Targhe polacche, nuova stretta: rischio radiazione per le auto senza assicurazione e revisione

La Polonia valuta la radiazione automatica delle auto con targa polacca senza assicurazione o revisione: nel 2025 registrati 3.188 sinistri all'estero

Targhe polacche, nuova stretta: rischio radiazione per le auto senza assicurazione e revisione
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Renato Terlisi
Pubblicato il 12 ago 2026

Potrebbe diventare molto più difficile utilizzare all’estero un’auto con targa polacca senza assicurazione o revisione regolare. In Polonia si sta infatti lavorando a una modifica legislativa che potrebbe portare alla radiazione automatica dal registro automobilistico dei veicoli che non rispettano entrambi i requisiti.

La proposta è allo studio attraverso una collaborazione tra il PBUK, l’Ufficio Polacco degli Assicuratori Automobilistici, e il ministero delle Infrastrutture polacco. L’intervento avrebbe conseguenze particolarmente importanti anche in Italia, dove il fenomeno delle cosiddette targhe polacche è diventato negli ultimi anni molto discusso, soprattutto a Napoli e provincia.

Il meccanismo utilizzato in alcuni casi prevede la vendita formale dell’auto a una società polacca, la successiva immatricolazione in Polonia e la restituzione del veicolo all’utilizzatore italiano attraverso un contratto di noleggio. Una pratica che non è di per sé illegale, ma che diventa un problema quando viene associata a polizze Rc Auto contraffatte o revisioni non realmente effettuate.

I numeri spiegano la stretta: nel 2025 sono stati registrati 3.188 incidenti all’estero provocati da veicoli polacchi privi di assicurazione, contro i 1.574 dell’anno precedente. Più del doppio in dodici mesi.

Targhe polacche, cosa potrebbe cambiare con la radiazione automatica

La novità più importante riguarda la possibilità di cancellare automaticamente dal registro polacco i veicoli che risultano contemporaneamente fuori regola rispetto agli obblighi previsti. Il provvedimento è ancora una proposta di modifica legislativa e non va quindi considerato una norma già operativa.

Se venisse approvato nella forma prospettata, il sistema potrebbe portare alla radiazione dei veicoli che non soddisfano i requisiti relativi alla validità della revisione tecnica e dell’assicurazione in Polonia.

Le conseguenze per chi continua a utilizzare una vettura radiata potrebbero essere molto pesanti, soprattutto in caso di incidente. Secondo quanto spiegato dal presidente del Consiglio di amministrazione del PBUK, Mariusz Wichtowski, gli utilizzatori potrebbero infatti essere chiamati direttamente a sostenere i costi dei risarcimenti dovuti alle persone danneggiate.

Il problema non riguarda quindi soltanto la regolarità amministrativa della vettura. In presenza di un incidente con danni importanti, le somme richieste possono diventare considerevoli.

Auto senza assicurazione: 3.188 incidenti nel 2025

A spingere verso un intervento più severo è soprattutto la crescita dei sinistri provocati all’estero da veicoli immatricolati in Polonia ma privi di assicurazione valida. Nel 2024 il PBUK ne aveva registrati 1.574. Nel 2025 il numero è salito a 3.188, con un incremento superiore al 100%.

Una parte significativa del problema sarebbe collegata proprio alle automobili registrate in Polonia ma utilizzate abitualmente in Italia. La situazione diventa ancora più delicata quando chi utilizza il veicolo è convinto di essere regolarmente assicurato.

Tra le irregolarità segnalate rientra infatti la possibilità che all’automobilista venga consegnata documentazione assicurativa contraffatta. In uno scenario del genere, l’utilizzatore potrebbe non essere consapevole di circolare senza una Rc Auto effettivamente valida.

Quando un veicolo polacco non assicurato provoca un incidente all’estero, il PBUK interviene nel suo ruolo di organismo di garanzia per assicurare il risarcimento al danneggiato. Questo, però, non significa che proprietario e conducente siano automaticamente liberati dalle conseguenze economiche. L’organismo può infatti tentare successivamente di recuperare le somme pagate dai soggetti responsabili. Secondo i dati comunicati, sono già in corso 500 azioni di rivalsa davanti ai tribunali italiani.

Il problema delle revisioni effettuate solo sulla carta

L’assicurazione non è l’unico punto critico. L’altra questione riguarda la revisione dei veicoli con targa polacca. Le regole prevedono che il controllo iniziale collegato all’immatricolazione e le successive revisioni periodiche vengano effettuati in Polonia.

Questo comporta una difficoltà evidente per una vettura che, nonostante l’immatricolazione polacca, viene utilizzata stabilmente in Italia: per effettuare correttamente il controllo dovrebbe essere portata fisicamente in Polonia. Ed è proprio qui che sarebbe nata una delle pratiche che le autorità intendono contrastare.

In alcuni casi verrebbe inviata in Polonia soltanto la documentazione dell’automobile, evitando di trasportare realmente il veicolo. In questo modo si risparmierebbero i costi del viaggio, ma la vettura continuerebbe a circolare senza essere stata sottoposta a un vero controllo tecnico.

Il problema è evidente anche dal punto di vista della sicurezza. Una revisione serve a verificare elementi fondamentali dell’auto e una certificazione ottenuta senza la presenza fisica del mezzo vanifica completamente questo controllo. Per contrastare il fenomeno, il PBUK ha già proposto l’introduzione dell’obbligo di fotografare il veicolo durante la prima revisione, così da fornire una prova della sua effettiva presenza in Polonia.

La targa polacca non è automaticamente illegale

È importante distinguere l’utilizzo di una vettura immatricolata in Polonia dalle irregolarità descritte. Il contratto di noleggio attraverso una società polacca non viene indicato, di per sé, come una pratica illegale. I problemi nascono quando dietro questo meccanismo si trovano un’assicurazione inesistente o contraffatta, una revisione fittizia oppure altre violazioni delle norme applicabili.

La possibile radiazione automatica punta proprio a colpire i veicoli che non risultano in regola. Se la proposta diventerà legge, il vantaggio dello stratagemma delle targhe estere potrebbe quindi ridursi drasticamente per chi oggi sfrutta le difficoltà di controllo tra differenti banche dati nazionali.

Per il momento si tratta di una stretta ancora in fase di elaborazione, quindi bisognerà attendere il testo definitivo e l’eventuale approvazione per conoscere modalità, tempi e condizioni precise. Il segnale proveniente dalla Polonia è però chiaro: con 3.188 sinistri provocati all’estero nel 2025 da veicoli polacchi senza assicurazione e centinaia di azioni di rivalsa già avviate in Italia, Varsavia punta a rendere molto più difficile mantenere in circolazione automobili formalmente polacche ma prive dei requisiti fondamentali di assicurazione e revisione.

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