Hyundai prepara un rivale del Suzuki Jimny? Un brevetto riapre il caso Boulder

Un nuovo brevetto Hyundai depositato in India mostra un fuoristrada molto vicino al Boulder Concept. Non conferma la produzione, ma alimenta le ipotesi su un possibile rivale del Suzuki Jimny

Hyundai prepara un rivale del Suzuki Jimny? Un brevetto riapre il caso Boulder
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Giulia Darante
Pubblicato il 2 set 2026

Hyundai potrebbe avere cambiato idea sul Boulder Concept? Il fuoristrada presentato nell’aprile 2026 al New York International Auto Show era nato principalmente per anticipare una nuova piattaforma con telaio a longheroni e mostrare le potenzialità tecniche di un’architettura destinata anche a un futuro pick-up di medie dimensioni. All’epoca, una versione di serie del Boulder non risultava nei programmi.

Adesso, però, dall’India arriva un elemento interessante. Presso l’ufficio brevetti locale è comparsa una registrazione di design attribuita a Hyundai Motor Company che raffigura un fuoristrada squadrato con evidenti somiglianze con il concept americano.

Non è una conferma dell’arrivo del Boulder nelle concessionarie, ma il disegno presenta caratteristiche che sembrano decisamente più vicine a quelle di un possibile modello di produzione.

Dal concept al possibile modello di serie

La registrazione indiana, identificata dal numero 502534-001, mostra un veicolo dalla carrozzeria alta e verticale. Il frontale è massiccio, i passaruota sono pronunciati e le superfici laterali quasi perpendicolari al terreno. Dietro compare inoltre una ruota di scorta esterna.

Sono tutti elementi che richiamano il Boulder, ma ci sono anche differenze significative. La griglia è stata modificata, i fari appaiono più piccoli e sembrano accompagnati da elementi luminosi verticali. Cambiano inoltre le protezioni dei passaruota, così come il trattamento del montante C e della parte posteriore del tetto.

Nel complesso il veicolo raffigurato sembra aver perso alcune delle soluzioni più spettacolari tipiche di un prototipo da Salone, avvicinandosi all’aspetto che potrebbe avere un’automobile destinata alla produzione.

Il Boulder era un fuoristrada senza compromessi

Il Boulder Concept aveva mostrato un’impostazione molto più estrema. Hyundai lo aveva sviluppato attorno a una classica architettura con telaio a longheroni, abbinandola a sbalzi ridotti, elevata altezza da terra e giganteschi pneumatici fuoristrada da 37 pollici.

Tra le soluzioni più particolari figuravano le portiere con apertura contrapposta, i finestrini in stile safari, una struttura integrata sul tetto e un portellone posteriore capace di aprirsi in entrambe le direzioni. Anche il design seguiva la filosofia Art of Steel di Hyundai, caratterizzata da superfici nette e dalla volontà di rendere visivamente evidente la robustezza della struttura invece di nasconderla dietro forme particolarmente levigate.

Un nuovo rivale per Suzuki Jimny?

È proprio qui che il brevetto indiano diventa interessante. Il documento, da solo, non dimostra che Hyundai abbia deciso di produrre il Boulder. Registrare un design significa essenzialmente proteggerne le forme e non fornisce indicazioni certe su motori, piattaforma, produzione o data di commercializzazione.

A raffreddare ulteriormente le aspettative è Hyundai Nord America, secondo cui il brevetto depositato in India non sarebbe collegato a un concept o a un futuro modello destinato al mercato nordamericano. Questo non esclude però un progetto differente. Hyundai India ha in programma complessivamente 26 nuovi modelli e aggiornamenti entro il 2030 e il fuoristrada mostrato nei disegni potrebbe quindi essere qualcosa di specificamente pensato per altri mercati.

Una delle ipotesi è quella di un veicolo più compatto rispetto al Boulder Concept, ma caratterizzato dallo stesso stile robusto. In questo caso il bersaglio potrebbe essere proprio il Suzuki Jimny, particolarmente apprezzato sul mercato indiano.

Per ora rimane soltanto un’ipotesi. Il brevetto dimostra che Hyundai ha protetto questo particolare design, non che il Boulder abbia ricevuto il via libera alla produzione. Ma dopo un concept che sembrava destinato a rimanere un esercizio dimostrativo, la comparsa di forme più realistiche rende il progetto decisamente più interessante.

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