Le auto plug-in più vendute in Italia parlano soprattutto cinese

Nel 2025 la BYD Seal U domina il mercato PHEV italiano con 14.488 immatricolazioni; Jaecoo, Omoda e altri marchi cinesi scalano le classifiche

Le auto plug-in più vendute in Italia parlano soprattutto cinese
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Giorgio Colari
Pubblicato il 5 gen 2026

Nel panorama automobilistico nazionale, il 2025 si annuncia come un anno di svolta per il mercato italiano delle vetture ibride plug-in, con una crescita trainata da strategie aggressive e una rinnovata competitività dei marchi asiatici. In questo scenario, le scelte dei consumatori si orientano sempre più verso modelli tecnologicamente avanzati, dotati di equipaggiamenti completi e proposti a prezzi più accessibili rispetto alle offerte tradizionali dei costruttori europei e giapponesi. L’evoluzione della domanda e l’ingresso di nuovi player stanno riscrivendo gli equilibri, generando una concorrenza mai vista prima e opportunità interessanti per chi desidera acquistare un’auto ibrida plug-in.

Il dominio della BYD Seal U e la nuova classifica PHEV

La scena delle PHEV in Italia è dominata dalla BYD Seal U, che si impone con numeri record: ben 14.488 unità immatricolate nel corso dell’anno, quasi il doppio rispetto alla seconda classificata. Seguono, a distanza, la Toyota C-HR (7.592 immatricolazioni), la BMW X1 (6.254) e la Volkswagen Tiguan (5.521). L’avanzata dei marchi orientali è ulteriormente sottolineata dalla presenza della Jaecoo 7 in quinta posizione con 4.253 unità vendute, a testimonianza di un trend ormai consolidato. Nella top ten resistono comunque modelli iconici come Golf, Formentor e Sportage, segno che la competizione resta viva e vivace.

Dicembre conferma il trend di crescita

I dati di dicembre rafforzano ulteriormente questa tendenza: la BYD Seal U chiude l’anno con 1.553 immatricolazioni solo nell’ultimo mese, staccando nettamente la Toyota C-HR (703) e la Volkswagen Tiguan (523). La classifica mensile mette in evidenza anche altri protagonisti asiatici come Omoda 9 (395 immatricolazioni) e BYD Seal 6 (359), dimostrando la solidità e la varietà dell’offerta cinese nel comparto delle ibride plug-in.

Un fenomeno che va oltre le PHEV

Non si tratta solo di una rivoluzione all’interno del segmento PHEV: la BYD Seal U si afferma anche come D-SUV più venduto in Italia nel 2025, con 14.723 immatricolazioni, superando rivali del calibro di BMW X3 e Mercedes GLC. Questo risultato riflette una trasformazione profonda, in cui i costruttori cinesi stanno influenzando direttamente strategie produttive, politiche di prezzo e lo sviluppo delle reti distributive locali.

I segreti del successo asiatico

L’ascesa dei marchi cinesi si fonda su tre pilastri strategici. In primo luogo, la capacità di offrire tecnologia di ultima generazione, dotazioni ricche e prezzi decisamente più competitivi rispetto agli equivalenti europei e giapponesi. In secondo luogo, l’adozione di un modello commerciale innovativo, basato su una rete distributiva in espansione e su servizi trasparenti che comprendono garanzie estese, assistenza tecnica e soluzioni su misura per il cliente. Infine, il progresso nelle batterie e nei sistemi di elettrificazione ha colmato il gap in termini di affidabilità e prestazioni, riducendo le distanze percepite rispetto ai costruttori storici.

Le sfide per i brand tradizionali e le nuove opportunità per i consumatori

I costruttori europei e giapponesi si trovano ora di fronte alla necessità di reagire, adottando strategie di riduzione dei prezzi, introducendo innovazioni tecnologiche e arricchendo i pacchetti di valore per mantenere la propria quota di mercato. Questa crescente competizione si traduce in vantaggi concreti per i consumatori: maggiore possibilità di scelta, prezzi più accessibili e condizioni d’acquisto più favorevoli. Tuttavia, la scelta di una vettura plug-in richiede un’attenta valutazione dei servizi disponibili, del valore residuo e degli standard di sicurezza garantiti.

Il riassetto del mercato italiano e le implicazioni normative

Il 2025 segna un’accelerazione verso le soluzioni ibride plug-in come tappa intermedia verso la piena elettrificazione. Le istituzioni e i policy maker sono chiamati a ripensare incentivi e infrastrutture, in particolare per quanto riguarda le stazioni di ricarica, la normativa ambientale e la fiscalità, che rappresentano leve fondamentali per sostenere la domanda in rapido mutamento. Il successo di modelli come Jaecoo 7 e Omoda 9 dimostra che non si tratta di episodi isolati, ma dell’affermazione di un modello produttivo e commerciale sempre più credibile agli occhi del pubblico italiano.

La competizione nel segmento delle ibride plug-in si farà ancora più serrata nei prossimi anni, con effetti immediati su prezzi, strategie aziendali e decisioni di acquisto degli automobilisti. Il mercato italiano si conferma così un laboratorio di cambiamento, dove la rapidità di adattamento e la capacità di offrire valore aggiunto saranno i fattori chiave per il successo.

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