Multato per 80 centimetri, fa ricorso e vince: poi una scatoletta ribalta tutto

A Oslo un automobilista ha contestato una multa da 900 corone per aver parcheggiato troppo vicino a un incrocio. Dopo la prima vittoria in tribunale, una nuova misurazione ha ribaltato il caso

Multato per 80 centimetri, fa ricorso e vince: poi una scatoletta ribalta tutto
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Renato Terlisi
Pubblicato il 21 set 2026

Una multa per divieto di sosta, appena 80 centimetri e una scatoletta di snus utilizzata per rendere inequivocabile una misurazione. Sono gli ingredienti di una singolare controversia giudiziaria avvenuta a Oslo, dove il proprietario di una Toyota ha prima ottenuto l’annullamento di una sanzione per poi vedersela ripristinare in appello.

Tutto è cominciato nell’aprile 2026, quando l’automobilista ha ricevuto una multa da 900 corone norvegesi per aver lasciato la propria vettura troppo vicino a un incrocio. In Norvegia la distanza minima prevista in questo caso è di cinque metri, ma stabilire da quale punto iniziare la misurazione si è rivelato meno semplice del previsto.

L’incrocio aveva una forma particolare

Il problema nasceva dalla geometria della strada. L’incrocio interessato presenta infatti un angolo arrotondato, caratteristica che rendeva discutibile l’esatto punto nel quale terminava l’intersezione e dal quale, di conseguenza, dovessero essere misurati i cinque metri. Il proprietario della Toyota era convinto che il rilevamento effettuato dagli addetti alla sosta fosse sbagliato e ha deciso di portare la questione davanti al tribunale.

In primo grado la strategia ha funzionato. I giudici hanno ritenuto che il Comune di Oslo non fosse riuscito a dimostrare adeguatamente che la vettura si trovasse effettivamente a meno di cinque metri dall’incrocio. La multa è stata quindi inizialmente annullata. La vicenda, però, era tutt’altro che conclusa.

Il Comune torna sul posto e misura nuovamente

L’amministrazione di Oslo ha deciso di impugnare la decisione e, prima del nuovo procedimento, è tornata sul luogo della contestazione per effettuare una misurazione più accurata.

Per documentare con precisione la posizione sono stati utilizzati un lungo metro a nastro e due oggetti decisamente insoliti. Una tessera è stata collocata nel punto corrispondente alla posizione della Toyota, mentre una scatoletta di snus è servita per indicare visivamente il limite dei cinque metri.

Proprio questa ricostruzione ha fornito al giudice un elemento decisivo. La tessera che indicava dove era parcheggiata l’automobile risultava infatti posizionata a 4,2 metri dalla fine dell’incrocio individuata dal Comune. Alla Toyota mancavano quindi 80 centimetri per rispettare la distanza richiesta.

Il proprietario contesta ancora la misurazione

L’automobilista non si è arreso e durante il procedimento d’appello ha sostenuto che gli addetti ai parcheggi avessero precedentemente utilizzato punti differenti per effettuare le misurazioni.

A suo giudizio esisteva quindi un’incertezza sufficiente sull’esatta posizione dalla quale calcolare i cinque metri. Una situazione che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe persino convinto alcuni residenti a smettere di parcheggiare in quel tratto di strada. Questa volta, però, i giudici non hanno accolto le sue argomentazioni.

La multa da 900 corone torna valida

La corte ha stabilito che il punto utilizzato dal Comune nella nuova misurazione corrispondeva effettivamente alla fine dell’incrocio. Anche le fotografie presentate dall’amministrazione sono state considerate sufficienti per dimostrare la violazione.

Risultato: la sanzione originaria da 900 corone norvegesi è tornata valida e il proprietario della Toyota dovrà pagarla. La controversia avrebbe potuto avere conseguenze economiche ben più pesanti rispetto alla multa iniziale. Il tribunale ha però deciso che l’automobilista non dovrà sostenere le spese processuali richieste dal Comune.

Alla fine, quindi, una disputa arrivata fino al secondo grado di giudizio si è giocata su meno di un metro. E soprattutto su una fotografia nella quale un oggetto comunissimo, una scatoletta di snus, è diventato l’improbabile riferimento visivo che ha contribuito a dimostrare quegli 80 centimetri di troppo.

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