Bugatti Chiron e Mistral, l'ultimo tramonto del W16: hypercar leggendarie nel deserto
Bugatti riunisce la Chiron numero 500 e la Mistral numero 99 nel deserto californiano di El Mirage. Un omaggio al motore W16 prima dell'arrivo della Tourbillon
Due hypercar, sedici cilindri e un tramonto nel deserto della California. Bugatti ha scelto uno scenario spettacolare per salutare una delle epoche più importanti della propria storia recente, riunendo la Chiron numero 500 e la Mistral numero 99 in una sessione fotografica dal forte significato simbolico.
Le protagoniste non sono due esemplari qualsiasi: rappresentano infatti le ultime vetture delle rispettive serie produttive. Il loro incontro celebra la conclusione dell’era del motore W16, un’architettura che ha accompagnato il marchio francese per oltre vent’anni, contribuendo a ridefinire i limiti delle prestazioni automobilistiche.
Nel deserto di El Mirage l’addio a due icone
La location scelta da Bugatti è El Mirage, un lago prosciugato nel deserto del Mojave, in California. Una distesa apparentemente infinita, dove il terreno chiaro incontra un orizzonte privo di ostacoli e il sole al tramonto trasforma il paesaggio.
Qui sono state fotografate le due vetture, accostate per sottolineare le differenze tra le rispettive carrozzerie e il patrimonio tecnico che condividono. La Chiron presenta una silhouette chiusa, con abitacolo raccolto e superfici studiate per conciliare aerodinamica, raffreddamento e stabilità alle velocità più elevate.
La Mistral interpreta invece la stessa filosofia attraverso una configurazione roadster, caratterizzata dall’assenza del tetto e da un’impostazione che esalta l’esperienza di guida a cielo aperto. La scelta degli esemplari è significativa. La Chiron numero 500 chiude una produzione iniziata nel 2016, mentre la Mistral numero 99 rappresenta l’ultimo capitolo di una serie estremamente limitata.
Bugatti ha accompagnato le immagini con un messaggio dedicato alla fine di due capitoli della propria storia, trasformando l’incontro in un omaggio alla tradizione meccanica della Casa di Molsheim.
Il W16 saluta dopo oltre vent’anni di prestazioni estreme
A unire Chiron e Mistral è soprattutto il motore W16 quadriturbo, una delle soluzioni tecniche più particolari mai adottate su un’automobile di produzione. L’architettura fece il proprio debutto sulla Bugatti Veyron, diventando il simbolo della rinascita moderna del marchio.
Con sedici cilindri disposti in una configurazione compatta e quattro turbocompressori, il propulsore ha permesso di raggiungere livelli di potenza e velocità difficilmente immaginabili per una vettura stradale. La Chiron ha portato questa impostazione a un livello superiore rispetto alla Veyron, mentre la Mistral ne ha rappresentato l’interpretazione finale in una carrozzeria scoperta.
La roadster sviluppa 1.600 CV, una potenza che racconta quanto lontano sia arrivata l’evoluzione del W16. La sua importanza non riguarda soltanto i numeri. Progettare un’automobile capace di gestire simili prestazioni significa affrontare sfide enormi in materia di raffreddamento, trasmissione, pneumatici e aerodinamica.
Per questo l’uscita di scena del sedici cilindri segna un cambiamento che va ben oltre la sostituzione di un propulsore.
Dalla Chiron alla Tourbillon: il futuro passa al V16 ibrido
Il nuovo capitolo della storia Bugatti porta il nome di Tourbillon, l’hypercar destinata a raccogliere l’eredità della Chiron. La differenza tecnica è sostanziale: al posto del W16 sovralimentato arriva un V16 aspirato, abbinato a un sistema di propulsione ibrido.
La potenza complessiva annunciata raggiunge 1.800 CV, confermando che l’elettrificazione non comporterà un ridimensionamento delle ambizioni prestazionali del marchio. Il nuovo schema permette inoltre di combinare la risposta di un motore aspirato ad altissimo regime con il contributo immediato delle unità elettriche.
La Tourbillon rappresenta quindi una rottura tecnologica rispetto alle sue antenate, pur conservando il ruolo centrale del motore a sedici cilindri. Le fotografie realizzate a El Mirage assumono così un significato particolare. Da una parte ci sono le ultime espressioni di una meccanica diventata leggendaria, dall’altra una nuova generazione che si prepara a raccoglierne l’eredità.
Per Bugatti, il tramonto californiano non celebra soltanto la fine della produzione di due modelli: segna il passaggio dal W16 alla nuova era del V16 ibrido.