Ritorna dopo 15 anni il marchio britannico, rinasce la Fighter con V10 da 8 litri
Bristol Cars torna dopo 15 anni di inattività completando cinque rarissime Fighter con motore V10 da 8,0 litri e fino a 600 CV
Dopo 15 anni di inattività, Bristol Cars prova a tornare sulla scena automobilistica partendo esattamente dal punto in cui si era fermata. Il costruttore britannico ha deciso di completare cinque esemplari della Fighter, la particolare GT con motore V10 che rappresentò l’ultimo modello prodotto prima dell’amministrazione controllata del 2011.
L’operazione arriva nell’anno dell’80° anniversario della Bristol 400, prima automobile del marchio, e viene presentata come il primo capitolo di un progetto decisamente più ambizioso. Dopo queste vetture potrebbero infatti arrivare altri modelli, comprese auto completamente nuove.
Cinque Fighter rimaste incompiute
La Fighter originale debuttò nel 2004 con una configurazione decisamente fuori dagli schemi. Era una gran turismo con porte ad ali di gabbiano e utilizzava il gigantesco V10 da 8,0 litri derivato dalla Dodge Viper, capace nelle diverse configurazioni di arrivare fino a 600 CV.
La velocità massima dichiarata raggiungeva le 210 mph, equivalenti a circa 338 km/h. La produzione proseguì in numeri estremamente contenuti fino al 2011 e si ritiene che siano stati immatricolati appena 13 esemplari. Ora Bristol, insieme a un costruttore britannico di cui non è stato comunicato il nome, completerà cinque ulteriori Fighter utilizzando altrettanti telai rimasti incompiuti dal programma produttivo originale.
Non saranno vere continuation car costruite da zero. Le vetture verranno omologate attraverso la procedura britannica Individual Vehicle Approval e porteranno targhe coerenti con il 2008, anno in cui risultano essere state tecnicamente costruite. Saranno disponibili sia con guida a destra sia con guida a sinistra.
La prima è già pronta
Il primo esemplare della nuova fase di Bristol debutta al Salon Privé. La vettura è rifinita in nero con abitacolo color cuoio, mentre i quattro esemplari ancora da completare potranno essere personalizzati seguendo le richieste dei rispettivi proprietari.
Il prezzo non è stato annunciato. La Fighter originale aveva però un listino di circa 235.000 sterline e appare probabile che queste cinque vetture, per rarità e caratteristiche dell’operazione, raggiungano cifre sensibilmente superiori.
Bristol considera il completamento dei telai rimasti come qualcosa di più di una semplice ripresa della produzione. L’obiettivo è chiudere un programma interrotto nel 2011 e creare allo stesso tempo un collegamento concreto tra la storia dell’azienda e il suo futuro.
Bristol prepara anche nuovi modelli
La Fighter, infatti, dovrebbe rappresentare soltanto l’inizio. I programmi successivi non sono stati ancora illustrati nei dettagli, ma Autocar riferisce che sarebbero possibili ulteriori automobili, comprese proposte completamente nuove e non soltanto reinterpretazioni di vecchi modelli.
La rinascita è guidata dal nuovo proprietario e direttore Paul King insieme al presidente Richard Hackett. Quest’ultimo conosce profondamente il marchio: aveva lavorato con Tony Crook, storico numero uno di Bristol, e nell’ultimo decennio ha contribuito alla gestione di uno dei principali concessionari specializzati nelle vetture della casa britannica.
Un marchio sempre fuori dagli schemi
Bristol non è mai stato un costruttore tradizionale. Le sue automobili venivano realizzate in quantità ridottissime per una clientela interessata più all’esclusività, alla progettazione e al carattere che ai grandi numeri.
Hackett ha ricordato proprio questa filosofia, sottolineando come Bristol fosse conosciuta per “fare le cose diversamente” e non abbia mai avuto l’ambizione di trasformarsi in un marchio di massa.
La nuova proprietà promette quindi di conservare individualità, qualità ingegneristica e lavorazioni artigianali che hanno caratterizzato l’azienda. La Fighter con il suo enorme V10 rappresenta il modo più coerente per ricominciare: cinque auto rimaste sospese nel tempo per chiudere il passato, prima di scoprire quale sarà davvero il futuro di Bristol.