosa, considerando che la Bugatti dispone di prestazioni nettamente superiori rispetto a quelle di molte sportive tradizionali.

La spiegazione, però, sarebbe stata molto più semplice: la Porsche aveva il serbatoio pieno, mentre la Chiron era partita con circa metà della sua capacità di carburante. L’autonomia poteva quindi diventare un fattore importante nella fuga, soprattutto considerando i consumi elevati della supercar francese.

Il conducente si sarebbe diretto verso il confine, riuscendo anche a fermarsi per effettuare un rifornimento. La corsa si è conclusa in Austria, dove la polizia ha intercettato l’automobile e fermato l’uomo. La Bugatti è stata recuperata in condizioni quasi identiche a quelle precedenti al furto. L’unico danno segnalato riguardava lo spoiler anteriore, leggermente rovinato.

Secondo la ricostruzione, il responsabile si trovava in uno stato confusionale. Rimac avrebbe quindi scelto di non sporgere denuncia, sollevato soprattutto per aver recuperato la vettura.

Bugatti Chiron Sport 110 Ans, soltanto 20 esemplari

A rendere ancora più clamorosa la vicenda è l’identità dell’automobile coinvolta. La Chiron Sport 110 Ans è una versione speciale presentata per celebrare i 110 anni della Bugatti, fondata nel 1909. La produzione è stata limitata ad appena 20 esemplari, destinati a una clientela particolarmente esclusiva.

Stabilire oggi una quotazione precisa è complicato, perché queste vetture compaiono raramente sul mercato. Un esemplare proposto in vendita in Giappone presenta tuttavia un prezzo richiesto di 3.852.120 euro, cifra che offre un riferimento sul valore collezionistico del modello.

Il recupero della Chiron ha quindi evitato a Rimac una perdita potenzialmente enorme, oltre ai rischi legati alla circolazione incontrollata di una vettura dalle prestazioni eccezionali. Rimane invece sconosciuto il destino professionale dell’uomo che aveva raggiunto la proprietà per cercare un impiego. Non è stato chiarito se abbia mai sostenuto un colloquio, ma certamente la sua visita non è passata inosservata.

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