7 Ferrari da sogno tutte insieme: a Monterey va in scena l’asta che fa tremare i collezionisti

Dalla leggendaria 288 GTO alla F40, passando per F50, Enzo, LaFerrari, Daytona SP3 e la rarissima Luce “Chassis 0”: sette capolavori di Maranello saranno protagonisti dell’asta di Monterey 2026. E tra i precedenti proprietari spuntano anche Mike Tyson e Lee Iacocca.

7 Ferrari da sogno tutte insieme: a Monterey va in scena l’asta che fa tremare i collezionisti
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Renato Terlisi
Pubblicato il 4 ago 2026

Ci sono aste automobilistiche importanti e poi ci sono quelle capaci di trasformarsi in un vero evento. Quella in programma a Monterey il 14 e 15 agosto 2026 appartiene decisamente alla seconda categoria. Al centro della scena ci sarà infatti una selezione di sette Ferrari difficilmente replicabile, capace di attraversare quasi quarant’anni di storia del Cavallino Rampante.

Non si tratta semplicemente di sette auto molto costose. Insieme rappresentano alcune delle tappe più importanti nell’evoluzione delle supercar Ferrari: dalla 288 GTO degli anni Ottanta fino alla contemporanea Daytona SP3, passando per F40, F50, Enzo e LaFerrari. A completare il gruppo c’è poi una vettura ancora più particolare, la Luce “Chassis 0”, realizzata nell’ambito del programma Tailor Made.

Un concentrato di storia, tecnologia e rarità destinato inevitabilmente ad attirare l’attenzione dei più importanti collezionisti internazionali.

Ferrari 288 GTO: l’inizio della dinastia

La prima protagonista è una delle Ferrari più desiderate in assoluto: la 288 GTO. Nata pensando alle competizioni del Gruppo B, questa vettura si ritrovò senza il campionato per cui era stata concepita dopo la cancellazione della categoria, ma non per questo perse la sua ragione d’essere. Anzi, la 288 GTO divenne una delle prime vere supercar estreme di Maranello. Il suo V8 biturbo da 2,8 litri, insieme alla costruzione alleggerita con largo impiego di materiali sofisticati, la rese una delle automobili più impressionanti del suo periodo.

L’esemplare proposto a Monterey è il telaio 54789, il 99° prodotto. È rimasto praticamente sempre nelle mani di collezionisti e oggi conta appena circa 1.500 km. A renderlo ancora più interessante è la certificazione Ferrari Classiche, che ne attesta la configurazione originale e la corrispondenza dei principali componenti meccanici con quelli di primo equipaggiamento.

La F40 che apparteneva a Lee Iacocca

Se c’è una Ferrari capace di rappresentare immediatamente un’intera epoca, quella è la F40. Presentata alla fine degli anni Ottanta, fu l’ultima Ferrari sviluppata sotto la supervisione di Enzo Ferrari e portò all’estremo la filosofia della leggerezza e delle prestazioni. Il V8 biturbo da 2,9 litri, la carrozzeria in materiali compositi e il cambio manuale a cinque marce con griglia metallica sono ancora oggi elementi capaci di far battere il cuore agli appassionati. Ma l’esemplare di Monterey ha una storia ancora più particolare.

Il telaio 87345 fu infatti consegnato a Lee Iacocca, celebre manager dell’industria automobilistica statunitense, noto soprattutto per il suo ruolo nello sviluppo della Ford Mustang e successivamente alla guida di Chrysler. La vettura ha percorso pochissimi chilometri ed è rimasta prevalentemente conservata ed esposta. Tra le sue particolarità ci sono anche due piccoli skateboard installati sotto la parte anteriore come protezione contro rampe e dossi: una soluzione artigianale nata prima che diventassero comuni i sistemi di sollevamento del muso.

La F50 con la firma di Mike Tyson

Poi arriva la Ferrari F50, una vettura che negli anni Novanta portò ancora più vicino alla strada il concetto di tecnologia da competizione. Il cuore del progetto è un V12 aspirato da 4,7 litri, abbinato a una struttura estremamente sofisticata con monoscocca in fibra di carbonio. La carrozzeria Pininfarina e il tetto rigido removibile completano una delle Ferrari più radicali della sua generazione. Il telaio 104220 è uno dei 349 esemplari prodotti e fu consegnato negli Stati Uniti. Il nome del primo proprietario, però, è quello che cattura immediatamente l’attenzione: Mike Tyson. Il celebre campione dei pesi massimi ha posseduto la F50 prima che entrasse in altre importanti collezioni private. La vettura è stata successivamente sottoposta a importanti interventi di manutenzione e ha ottenuto la certificazione Ferrari Classiche. E c’è anche un piccolo pezzo di memorabilia legato al suo passato: insieme alla Ferrari arrivano infatti un paio di guantoni Everlast autografati da Tyson.

Ferrari Enzo: quando il nome del fondatore diventa una supercar

Con la Ferrari Enzo il salto generazionale è evidente. La supercar presentata all’inizio degli anni Duemila prende il nome direttamente dal fondatore della Casa e porta su strada tecnologie e soluzioni strettamente legate alle competizioni. Il V12 aspirato da quasi 6 litri è montato posteriormente e lavora insieme a una trasmissione elettroattuata, mentre la struttura in fibra di carbonio sottolinea la ricerca estrema della leggerezza. L’esemplare destinato all’asta, telaio 133919, è stato custodito da soli due proprietari in Texas e ha ricevuto una manutenzione costante presso la rete ufficiale Ferrari. Anche in questo caso la certificazione Ferrari Classiche aggiunge un importante elemento di valore per chi guarda alla vettura soprattutto come investimento collezionistico.

LaFerrari: quando arriva l’ibrido

Con LaFerrari cambia ancora una volta il paradigma. Il V12 aspirato da 6,3 litri viene affiancato da un sistema ibrido derivato concettualmente dal mondo della Formula 1, trasformando l’elettrificazione da semplice strumento per ridurre i consumi a vera tecnologia destinata ad aumentare le prestazioni. L’esemplare di Monterey è uno dei soli 499 prodotti e presenta una configurazione Rosso Corsa con tetto nero e abitacolo in pelle nera.

La vettura è stata utilizzata pochissimo, ma la manutenzione è stata seguita con particolare attenzione. Nel 2025 è stato sostituito anche il pacco batterie ad alta tensione, un dettaglio tutt’altro che secondario quando si parla di una hypercar ibrida destinata a rimanere nel tempo in una collezione privata.

Daytona SP3: il passato delle corse torna protagonista

La più recente tra le Ferrari “classiche” del gruppo è la Daytona SP3, appartenente alla famiglia Icona. Il progetto prende ispirazione dalle leggendarie sport-prototipo Ferrari degli anni Sessanta, reinterpretandone proporzioni e soluzioni aerodinamiche in chiave contemporanea.

Sotto la carrozzeria c’è un V12 aspirato da 6,5 litri, mentre l’esemplare proposto all’asta si distingue per una configurazione particolarmente elaborata. Il telaio 297567 è stato infatti ordinato con una livrea Giallo Triplo Strato, strisce nere e dettagli ispirati alla bandiera italiana. Numerosi elementi in fibra di carbonio e un abitacolo nero con dettagli gialli completano la configurazione. Consegnata nel 2024, ha avuto appena due proprietari e un utilizzo praticamente simbolico.

E poi c’è la Ferrari Luce “Chassis 0”

A chiudere questa incredibile carrellata c’è probabilmente la Ferrari più insolita del lotto: la Luce “Chassis 0”. Non è semplicemente una Ferrari configurata con qualche optional particolare. È il primo telaio del progetto Luce e rappresenta una vera dimostrazione delle possibilità offerte dal programma Tailor Made di Maranello.

Il tema dominante è, come suggerisce il nome, quello della luce. La carrozzeria presenta una speciale finitura Madreperla Semi-Gloss sviluppata appositamente per la vettura, caratterizzata da riflessi che cambiano tonalità a seconda dell’illuminazione. Anche l’abitacolo segue la stessa filosofia, con pelle metallizzata chiara e una serie di dettagli volutamente lontani dalle tradizionali finiture scure. Ma questa Ferrari ha anche uno scopo che va oltre il collezionismo. Il ricavato della vendita sarà infatti destinato alla Ferrari Foundation, impegnata nel sostegno di progetti educativi.

Sette automobili, dunque, ma soprattutto sette modi diversi di interpretare il mito Ferrari. E per chi sarà presente a Monterey, sarà probabilmente molto più di una semplice asta: sarà una rara occasione per vedere riunite nello stesso luogo alcune delle Ferrari più desiderate e rappresentative degli ultimi quarant’anni.

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