Perché in questa città tutte le auto sono di colore bianco

Ad Ashgabat, capitale del Turkmenistan, è obbligatorio guidare auto bianche: scelta tra simbolismo culturale, vantaggi climatici e critiche per il controllo statale

Perché in questa città tutte le auto sono di colore bianco
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 23 gen 2026

Nel cuore dell’Asia centrale esiste una città che ha scelto di distinguersi non solo per la sua architettura monumentale, ma anche per una decisione sorprendente: Ashgabat, la capitale del Turkmenistan, ha imposto una legge sul colore delle automobili che circolano sulle sue strade. Qui, le auto bianche non sono una semplice tendenza, ma una vera e propria regola: le vetture di colore scuro sono bandite e i proprietari sono obbligati a riverniciare i propri veicoli o a lasciarli fermi, pena sanzioni e restrizioni. Questa scelta, apparentemente bizzarra, rivela molto sulla gestione urbana, sull’identità collettiva e sulle dinamiche di controllo sociale che caratterizzano il Paese.

Le motivazioni di questa scelta bizzarra

Le motivazioni che hanno portato all’adozione di questa misura sono molteplici e intrecciano simbolismo culturale, esigenze pratiche e ambizioni politiche. Le autorità di Ashgabat considerano il bianco un colore portafortuna, legato a concetti di purezza e prosperità, mentre il nero è tradizionalmente associato a presagi negativi e sfortuna. Non si tratta solo di superstizione: il clima desertico del Turkmenistan impone estati torride e afose, e le superfici chiare, come quelle delle auto bianche, riflettono la radiazione solare, contribuendo a mantenere temperature interne più basse e riducendo il consumo di energia per la climatizzazione.

Il contesto urbano di Ashgabat amplifica ulteriormente questa scelta cromatica. La città è celebre a livello internazionale come la città bianca, un soprannome che deriva dall’uso massiccio di marmo bianco nella costruzione di edifici pubblici, palazzi governativi e monumenti. L’effetto visivo è straordinario: una metropoli scintillante, ordinata e coerente, dove anche il traffico automobilistico contribuisce a rafforzare un’immagine di perfezione estetica e disciplina. Le auto bianche diventano così parte integrante di un progetto di design urbano che mira a eliminare ogni forma di disordine visivo e a trasmettere un senso di armonia collettiva.

Le legge sul colore

Tuttavia, questa legge sul colore non è priva di conseguenze concrete per i cittadini. Molti automobilisti si trovano costretti a sostenere costi elevati per la riverniciatura delle proprie vetture, spesso affrontando anche lunghe attese e disagi burocratici. In un ambiente arido e polveroso come quello di Ashgabat, il bianco tende a sporcarsi facilmente, richiedendo pulizie frequenti e impegnative. Questo aspetto pratico è spesso fonte di lamentele tra i residenti, che vedono nella norma un ulteriore elemento di controllo e limitazione della libertà personale.

A livello internazionale, la scelta di rendere Ashgabat una città bianca suscita opinioni contrastanti. Da un lato, urbanisti e consulenti climatici sottolineano i benefici delle superfici riflettenti, sia in termini di comfort termico che di sostenibilità energetica. Per loro, la decisione di privilegiare le auto bianche rappresenta una soluzione pragmatica alle sfide ambientali poste dal clima desertico del Turkmenistan. Dall’altro lato, osservatori esterni e organizzazioni per i diritti civili interpretano questa misura come un simbolo evidente dell’autoritarismo che caratterizza il Paese, uno dei più chiusi e repressivi al mondo. L’imposizione di una legge sul colore delle automobili diventa così il riflesso di un controllo statale capillare, capace di incidere persino sugli aspetti più intimi della vita quotidiana.

Trasparenza sull’applicazione della norma

La trasparenza nell’applicazione della norma lascia spazio a numerose domande: non è chiaro, ad esempio, come vengano gestite le auto usate importate, i veicoli aziendali o quelli destinati al noleggio. L’impatto economico della misura è particolarmente gravoso per i proprietari meno abbienti, che spesso faticano a sostenere i costi aggiuntivi imposti dallo Stato. Nonostante ciò, le autorità municipali di Ashgabat restano ferme nella richiesta di conformità, prevedendo sanzioni severe per chi viola la regola.

La trasformazione di Ashgabat in una città bianca diventa così un esperimento unico di design urbano e governance sociale, in cui l’estetica si intreccia con la politica e il simbolismo culturale. Per alcuni, si tratta di un audace tentativo di ridefinire l’identità cittadina e di affrontare in modo innovativo le sfide climatiche. Per altri, è la prova tangibile di come il potere possa estendersi fino a regolare la più banale delle scelte individuali: il colore della propria automobile. In ogni caso, il bianco, ad Ashgabat, non è solo una tinta: è la manifestazione visibile di una visione della città imposta dall’alto, che unisce marmo bianco, automobili e controllo sociale in un unico, sorprendente mosaico urbano.

Ti potrebbe interessare: