Hammond guida la Yangwang U9X e rimane senza parole: "Fa paura"

Richard Hammond prova la Yangwang U9X: quasi 3.000 cv e 496,22 km/h. La hypercar elettrica cinese ridefinisce le prestazioni e rilancia il dibattito su sicurezza e omologazione

Hammond guida la Yangwang U9X e rimane senza parole: "Fa paura"
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Giorgio Colari
Pubblicato il 23 feb 2026

Un nuovo capitolo nella storia dell’automobilismo sportivo si apre con l’arrivo di una protagonista inaspettata: la hypercar elettrica cinese Yangwang U9X. Questo bolide, frutto dell’ambizione tecnologica del marchio di lusso BYD, promette di riscrivere i confini delle prestazioni estreme con numeri che lasciano senza fiato: una velocità massima dichiarata di 496 km/h, quattro motori elettrici per una potenza combinata di quasi 3.000 cavalli e un rapporto peso-potenza da primato, pari a 1.217 CV per tonnellata. Con queste credenziali, la U9X si candida a superare il leggendario primato della Bugatti Chiron Super Sport 300+, catalizzando l’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori di tutto il mondo.

La Yangwang U9X non è soltanto un esercizio di stile o una provocazione ingegneristica: la sua piattaforma poggia su basi tecniche d’avanguardia, dove la reattività immediata dei motori elettrici si fonde con sistemi di controllo dinamico evoluti. Queste soluzioni permettono accelerazioni impressionanti, nonostante una massa superiore ai 2.500 chilogrammi. L’obiettivo dichiarato di sfiorare i 500 km/h apre però interrogativi cruciali sul fronte dell’omologazione, della sicurezza stradale e delle specifiche richieste per pneumatici, aerodinamica e impianti frenanti, elementi fondamentali quando si parla di prestazioni così estreme.

Il debutto

Il debutto della hypercar elettrica cinese è stato ulteriormente amplificato dalla prova su strada di Richard Hammond, volto iconico dell’automobilismo televisivo internazionale. Hammond, celebre per la sua esperienza maturata tra Top Gear, The Grand Tour e DriveTribe, ha sottoposto la U9X a un test che ha lasciato il segno. Le sue parole, cariche di stupore, sono rivelatrici: “Mi ha spaventato”, ha ammesso senza mezzi termini, paragonando l’accelerazione della vettura a una vera e propria traslazione istantanea nello spazio. Un giudizio di questo peso, proveniente da chi ha affrontato le auto più estreme del pianeta e ha vissuto sulla propria pelle incidenti spettacolari, conferisce alla U9X una credibilità inedita nel panorama delle supercar.

Tuttavia, il raggiungimento di una velocità record come quella dichiarata dalla Yangwang U9X solleva inevitabilmente dubbi e discussioni. Gli esperti sottolineano come qualsiasi primato debba essere certificato secondo parametri internazionali riconosciuti e come, nella pratica, l’accesso a tali prestazioni sia fortemente condizionato da normative, infrastrutture e limiti tecnici. Non basta la potenza sulla carta: occorrono verifiche, test ufficiali e, soprattutto, un quadro regolamentare che ne consenta l’effettiva realizzazione su strada o in pista.

Auto da record

Sul piano geopolitico ed economico, l’irruzione di una hypercar elettrica cinese nel segmento del lusso ad alte prestazioni rappresenta uno spartiacque significativo. Non sono più solo i costruttori europei e nordamericani a dettare legge in questo settore: la U9X testimonia il crescente peso degli investimenti industriali cinesi in ricerca, sviluppo di materiali innovativi e software avanzati. Questo fenomeno non si limita a una sfida tra supercar, ma indica una tendenza destinata a riverberarsi sull’intero comparto automobilistico, accelerando la corsa verso l’elettrificazione e l’adozione di tecnologie sempre più sofisticate.

Le critiche, come spesso accade in questi casi, non mancano. Alcuni osservatori mettono in guardia sull’effettiva possibilità di tradurre i numeri dichiarati in prestazioni reali e fruibili dal pubblico, evidenziando come la spettacolarità delle velocità record debba essere bilanciata da requisiti di sicurezza e affidabilità. Tuttavia, l’importanza di progetti come quello della Yangwang U9X va oltre il dato crudo della velocità: le innovazioni tecniche sviluppate in questo contesto possono infatti essere trasferite, almeno in parte, anche al mercato delle auto elettriche di massa, portando benefici in termini di efficienza, autonomia e sicurezza.

La prova di Richard Hammond ha riacceso i riflettori sulla Yangwang U9X, sottolineando come la competizione sulle prestazioni estreme sia ormai globale e sempre più legata all’evoluzione della propulsione elettrica. Questa hypercar cinese, con la sua audacia tecnica e il suo potenziale rivoluzionario, costringe tutti gli attori del settore a rivedere le proprie strategie e ad accelerare l’innovazione. Il futuro delle auto sportive passa, inevitabilmente, anche da qui.

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