Un'Alfa Romeo 156 da 150 CV conquista il Nürburgring: «Che telaio, che macchina
Una Alfa Romeo 156 2.0 Twin Spark da circa 150 CV sorprende al Nürburgring. Il pilota Misha Charoudin resta colpito dal telaio e dall'equilibrio della berlina italiana
Al Nürburgring Nordschleife è facile attirare l’attenzione con una supercar da oltre 600 CV. Tra Porsche GT3, BMW M, Mercedes-AMG e hypercar provenienti da ogni parte del mondo, sono soprattutto le prestazioni assolute a dominare la scena. Eppure, a conquistare uno dei piloti e content creator più conosciuti del circuito tedesco è stata una berlina italiana di oltre vent’anni fa, equipaggiata con un motore aspirato da appena 150 CV.
Protagonista della storia è una Alfa Romeo 156 2.0 Twin Spark, preparata con una filosofia molto diversa rispetto a quella delle tradizionali auto da track day. Dopo alcuni giri sulla Nordschleife, Misha Charoudin, volto molto noto tra gli appassionati del circuito, ha sintetizzato la propria esperienza con poche parole: “Che macchina. Che telaio.”
Una 156 diversa dal solito
Da tempo questa particolare Alfa Romeo 156 compare nelle vicinanze del Nürburgring, dove viene seguita dall’officina specializzata Vulcan Alpha, punto di riferimento per gli appassionati del marchio del Biscione.
La vettura appartiene al meccanico Andrea Gatti, che ha scelto un approccio ben preciso alla preparazione: conservare il più possibile la meccanica originale, concentrando gli interventi su assetto, peso e comportamento dinamico.
Sotto il cofano continua infatti a lavorare il celebre 2.0 Twin Spark aspirato, praticamente di serie. Il quattro cilindri, noto per il sistema a otto candele di accensione, sviluppa circa 150 CV, una potenza che oggi può sembrare modesta, soprattutto su un circuito dove non è raro vedere auto da oltre 700 cavalli.
Il vero protagonista è il telaio
Secondo il proprietario, il punto di forza della vettura non è il motore, ma il progetto della Alfa Romeo 156, già molto evoluto fin dalla nascita. La berlina italiana adottava infatti una raffinata sospensione anteriore a doppio braccio oscillante e un sofisticato schema multilink posteriore, soluzioni che alla fine degli anni Novanta erano tutt’altro che comuni nel segmento delle berline familiari.
Per valorizzare queste caratteristiche sono stati installati ammortizzatori regolabili KW, snodi sferici su tutti i bracci delle sospensioni e un differenziale autobloccante, mentre il cambio è stato accorciato utilizzando componenti provenienti da una Alfa Romeo 147. L’obiettivo non era aumentare la potenza, ma sfruttare al massimo quella già disponibile.
Meno peso, più divertimento
L’altro elemento fondamentale del progetto riguarda il peso. L’abitacolo è stato alleggerito eliminando numerosi componenti non indispensabili, compreso l’impianto di climatizzazione.
Grazie a questo lavoro la vettura pesa circa 1.080 kg, con l’obiettivo dichiarato di scendere in futuro sotto la soglia dei 1.000 chilogrammi. Il rapporto peso-potenza diventa così molto più favorevole, consentendo al motore aspirato di esprimersi al meglio senza ricorrere a elaborazioni particolarmente invasive.
Al Nürburgring tiene testa ad auto molto più potenti
Una volta sceso in pista, Misha Charoudin ha subito apprezzato il comportamento della 156. Secondo il pilota, la vettura trasmette una sensazione di grande equilibrio, con uno sterzo preciso e un retrotreno particolarmente reattivo che rende la guida coinvolgente in ogni tratto della Nordschleife.
Durante la prova la berlina italiana si è trovata anche a confrontarsi con una Mazda MX-5 profondamente elaborata, conosciuta tra gli appassionati come “Miata From Hell”. Pur disponendo di una potenza nettamente inferiore, la Alfa Romeo è riuscita a rimanere competitiva grazie al peso contenuto, alla qualità del telaio e all’efficacia dell’assetto.
Al termine della prova, Charoudin ha raccontato che sarebbero sufficienti appena 15 CV in più per rendere la vettura praticamente perfetta.
Un progetto che dimostra il valore della meccanica
Il giudizio finale del pilota è stato particolarmente significativo. Secondo Charoudin, questa Alfa Romeo 156 è una delle auto con il miglior comportamento dinamico che abbia mai guidato sul Nürburgring, nonostante una potenza molto inferiore rispetto agli standard delle vetture che abitualmente affrontano il circuito tedesco.
Una dimostrazione concreta di come un telaio ben progettato, un assetto curato e una massa contenuta possano incidere sulla qualità della guida almeno quanto i cavalli disponibili.
Per gli appassionati del marchio Alfa Romeo rappresenta anche una conferma delle qualità dinamiche della 156, un modello che, a oltre vent’anni dal debutto, continua ancora oggi a sorprendere quando viene valorizzato con gli interventi giusti.