Il monovolume da 7 posti a 6.200 euro, perché è un'occasione persa

Nissan Gravite, derivata dalla Renault Triber su piattaforma CMF A Plus, punta all'India con motore 1.0 e dotazioni complete; l'omologazione europea è complicata

Il monovolume da 7 posti a 6.200 euro, perché è un'occasione persa
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 24 feb 2026

Nel panorama automobilistico globale, il sogno di un’auto spaziosa, versatile e soprattutto accessibile rimane una chimera per molti mercati occidentali. Eppure, nei paesi emergenti, questa realtà è già tangibile, come dimostra il caso della Nissan Gravite. Questa monovolume, proposta in India a un prezzo di poco superiore ai 6.000 euro, incarna alla perfezione il paradosso delle auto low-cost: prodotti di successo in alcune aree del mondo, ma confinati dai limiti di normative, sicurezza e strategie di mercato nei paesi sviluppati.

Una collaborazione stretta

La Nissan Gravite nasce da una stretta collaborazione con Renault, prendendo spunto dalla Renault Triber e condividendo la piattaforma CMF A Plus. Sebbene le basi tecniche siano comuni, Nissan ha saputo personalizzare la vettura dal punto di vista estetico e di brand, rendendola perfetta per rispondere alle esigenze specifiche del mercato indiano. Il risultato è una vettura pensata per famiglie e piccoli imprenditori, capace di offrire una soluzione affidabile e pratica senza rinunciare a una dotazione di tutto rispetto.

La monovolume misura appena 4 metri di lunghezza, ma sorprende per la capacità di configurare l’abitacolo fino a sette posti, con un volume di carico massimo di ben 625 litri. Il cuore pulsante della vettura è un motore 1.0 tre cilindri da 72 CV e 96 Nm di coppia, abbinabile sia a un cambio manuale che a un AMT automatizzato. I consumi dichiarati si attestano attorno ai 19 km/l, rendendo la vettura appetibile anche sotto il profilo dell’efficienza.

Prezzo aggressivo

Nonostante il prezzo aggressivo, la dotazione di serie sorprende: cruscotto digitale, sistema di infotainment connesso, climatizzatore a doppia zona, cruise control, accesso senza chiave con avviamento a pulsante e ricarica wireless per dispositivi mobili. Sul fronte della sicurezza, la Nissan Gravite non lesina: sei airbag, controllo elettronico della stabilità, sensori di parcheggio con telecamera e monitoraggio della pressione pneumatici sono di serie, una rarità in questa fascia di prezzo.

Il vero segreto del prezzo competitivo della vettura risiede nella produzione locale. Lo stabilimento Renault-Nissan di Chennai assembla la monovolume utilizzando oltre il 95% di componenti prodotti in India, abbattendo drasticamente i costi di approvvigionamento, logistica e manodopera. Questo modello industriale, però, risulta impossibile da replicare nei mercati occidentali, e soprattutto in Europa, dove tre ostacoli principali ne impediscono la diffusione.

Il motore non rispetta le nostre normative

Il primo scoglio è rappresentato dalle normative ambientali. Il motore 1.0 della Gravite, così come concepito per il mercato indiano, non è in grado di superare i rigorosi limiti imposti dalla normativa Euro 6d. Per adeguarsi, sarebbero necessari importanti investimenti in sistemi di gestione degli scarichi, ricircolo dei fumi e abbattimento delle emissioni, interventi che farebbero inevitabilmente lievitare il prezzo finale, snaturando la vocazione low-cost del modello.

Il secondo ostacolo è la sicurezza strutturale. Gli standard europei e i severi crash test Euro NCAP richiedono rinforzi alla scocca e l’adozione di sistemi ADAS avanzati, assenti nella versione destinata all’India. Modificare la piattaforma CMF A Plus per rispondere a queste esigenze comporterebbe interventi profondi e costosi, difficilmente sostenibili senza perdere il vantaggio competitivo sul prezzo.

Il terzo freno è di natura strategica: il mercato europeo vede già la presenza di modelli come la Dacia Sandero e altri veicoli dell’alleanza Renault-Nissan, che presidiano il segmento delle auto economiche. Introdurre la Nissan Gravite rischierebbe di generare una pericolosa sovrapposizione tra i modelli, portando a una cannibalizzazione delle vendite e a una compressione dei margini che i vertici delle due case automobilistiche preferiscono evitare.

Sarebbe stata apprezzata

Per il consumatore europeo, l’idea di una monovolume agile, spaziosa e dal prezzo imbattibile è senza dubbio affascinante. Tuttavia, la combinazione di vincoli normativi, aspettative elevate in termini di sicurezza e la presenza di posizionamenti di marca già consolidati rende la omologazione europea di questi veicoli un miraggio. In India, invece, la ricetta funziona perfettamente: produzione locale, prezzo aggressivo e dotazioni calibrate sulle reali esigenze del pubblico.

La Nissan Gravite diventa così il simbolo di una tendenza sempre più marcata nell’industria automobilistica: la creazione di prodotti su misura per specifici ecosistemi geografici, ottimizzati in base a regolamentazioni, preferenze e strutture di costo locali. Una strategia che, almeno per ora, rende impossibile il semplice trasferimento di questi modelli da un mercato all’altro senza profonde trasformazioni. Un fenomeno destinato a rafforzarsi, spingendo le case automobilistiche a differenziare sempre più la propria offerta in base alle caratteristiche dei mercati di riferimento.

Ti potrebbe interessare: