Ha ordinato questa supercar tre anni fa e la sta ancora aspettando: ne faranno solo 72
Timothy Scheek aspetta da tre anni la sua De Tomaso P72. Dopo averla vista a Monaco, il futuro proprietario la paragona provocatoriamente a una Ferrari
Tre anni dopo averla ordinata, Timothy Scheek non ha ancora parcheggiato la sua De Tomaso P72 in garage. L’attesa, però, gli ha finalmente concesso un assaggio di quello che arriverà: durante un soggiorno a Monaco l’imprenditore e appassionato di automobili ha incontrato Norman Choi, proprietario di De Tomaso, e ha potuto osservare da vicino una P72, anche in movimento.
La reazione è stata decisamente eloquente. Scheek, che possiede già una rarissima Praga Bohema, è arrivato a sostenere che, accanto alla P72, «una Ferrari sembra una Volkswagen». Un’affermazione volutamente provocatoria, legata soprattutto alla sua ricerca di automobili capaci di distinguersi radicalmente da ciò che normalmente circola sulle strade.
Tre anni dopo l’ordine
Scheek racconta di aver ordinato la P72 tre anni fa, quando la produzione non era ancora realmente iniziata. La situazione oggi è cambiata: dopo una gestazione particolarmente lunga, i primi esemplari stanno finalmente raggiungendo i clienti.
La produzione sarà limitata ad appena 72 unità e la costruzione richiede un impegno considerevole. Norman Choi ha spiegato che per completare ogni vettura servono circa 1.500-1.600 ore di lavoro, buona parte delle quali dedicate ad attività manuali.
Il futuro proprietario ha potuto osservare anche la monoscocca in carbonio e conoscere le possibilità di personalizzazione. I clienti possono intervenire su colori, carbonio a vista, finiture metallizzate e strisce decorative, rendendo ogni P72 ancora più personale.
Scheek è rimasto particolarmente colpito dalle proporzioni della carrozzeria e dall’abitacolo, due elementi che considera difficilmente confrontabili con quelli delle altre supercar contemporanee.
«Una Ferrari sembra una Volkswagen»
Il momento decisivo è arrivato quando Scheek ha visto la P72 muoversi per le strade di Monaco. È lì che ha pronunciato il paragone destinato a far discutere: dopo aver osservato una De Tomaso in movimento, a suo giudizio una Ferrari finirebbe per apparire comune quasi quanto una Volkswagen.
Non è naturalmente una valutazione oggettiva delle due Case, ma il modo scelto dal collezionista per descrivere quanto trovi speciale la P72. Scheek considera infatti la De Tomaso una vera opera d’arte e, secondo i propri gusti, ne preferisce il design persino alle proposte di Ferrari e Pagani.
Il suo rapporto con le automobili aiuta a comprendere questa posizione. Racconta di essere rimasto profondamente impressionato dal passaggio da una Škoda a una Mercedes SL da 300 CV, mentre l’arrivo della sua prima Ferrari non gli avrebbe provocato un salto emozionale altrettanto forte. Sensazione ritrovata passando successivamente da Ferrari alla radicale Praga Bohema.
V8 da 700 CV e cambio manuale
Con la P72 Scheek cerca qualcosa di diverso dalla Praga. Se quest’ultima punta su leggerezza, aerodinamica e comportamento estremo, la De Tomaso lo conquista soprattutto attraverso forme e atmosfera.
Presentata nel 2019, la P72 richiama volutamente i prototipi da competizione degli anni Sessanta e rinuncia all’impostazione estetica di molte hypercar moderne. Alle spalle dell’abitacolo trova posto un V8 5.0 sovralimentato da circa 700 CV, abbinato a un cambio manuale a sei rapporti.
Una combinazione ormai rarissima, inserita in un’automobile costruita in quantità estremamente limitate. Proprio questa esclusività sembra essere ciò che Scheek cerca nelle sue vetture.
La sua P72, comunque, non è ancora arrivata. Dopo tre anni dall’ordine e dopo averne finalmente vista una sulle strade di Monaco, l’imprenditore ammette che faticherà a credere di possederne davvero una fino al momento in cui potrà finalmente parcheggiarla nel suo garage.