Urso rassicura sul futuro di Stellantis in Italia: "Nessuna chiusura"
Il ministro Urso rassicura sul futuro di Stellantis in Italia: nessuna chiusura di stabilimenti, investimenti per 2 miliardi e strategie condivise con Anfia
:format(webp)/www.autoblog.it/app/uploads/2025/08/Stellantis-Atessa-Lastratura-1024x683-2.jpg)
Il futuro degli stabilimenti italiani di Stellantis sembra più sicuro che mai. A confermarlo sono le parole rassicuranti del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Urso, che si è espresso con fermezza sulla continuità produttiva del gruppo automobilistico nel nostro Paese. In un momento in cui crescono le preoccupazioni per l’utilizzo esteso degli ammortizzatori sociali e per le turbolenze che attraversano il settore automotive europeo, il governo italiano sceglie la strada della trasparenza e del dialogo, ribadendo il proprio impegno a tutela dell’occupazione e delle competenze nazionali.
Nel corso di un incontro chiave con l’amministratore delegato Antonio Filosa e con i rappresentanti dell’associazione Anfia, il ministro Urso ha voluto sgombrare il campo da ogni dubbio: “A differenza di quanto sta accadendo in Germania e in altri Paesi europei, in Italia rimarranno in attività tutti gli stabilimenti.” Un messaggio forte, destinato non solo ai lavoratori ma anche all’intero indotto della componentistica nazionale, spesso messo a dura prova dalle incertezze del mercato globale e dalle trasformazioni imposte dalla transizione ecologica.
Investimenti in Italia
Al centro di questa strategia di rilancio c’è il Piano Italia, che rappresenta il pilastro degli investimenti previsti per il 2024. Il programma, che si concluderà a dicembre, prevede una cifra imponente: ben 2 miliardi di euro di investimenti diretti da parte di Stellantis e altri 6 miliardi in commesse riservate alle aziende italiane della componentistica. Si tratta di un impegno economico senza precedenti, finalizzato a rafforzare la filiera nazionale e a garantire nuove opportunità di crescita e innovazione per il comparto automotive.
Ma come verranno ripartite queste risorse? Ogni sito produttivo avrà un ruolo chiave nel processo di rinnovamento industriale. A Pomigliano verrà realizzata la nuova piattaforma Stla-Small, destinata a ospitare modelli di nuova generazione, mentre a Mirafiori sarà protagonista la 500 ibrida, simbolo della capacità italiana di coniugare tradizione e innovazione. Melfi si prepara ad accogliere ben sette nuovi modelli, consolidando la propria centralità nella strategia del gruppo. Non meno importante il sito di Modena, che si concentrerà sulla produzione di veicoli di alta gamma, rafforzando il posizionamento premium del made in Italy nel mondo.
Si aspettano novità
Un capitolo a parte merita lo stabilimento di Cassino, dove sono in arrivo tre nuovi modelli Alfa Romeo, a testimonianza della volontà di puntare su marchi storici e fortemente identitari. Infine, il sito di Atessa sarà protagonista di un profondo rinnovamento, grazie all’introduzione della nuova versione del Large Van, che rappresenta una delle scommesse più importanti per la mobilità commerciale del futuro.
Parallelamente, il governo mantiene alta l’attenzione sul Tavolo Automotive, uno strumento di confronto permanente tra istituzioni, imprese e parti sociali. Il prossimo appuntamento è già fissato per ottobre, quando verranno illustrate nuove misure di sostegno alla filiera: dagli accordi per l’innovazione ai mini-contratti di sviluppo, fino al nuovo credito d’imposta pensato per premiare le aziende che investono in tecnologie avanzate e processi sostenibili.
La trasformazione del settore automotive italiano, dunque, continua a ritmo serrato, tra sfide tecnologiche, transizione ecologica e la necessità di salvaguardare l’occupazione. Le rassicurazioni fornite dal ministro Urso e la determinazione di Stellantis rappresentano una boccata d’ossigeno per le migliaia di famiglie che vivono grazie all’industria dell’auto. In attesa che l’imminente incontro tra Urso, Antonio Filosa e Anfia definisca nel dettaglio le strategie per rafforzare la competitività e la stabilità del comparto, il messaggio è chiaro: il futuro dell’auto in Italia si gioca su innovazione, investimenti e coesione tra tutti gli attori della filiera.
Ultime notizie
:format(webp)/www.autoblog.it/app/uploads/2025/08/Autostrada-al-buio-scaled.jpg)
:format(webp)/www.autoblog.it/app/uploads/2025/08/wp_drafter_395940-scaled.jpg)
:format(webp)/www.autoblog.it/app/uploads/2025/08/wp_drafter_395927.jpg)
:format(webp)/www.autoblog.it/app/uploads/2025/08/wp_drafter_395929-scaled.jpg)