Il bioetanolo può essere d'aiuto con le emissioni, ma è snobbato

AssoDistil lancia l'allarme: Italia indietro sull'E10. Il Governo guidato da Adolfo Urso annuncia misure per sostenere domanda, offerta e trasformazione in bioraffinerie

Il bioetanolo può essere d'aiuto con le emissioni, ma è snobbato
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Giorgio Colari
Pubblicato il 23 gen 2026

Una svolta decisa nella fiscalità e nella normativa è ciò che il settore richiede con urgenza per favorire l’adozione del bioetanolo sostenibile in Italia. L’appello arriva da AssoDistil, l’associazione che rappresenta la filiera nazionale della distillazione, che individua nel parco circolante invecchiato – con un’età media superiore ai 13 anni – un vero e proprio ostacolo strutturale sulla strada della transizione ecologica. In un contesto europeo dove ben 19 Paesi hanno già introdotto la E10, il nostro Paese resta ancorato alla E5. Nella pratica, inoltre, molte pompe erogano carburanti quasi privi di etanolo, vanificando i possibili benefici ambientali.

I vantaggi di questo carburante

Durante un recente workshop, AssoDistil ha messo in luce come il bioetanolo miscelato ai carburanti tradizionali possa ridurre le emissioni di CO2 fino al 79%, a patto che sia prodotto secondo gli standard europei certificati. Eppure, questo potenziale resta in gran parte inespresso, soffocato da infrastrutture inadeguate, ostacoli burocratici e dalla mancanza di una strategia nazionale per la distribuzione e la miscelazione del carburante.

Il Governo, rappresentato dal Ministro Adolfo Urso, ha ribadito l’impegno dell’Esecutivo nell’attivare pacchetti di incentivi. Tra le misure annunciate figurano sostegni alle filiere agricole, agevolazioni per il rifornimento del parco circolante e finanziamenti destinati alla riconversione delle raffinerie tradizionali in moderne bioraffinerie. Un esempio concreto arriva dal progetto pilota già avviato a Livorno, che dimostra la fattibilità industriale della transizione verso il bioetanolo.

Il dibattito è aperto

Il dibattito, però, resta acceso e tutt’altro che univoco. Da una parte, industriali e rappresentanti del settore agricolo sottolineano l’impatto immediato e concreto di questa soluzione. Dall’altra, ambientalisti e comunità scientifica sollevano dubbi sulla reale sostenibilità delle materie prime, sulla tutela dei suoli e sulla conservazione della biodiversità. Sul fronte tecnico, costruttori di automobili e distributori di carburante mettono in guardia sulle problematiche legate alla compatibilità dei motori, alla necessità di adeguare le infrastrutture di servizio e alla gestione logistica delle nuove miscele.

Il nodo cruciale è rappresentato dal divario tra ciò che viene dichiarato ufficialmente e la reale composizione dei carburanti effettivamente distribuiti sul mercato. L’introduzione su larga scala della E10 richiede, dunque, uno sforzo coordinato e multidimensionale: chiarezza normativa, incentivi fiscali mirati, campagne di comunicazione rivolte al pubblico per illustrare i vantaggi e un piano di modernizzazione delle infrastrutture di stoccaggio e distribuzione.

La riconversione degli impianti

Dal punto di vista economico, la riconversione degli impianti di raffinazione in bioraffinerie rappresenta un’opportunità per lo sviluppo occupazionale e per l’innovazione tecnologica, generando valore lungo tutta la filiera produttiva. Tuttavia, gli operatori chiedono certezze normative stabili e prevedibili, condizione indispensabile per investire risorse significative in questa transizione.

L’esperienza europea, con la E10 già radicata in 19 Stati membri dell’Unione, costituisce un monito importante che l’Italia non può ignorare se intende centrare gli obiettivi di decarbonizzazione della mobilità. Il passaggio dalle dichiarazioni d’intenti alle azioni concrete – riforme fiscali, definizione di parametri di sostenibilità, programmi di conversione degli impianti e campagne informative rivolte agli automobilisti – è ormai imprescindibile.

In questo scenario, AssoDistil continua a esercitare pressione sulle istituzioni affinché i tempi di attuazione vengano accelerati, mentre il Ministero guidato da Adolfo Urso ribadisce che strumenti e progetti sono già in fase operativa e che il percorso verso una maggiore integrazione del bioetanolo nelle miscele di carburante è stato ufficialmente avviato.

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