Porsche avvia la produzione della Cayenne Electric in Slovacchia

Porsche avvia la produzione della Cayenne Electric in Slovacchia con lo Smart Battery Shop per batterie da 113 kWh e una linea multi-brand flessibile e robotizzata

Porsche avvia la produzione della Cayenne Electric in Slovacchia
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Giorgio Colari
Pubblicato il 2 feb 2026

La rivoluzione elettrica di Porsche entra in una nuova fase con l’avvio della produzione della Cayenne Electric, un modello che si distingue non solo per le sue prestazioni, ma anche per un approccio industriale all’avanguardia. La casa di Stoccarda ha infatti dato il via all’assemblaggio del suo nuovo SUV elettrico presso lo Smart Battery Shop di Horná Streda, in Slovacchia, e presso il sito multi-brand del Gruppo Volkswagen a Bratislava. Un processo produttivo che unisce numeri impressionanti a una strategia di controllo verticale e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di consolidare la leadership nel segmento delle auto elettriche premium.

Un’area da 40.000 metri quadrati

Il cuore pulsante di questa nuova era produttiva è rappresentato da uno stabilimento slovacco quasi totalmente automatizzato: ben 280 robot lavorano in sinergia con 150 operai su una superficie di 40.000 metri quadrati. In questo impianto prende vita la batteria da 113 kWh, un componente chiave capace di erogare fino a 850 kW di potenza, pensato per offrire prestazioni elevate e un’autonomia di riferimento nel segmento. L’assemblaggio delle batterie si basa su moduli realizzati con LG pouch cells, che vengono gestiti attraverso processi avanzati di automazione e controllo qualità, per garantire affidabilità e durata nel tempo.

L’attenzione alla qualità e alla sicurezza delle batterie si traduce nell’adozione di soluzioni ingegneristiche sofisticate: schiume stabilizzanti, riempitivi termici e piastre di raffreddamento vengono integrati nei pacchi batteria per ottimizzare la gestione termica e prevenire surriscaldamenti, a tutto vantaggio della longevità e delle prestazioni. Questo approccio permette a Porsche di mantenere un controllo verticale sui componenti critici, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e migliorando la tracciabilità di ogni singolo modulo.

Un pilastro della modernità

Parallelamente, la “Platform Hall” di Bratislava rappresenta un altro pilastro della strategia produttiva del marchio. Qui, circa 500 robot e 140 addetti sono impegnati nella costruzione dello Skateboard Chassis, la piattaforma modulare che costituisce la base di tutti i modelli della nuova gamma, incluse le versioni termiche, ibride ed elettriche. La flessibilità di questa linea di assemblaggio consente di gestire indifferentemente tutte le varianti, con una capacità produttiva che può raggiungere i 450.000 veicoli all’anno. Un risultato possibile solo grazie a una automazione spinta e a processi digitalizzati che ottimizzano ogni fase della produzione.

Un aspetto particolarmente innovativo della strategia Porsche riguarda la gestione del ciclo di vita delle batterie. L’azienda ha implementato sistemi di tracciabilità interna che monitorano costantemente lo stato dei singoli moduli durante l’intero utilizzo del veicolo. In caso di necessità, è possibile sostituire solo i moduli difettosi, evitando la sostituzione dell’intero pacco batteria. Questa soluzione non solo riduce i costi di manutenzione per il cliente, ma favorisce anche la sostenibilità, limitando la quantità di materiali da smaltire e promuovendo un modello di economia circolare. Tuttavia, permangono interrogativi sulla sostenibilità della filiera delle materie prime e sulla reale efficacia dei processi di riciclo nel lungo periodo, questioni che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni.

La combinazione di automazione avanzata, controllo verticale della filiera e partnership tecnologiche di alto livello, come quella con LG per le celle delle batterie, consente a Porsche di puntare a standard qualitativi elevatissimi per la Cayenne Electric. L’azienda tedesca non si limita a inseguire la transizione elettrica, ma la interpreta in modo originale, investendo su innovazione e affidabilità. Nei prossimi mesi sarà fondamentale osservare come si evolveranno i tassi di produzione e l’affidabilità delle batterie in condizioni reali di utilizzo, per capire se questa strategia multi-sede saprà davvero tradursi in vantaggi concreti per clienti e azionisti.

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