L'auto più lenta ad aver calcato l'asfalto del Nurburgring: 28 minuti al giro

La Ligier JS50 REVO D Plus ha segnato il giro più lento al Nurburgring (28'25"8). Prove anche delle JS50 elettriche L6e e L7e e lancio dell'edizione Ultimate Racing Experience

L'auto più lenta ad aver calcato l'asfalto del Nurburgring: 28 minuti al giro
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Giorgio Colari
Pubblicato il 8 gen 2026

La mobilità urbana sta vivendo una trasformazione profonda, e pochi esempi lo raccontano meglio dell’esperienza vissuta dalla Ligier JS50 sul leggendario circuito del Nurburgring Nordschleife. Un’operazione inedita, che ha visto la casa francese portare i suoi quadricicli leggeri – spesso associati a percorsi cittadini e a basse velocità – su uno dei tracciati più impegnativi e iconici al mondo. Ma questa non è la classica sfida contro il cronometro: è un laboratorio dinamico su ruote, dove tecnica, comunicazione e visione si intrecciano per ridefinire il concetto stesso di micro-mobilità.

Un esperimento audace

A gennaio 2026, Ligier ha scelto di posizionare la sua REVO D Plus al centro di un esperimento di endurance e visibilità. Il risultato? Un tempo di percorrenza di 28 minuti e 25,8 secondi, su una distanza di 20.832 km, con un consumo straordinario: solo consumo 3 litri per 100 km. Questo dato, ottenuto dalla microcar diesel con appena 8 cavalli e una velocità massima limitata elettronicamente a 45 km/h, rappresenta una vera e propria dichiarazione d’intenti. Il confronto con il precedente record della Trabant P50 del 1960 (16 minuti e 1 secondo) non è tanto una questione di velocità, quanto di robustezza tecnica e affidabilità su lunghe distanze, anche in condizioni estreme.

Il cuore dell’operazione, infatti, non risiede nella ricerca del tempo più basso, ma nella capacità di affrontare uno dei circuiti più selettivi d’Europa con una vettura pensata per la città. Il serbatoio da 17 litri garantisce un’autonomia teorica di circa 500 km, confermando la vocazione urbana della JS50, ma dimostrando al contempo come la tecnologia applicata alle microcar possa reggere stress prolungati senza cedimenti.

A completare il quadro sperimentale, Ligier ha portato sul tracciato anche le versioni elettriche: la JS50 Elettrica L6e ha chiuso il giro in 27 minuti e 55,6 secondi, mentre la più potente JS50 Elettrica L7e, omologata fino a 75 km/h, ha segnato un tempo di 19 minuti e 53,4 secondi. Questi risultati mettono in evidenza quanto le normative di omologazione e i limiti di velocità incidano sul comportamento dinamico dei veicoli, sottolineando la varietà dell’offerta Ligier e la sua capacità di adattarsi a differenti esigenze di mobilità.

Grande valenza comunicativa

L’iniziativa ha avuto anche una forte valenza comunicativa. In primo luogo, il valore mediatico: vedere una microcar affrontare il Nurburgring Nordschleife è un’immagine che cattura l’attenzione, genera curiosità e si presta a diventare virale sui social e nei media di settore. In secondo luogo, la strategia tecnica: promuovere veicoli a bassa potenza e bassissimo consumo in un contesto estremo serve a trasmettere affidabilità, efficienza e coerenza con le esigenze della mobilità contemporanea.

Per celebrare l’evento, Ligier ha lanciato l’edizione speciale Ultimate Racing Experience, una JS50 caratterizzata da una livrea tricolore, cerchi in lega neri da 16 pollici con pneumatici semi-slick Nankang RC, sedili premium e volante con inserti colorati. Un allestimento che coniuga l’efficienza energetica con un’estetica sportiva, richiamando il mondo delle competizioni e rivolgendosi a un pubblico giovane e attento all’immagine.

Non mancano le critiche

Non sono mancate, tuttavia, le critiche. Alcuni osservatori hanno sottolineato come il confronto cronometrico perda di significato se applicato a veicoli progettati per le strade urbane e soggetti a limiti di velocità stringenti. In questa prospettiva, l’operazione appare più come una mossa promozionale che una vera e propria sfida tecnica. Altri esperti, invece, hanno apprezzato il coraggio di Ligier nel mettere alla prova i propri prodotti fuori dal loro habitat naturale, dimostrando che anche le microcar possono superare test di durata e resistenza in scenari inusuali.

L’iniziativa acquista un ulteriore valore se si considera la storia del marchio: fondato dall’ex pilota di Formula 1 Guy Ligier, il brand torna così a riaffermare le proprie radici sportive, mostrando come la passione per l’automobilismo possa trovare nuove forme di espressione, compatte e sostenibili, ma non per questo meno autentiche.

La vicenda ha generato una vasta eco mediatica, alimentando il dibattito su come raccontare la mobilità urbana del futuro: tra efficienza, immagine e spettacolarità, la Ligier JS50 dimostra che è possibile conciliare consumi ridotti e forte impatto comunicativo. Un esperimento che va oltre il semplice test tecnico, diventando un esempio di come le scelte di marketing e di prodotto possano fondersi per offrire soluzioni innovative e altamente visibili nel panorama della micro-mobilità europea.

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