Lotus condivide lo storico stabilimento, quattro marchi produrranno a Hethel

Lotus inaugura l'Hethel Performance Hub e apre il suo storico stabilimento ad altri costruttori per sfruttare la capacità produttiva inutilizzata

Lotus condivide lo storico stabilimento, quattro marchi produrranno a Hethel
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Giorgio Colari
Pubblicato il 1 lug 2026

Lotus cambia strategia produttiva e apre il proprio storico stabilimento di Hethel ad altri costruttori automobilistici. Il marchio britannico controllato dal gruppo Geely ha inaugurato ufficialmente l’Hethel Performance Hub, un nuovo polo industriale pensato per condividere strutture, competenze e linee produttive con aziende esterne.

L’obiettivo è valorizzare le risorse già presenti nello stabilimento del Norfolk, che negli ultimi anni ha visto ridursi sensibilmente i volumi produttivi rispetto alla capacità disponibile.

Una fabbrica progettata per produrre molto di più

Lo stabilimento di Hethel era stato riorganizzato nel 2022 per raggiungere una capacità produttiva di circa 15.000 vetture all’anno. Oggi, però, i numeri sono molto più contenuti. Secondo le informazioni disponibili, l’impianto assembla tra 2.500 e 3.000 auto l’anno, quasi esclusivamente la Lotus Emira.

Negli ultimi mesi il costruttore ha inoltre attraversato una fase particolarmente complessa. Nel 2025 sono stati eliminati circa 550 posti di lavoro, pari a quasi il 40% della forza lavoro dello stabilimento, mentre il gruppo ha chiuso il 2024 con una perdita netta superiore al miliardo di dollari. In questo contesto nasce l’Hethel Performance Hub, inaugurato dal ministro britannico per l’Industria Chris McDonald, con l’obiettivo di trasformare lo stabilimento in un centro produttivo aperto anche ad altri marchi.

Quattro partner coinvolti nel nuovo progetto

Il primo costruttore ad aver confermato la propria partecipazione è Zenos Cars, piccola casa britannica specializzata in sportive leggere. L’azienda utilizza già gli impianti di Hethel per assemblare i propri modelli, beneficiando delle infrastrutture e del know-how sviluppato da Lotus senza dover sostenere investimenti elevati per realizzare uno stabilimento autonomo.

Secondo Matt Sanger, rappresentante di Zenos, la collaborazione è perfettamente complementare e non crea sovrapposizioni tra i due marchi. Le identità degli altri partner non sono state ufficializzate.

Tra le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane figurano:

  • Charge Holdings, che potrebbe trasferire parte della produzione dei propri veicoli elettrici;
  • DR Automobiles, con un progetto ancora riservato;
  • Cranfield University, coinvolta nello sviluppo di attività legate alla Lotus Emira GT4.

Al momento, tuttavia, Lotus non ha confermato ufficialmente questi nomi.

Lotus: “Non è una scelta dettata dalla crisi”

L’iniziativa è stata interpretata da alcuni osservatori come una risposta alla capacità produttiva inutilizzata dello stabilimento. Una lettura che Lotus respinge. Il vice direttore generale Matt Nice ha spiegato che il progetto nasce dalla volontà di mettere a disposizione di altri costruttori l’intero ecosistema industriale presente a Hethel: progettazione, ingegneria, sviluppo, produzione e perfino la pista prove.

Secondo il manager, il ritmo produttivo attuale sarebbe comunque coerente con gli obiettivi aziendali e, dopo la riduzione dell’organico avvenuta nel 2025, non sarebbero previsti ulteriori tagli al personale. L’idea è quella di creare un centro tecnologico in grado di accompagnare i partner lungo tutte le fasi di sviluppo di un nuovo veicolo, dalla progettazione iniziale fino alla produzione.

Un progetto strategico anche per l’industria britannica

L’Hethel Performance Hub si inserisce anche nella più ampia strategia del Governo britannico per rilanciare il settore automobilistico nazionale. Durante l’inaugurazione, il ministro Chris McDonald ha ricordato l’obiettivo di riportare la produzione del Regno Unito a 1,3 milioni di veicoli l’anno, dopo che nel 2025 il settore si è fermato a circa 764.700 unità, il livello più basso registrato dal 1952.

Per sostenere questa crescita è stato annunciato anche un piano da 4 miliardi di sterline destinato a ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico nel comparto automotive. Con l’apertura dello storico impianto di Hethel ad altri costruttori, Lotus punta quindi a sfruttare al meglio le proprie infrastrutture, trasformando una fabbrica nata per produrre esclusivamente le sportive del marchio in un centro di eccellenza aperto a nuovi progetti e collaborazioni industriali.

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