Bollo auto, torna l’ipotesi abolizione: cosa può succedere con la prossima Manovra
Forza Italia rilancia l'abolizione del bollo auto e moto tra le proposte per la prossima legge di Bilancio, ma resta il nodo dei 7,5 miliardi destinati alle Regioni
Il bollo auto torna al centro del dibattito politico. Con la ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva, Forza Italia punta infatti a portare al tavolo della prossima legge di Bilancio una serie di misure fiscali che comprende anche l’ipotesi di eliminare la tassa sul possesso di auto e moto.
Al momento, però, è importante chiarirlo: il bollo non è stato abolito e non esiste ancora una misura approvata che ne preveda la cancellazione. Si tratta di una proposta politica che dovrà confrontarsi con gli altri partiti della maggioranza e, soprattutto, con il problema delle risorse necessarie per compensare le Regioni.
L’abolizione del bollo torna sul tavolo
Forza Italia sta preparando un pacchetto di proposte da discutere in vista della prossima Manovra. Tra le ipotesi figurano la riduzione dell’Irpef al 33% per una determinata fascia di reddito, una flat tax incrementale, il cashback sulle spese sanitarie, interventi fiscali sulle tredicesime e, appunto, lo stop al bollo auto.
Il tema era stato rilanciato a fine luglio dal vicepremier Antonio Tajani, che aveva inserito l’abolizione della tassa su auto e moto tra gli interventi auspicati per ridurre la pressione fiscale. La posizione è stata sostenuta anche dal vicesegretario di Forza Italia Alberto Cirio, che ha parlato del bollo come di una “patrimoniale mascherata”, sostenendo la necessità di eliminarlo almeno a partire dal 2028.
Il problema sono 7,5 miliardi di euro
Trasformare la proposta in una misura concreta è però molto più complicato. Il principale ostacolo è rappresentato dal gettito generato ogni anno dal bollo. La tassa automobilistica porta complessivamente alle Regioni circa 7,5 miliardi di euro l’anno. La sua eliminazione aprirebbe quindi un problema di copertura finanziaria: bisognerebbe individuare risorse alternative per evitare di sottrarre alle amministrazioni regionali entrate utilizzate per finanziare le proprie attività.
La questione diventa ancora più delicata considerando che in alcune Regioni il gettito è già diminuito anche per effetto delle agevolazioni previste per determinate tipologie di veicoli. Secondo i dati riportati dalla fonte, in Piemonte le potenziali entrate sarebbero scese dagli 800 milioni del 2019 a 579 milioni, con una perdita superiore ai 200 milioni.
Non è la prima volta che se ne parla
L’abolizione del bollo auto è un argomento che ritorna periodicamente nel dibattito politico italiano. Tentativi o proposte analoghe erano già emersi negli anni passati, anche durante le stagioni politiche di Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.
Il problema di fondo è rimasto sostanzialmente lo stesso: eliminare una tassa particolarmente impopolare significa contemporaneamente trovare miliardi di euro con cui sostituirne il gettito. Il bollo, inoltre, presenta importi differenti in funzione di diversi parametri, tra cui potenza del veicolo, classe ambientale e Regione di riferimento. Proprio la dimensione regionale della tassa rende particolarmente complesso un intervento generalizzato.
Cosa cambia adesso per gli automobilisti
Per chi possiede un’auto o una moto, al momento non cambia nulla. Le normali scadenze e le regole per il pagamento del bollo rimangono in vigore. Settembre potrebbe però rappresentare un passaggio importante, perché con la ripresa dell’attività politica inizierà il confronto sulle misure da inserire nella prossima legge di Bilancio.
L’abolizione resta dunque sul tavolo, ma la distanza tra una proposta politica e la sua effettiva entrata in vigore è ancora considerevole. Prima di poter parlare realmente di addio al bollo auto bisognerà capire se verrà trovato un accordo e, soprattutto, da dove arriveranno le risorse necessarie a sostituire quei 7,5 miliardi di euro che oggi finiscono nelle casse regionali.