La Classe G immersa nella resina sembra uscita da Jurassic Park

Mercedes Benz incastona un 280 GE del 1979 in oltre 40.000 litri di resina: installazione artistica e operazione di branding, mentre la Baby Classe G elettrica arriva nel 2026

La Classe G immersa nella resina sembra uscita da Jurassic Park
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 8 gen 2026

Un’icona automobilistica intrappolata in un blocco trasparente, una dichiarazione di stile e identità: oltre 40.000 litri di resina cristallina e quasi 9.000 ore di lavoro sono i numeri impressionanti dietro “Più forte del tempo”, la spettacolare installazione realizzata da Mercedes Benz. Questo progetto non è solo una celebrazione della leggendaria Classe G, ma rappresenta anche una strategia di comunicazione raffinata in vista del prossimo lancio della compatta elettrica Baby Classe G, attesa per il 2026.

Non solo un’idea di marketing

L’idea che muove questa operazione va ben oltre la semplice esposizione museale: si tratta di una vera e propria cristallizzazione fisica e simbolica del DNA di un modello storico. Un esemplare del 280 GE, autentico simbolo della prima generazione, è stato accuratamente inserito in uno stampo cubico e immerso gradualmente in resina liquida. Terminato il processo di catalizzazione, la forma esterna è stata rimossa, lasciando la vettura sospesa in una dimensione quasi surreale, perfettamente visibile ma intoccabile, come se il tempo stesso si fosse fermato.

Secondo Gunnar Güthenke, responsabile del team di progettazione, il concetto che anima l’opera è chiaro: “Il cubo racchiude l’evoluzione continua della Classe G. Per quasi quarant’anni il nostro fuoristrada ha incarnato un’idea immutabile di forza e identità, adattandosi ai tempi senza mai tradire il suo carattere essenziale. Questo è il significato del suo DNA: resistere al passare delle mode.” Un messaggio che trova eco tanto nel linguaggio visivo quanto nella strategia di brand.

Un richiamo alla memoria

Dal punto di vista artistico, la scelta di utilizzare la resina trasparente dialoga con i temi della memoria e della conservazione, trasformando un oggetto industriale in una scultura contemporanea. Ma c’è di più: l’installazione diventa un potente strumento narrativo, capace di consolidare il mito della Classe G e di fornire un contesto visivo di grande impatto ai futuri annunci di prodotto, primo fra tutti l’arrivo della Baby Classe G elettrica.

Tuttavia, non mancano le critiche. Alcuni osservatori hanno evidenziato il contrasto tra questa spettacolare celebrazione e l’impatto ambientale derivante dall’uso massiccio di materiali sintetici come la resina, sollevando dubbi sulla coerenza con gli impegni di sostenibilità che le case automobilistiche premium, come Mercedes Benz, dichiarano di voler perseguire. Altri, invece, interpretano l’opera come una dichiarazione coraggiosa, un simbolo visivo che riafferma la continuità stilistica e la riconoscibilità del brand anche in una fase di profonda trasformazione del settore.

Più competenze

Sul piano tecnico, la realizzazione dell’installazione ha richiesto competenze multidisciplinari: controllare il comportamento di decine di migliaia di litri di resina in uno spazio così ampio, evitando la formazione di bolle d’aria e gestendo i tempi di catalizzazione, ha imposto una perfetta sinergia tra ingegneria dei materiali e scenografia, con il coinvolgimento di team altamente specializzati.

Dietro questa spettacolare messa in scena si cela una strategia commerciale ben precisa. Mercedes Benz punta a diversificare la propria offerta, ampliando il portafoglio della sua icona storica con una versione compatta e a zero emissioni: la Baby Classe G. Una mossa che si inserisce nel contesto della transizione verso l’elettrificazione dell’automotive, ma che mantiene come filo conduttore la persistenza dell’identità visiva e simbolica della Classe G.

Per il pubblico, la vettura imprigionata nella resina è al tempo stesso un oggetto da museo e una dichiarazione di intenti: una provocazione che invita a riflettere su quanto la spettacolarizzazione del patrimonio automobilistico possa davvero aggiungere valore culturale e su come sia possibile conciliare la celebrazione del passato con i nuovi criteri di responsabilità ambientale. Mercedes Benz sceglie così di posizionarsi in questa zona di confine, offrendo un’immagine potente e memorabile mentre affronta la trasformazione del prodotto e del linguaggio che sta rivoluzionando l’intero settore.

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