Dalla Cina arriva il motore con efficienza record del 99,03%: una tecnologia rivoluzionaria

GAC presenta Quark 2.0, il motore elettrico con rendimento del 99,03% e statore in lega amorfa. Produzione industriale e consumi ridotti

Dalla Cina arriva il motore con efficienza record del 99,03%: una tecnologia rivoluzionaria
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 6 nov 2026

La nuova frontiera delle automobili elettriche potrebbe nascondersi in una sottilissima striscia di metallo. Il gruppo cinese GAC ha sviluppato Quark 2.0, un motore che promette di ridurre drasticamente le dispersioni energetiche grazie all’impiego di una particolare lega amorfa. Il risultato più sorprendente riguarda il rendimento del 99,03%, valore dichiarato come primato mondiale per questa tecnologia e certificato, secondo il costruttore, dall’istituto cinese CAERI.

Il progetto ha ottenuto il primo premio agli Science and Technology Awards della China Society of Automotive Engineers, assegnati il 28 ottobre 2026 a Suzhou. Ma l’aspetto più interessante riguarda il passaggio dalla sperimentazione alla produzione industriale.

Quark 2.0, il motore elettrico che sfrutta il metallo amorfo

La principale innovazione riguarda lo statore, realizzato utilizzando nastri metallici spessi appena 0,025 millimetri. A differenza dei materiali convenzionali, le leghe amorfe presentano una struttura atomica disordinata, ottenuta attraverso un raffreddamento estremamente rapido del metallo fuso. Questa particolare configurazione consente di limitare le perdite magnetiche durante il funzionamento.

Nei motori elettrici tradizionali, una parte dell’energia viene dissipata sotto forma di calore, soprattutto nel nucleo magnetico e negli avvolgimenti. GAC dichiara che l’impiego del nuovo materiale permette di ridurre del 50% le perdite nel ferro rispetto agli acciai al silicio ultrasottili utilizzati nelle applicazioni più avanzate.

La difficoltà consiste nella lavorazione industriale di nastri tanto sottili e fragili. Taglio, assemblaggio e resistenza alle sollecitazioni richiedono processi particolarmente accurati. Il progetto Quark 2.0 rappresenterebbe quindi un progresso non soltanto nell’efficienza energetica, ma anche nella capacità di produrre questi componenti su larga scala.

Rendimento del 99,03% e motore da 30.000 giri

Le caratteristiche tecniche annunciate sono notevoli. Il Quark 2.0 raggiunge 30.000 giri al minuto e presenta una densità di potenza dichiarata di 17,29 kW per chilogrammo. Il rotore utilizza inoltre un manicotto di contenimento in fibra di carbonio, spesso circa un millimetro.

Il sistema viene integrato in un’architettura 12 in 1, che riunisce diversi componenti della propulsione elettrica, compresi trasmissione, inverter e raffreddamento. L’obiettivo è contenere ingombri, massa e dispersioni, migliorando contemporaneamente l’efficienza complessiva del gruppo motopropulsore.

Secondo GAC, i benefici possono tradursi in una riduzione dei consumi di circa il 4% nel ciclo cinese CLTC, con un incremento dell’autonomia compreso fra 30 e 50 chilometri. Nei test condotti sull’isola di Hainan è stato inoltre dichiarato un consumo di 8,571 kWh/100 km, risultato che dipende comunque anche dalle caratteristiche della vettura e dalle condizioni di prova.

Produzione da 100.000 unità e sfida ai costruttori europei

Il nuovo motore sarebbe già impiegato su tre modelli commercializzati in Cina attraverso i marchi Aion e Hyptec, appartenenti al gruppo GAC. La produzione è affidata alla controllata RuiPai Powertrain, con una capacità iniziale annunciata di 100.000 unità annue.

La tecnologia delle leghe amorfe non è tuttavia un’esclusiva cinese. Nel marzo 2026, Horse Powertrain, partecipata da Renault, Geely e Aramco, ha presentato un proprio motore sperimentale con rendimento dichiarato del 98,2%. Anche diversi fornitori europei stanno lavorando su materiali magnetici e sistemi di propulsione più efficienti.

La differenza potrebbe emergere soprattutto sul piano industriale. Se i risultati annunciati saranno confermati nell’utilizzo quotidiano, Quark 2.0 dimostrerà che migliorare l’autonomia delle elettriche non richiede necessariamente batterie più grandi. Una parte importante del progresso può arrivare direttamente dal motore, attraverso materiali capaci di sfruttare meglio l’energia disponibile.

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