Tesla Cybertruck verso lo stop: Elon Musk sacrifica il pick-up per il Cybercab

Tesla ridurrà la produzione del Cybertruck ad Austin dal 2027 per fare spazio al Cybercab. Vendite deludenti e futuro incerto per il pick-up elettrico

Tesla Cybertruck verso lo stop: Elon Musk sacrifica il pick-up per il Cybercab
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Giorgio Colari
Pubblicato il 6 nov 2026

Il Tesla Cybertruck rischia di diventare uno dei più clamorosi insuccessi nella storia recente dell’automobile elettrica. Dopo aver attirato l’attenzione mondiale con la sua carrozzeria in acciaio inossidabile e un design radicalmente diverso da qualsiasi altro pick-up, il modello si trova davanti a un futuro sempre più incerto. Elon Musk ha annunciato che Tesla ridurrà progressivamente la produzione del Cybertruck nella Gigafactory di Austin, in Texas, intorno alla metà del 2027.

La decisione nasce dalla necessità di liberare capacità produttiva per il Cybercab, il veicolo autonomo sul quale l’azienda sta concentrando una parte crescente delle proprie ambizioni industriali. Resta però una domanda fondamentale: il Cybertruck continuerà a essere costruito altrove oppure si prepara a uscire definitivamente di scena?

Tesla Cybertruck, produzione ridotta per lasciare spazio al Cybercab

L’annuncio è arrivato direttamente da Musk attraverso un messaggio pubblicato su X. Il numero uno di Tesla ha indicato la volontà di ridimensionare gradualmente le attività dedicate al Cybertruck nello stabilimento texano, privilegiando l’aumento dei volumi del Cybercab, progettato per i servizi di trasporto autonomo.

Non è stata annunciata una cessazione definitiva della produzione. Tuttavia, un eventuale trasferimento industriale sarebbe tutt’altro che semplice. Austin è attualmente l’unico stabilimento Tesla attrezzato per realizzare alcune delle componenti specifiche del pick-up, che richiedono processi produttivi differenti rispetto alle automobili tradizionali.

A rendere ancora più incerto lo scenario sono le parole di Wes Morrill, ingegnere capo del Cybertruck, che ha descritto il veicolo come un’importante piattaforma di sviluppo tecnologico destinata a continuare a vivere attraverso il Cybercab. Un’affermazione che alimenta interrogativi sulla permanenza del modello nella gamma.

Vendite lontanissime dagli obiettivi iniziali di Elon Musk

Il principale problema del Cybertruck riguarda i risultati commerciali. Prima dell’avvio delle consegne, Musk aveva prospettato volumi annuali estremamente ambiziosi, arrivando a indicare obiettivi compresi tra 200.000 e 375.000 esemplari.

La realtà si è rivelata molto diversa. Secondo le stime di Cox Automotive, nel 2025 negli Stati Uniti sono stati venduti appena 20.237 Cybertruck, una cifra nettamente inferiore alle aspettative iniziali. Il mercato americano rimane inoltre l’unico nel quale il pick-up è commercializzato.

Tesla non pubblica dati di vendita separati per il Cybertruck, inserendolo nella categoria degli altri modelli. Questa scelta rende più difficile ricostruire l’andamento commerciale attraverso i risultati ufficiali, ma le stime disponibili evidenziano una domanda decisamente inferiore rispetto alla capacità produttiva inizialmente immaginata.

Richiami, mercato difficile e il nuovo futuro di Tesla

Alle difficoltà commerciali si aggiungono diversi problemi che hanno accompagnato il Cybertruck fin dall’inizio. Nel solo 2024, primo anno completo di commercializzazione, il pick-up è stato interessato da sette campagne di richiamo, alcune legate a difetti di componenti e criticità costruttive.

Il contesto americano è diventato inoltre meno favorevole alle vetture elettriche dopo l’eliminazione dei crediti fiscali federali. Anche questo cambiamento ha contribuito a rendere più complesso il mercato nel quale il Cybertruck cerca di affermarsi.

La scelta di privilegiare il Cybercab segnala soprattutto un cambiamento nelle priorità industriali di Tesla. L’azienda punta sempre più sulla guida autonoma e sui servizi di mobilità, mentre il pick-up che avrebbe dovuto rivoluzionare il mercato americano perde centralità. Il suo destino non è ancora ufficialmente deciso, ma il ridimensionamento annunciato per il 2027 rappresenta un passaggio significativo per un progetto nato con aspettative enormi e rimasto lontano dai traguardi commerciali promessi.

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