Sembra una Lamborghini, ma sotto ha un V16: all’asta la rarissima Cizeta di Giorgio Moroder
Solo nove esemplari prodotti, un V16 aspirato da 540 CV e una storia che intreccia Lamborghini, Ferrari, Marcello Gandini e uno dei più celebri compositori della musica internazionale. La Cizeta-Moroder V16T con telaio 001 torna all’asta a Monterey e potrebbe superare quota 1,5 milioni di euro.
Ci sono supercar che sono semplicemente rare e altre che, oltre alla rarità, hanno una storia talmente particolare da diventare vere e proprie testimonianze della cultura automobilistica. La Cizeta-Moroder V16T appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Quella che si prepara a tornare all’asta da RM Sotheby’s, durante la Monterey Car Week il prossimo 15 agosto, è addirittura l’esemplare più importante della produzione Cizeta: il telaio numero 001, nato quando il progetto portava ancora il nome Cizeta-Moroder e direttamente legato a Giorgio Moroder, il celebre compositore italiano naturalizzato statunitense. La stima? Tra 1,4 e 1,8 milioni di dollari, equivalenti a circa 1,2-1,6 milioni di euro. Una cifra importante, ma non sorprendente per una vettura prodotta in appena nove esemplari e capace di raccontare uno dei capitoli più eccentrici della storia della Motor Valley.
La sfida a Ferrari e Lamborghini
La storia comincia a Modena nel 1985, quando l’ingegnere Claudio Zampolli, già coinvolto nel mondo Lamborghini, decide di costruire una supercar completamente fuori dagli schemi. Zampolli non era un semplice costruttore: aveva lavorato con alcuni dei nomi più importanti dell’industria automobilistica italiana e conosceva bene il mondo delle supercar. Il suo obiettivo era ambizioso: realizzare una vettura in grado di competere con le migliori Ferrari e Lamborghini.
A finanziare il progetto arrivò Giorgio Moroder. Il compositore, già celebre per le sue colonne sonore e per il suo lavoro nel mondo della musica, era inizialmente un cliente di Zampolli. Da quella conoscenza nacque però un progetto decisamente più grande. Fu così che venne fondata la Cizeta-Moroder, nome nel quale “Cizeta” riprende semplicemente la pronuncia italiana delle iniziali di Claudio Zampolli, C.Z.
Per il design venne coinvolto Marcello Gandini, uno dei più importanti designer automobilistici italiani, autore tra le altre della Lamborghini Miura e della Countach. Ed è proprio osservando la V16T che si comprende quanto il progetto sia figlio della grande tradizione della Motor Valley.
Un po’ Lamborghini, un po’ Ferrari, ma soprattutto Cizeta
A prima vista la Cizeta-Moroder V16T sembra quasi un incontro impossibile tra alcune delle più celebri supercar italiane. Le proporzioni e alcune soluzioni stilistiche ricordano inevitabilmente Lamborghini, mentre le grandi prese d’aria laterali possono evocare la Ferrari Testarossa. Ma sotto questa carrozzeria c’è qualcosa di completamente diverso. La caratteristica più sorprendente è infatti il motore: un V16 aspirato da 6,0 litri, montato trasversalmente. Una soluzione tecnica praticamente folle per una vettura stradale, soprattutto considerando l’epoca in cui venne sviluppata. Il risultato era una supercar capace di sviluppare 540 CV e 540 Nm di coppia, con uno 0-100 km/h dichiarato in circa 4,3 secondi e una velocità massima di 327 km/h. Numeri che ancora oggi fanno impressione, ma che nei primi anni Novanta rendevano la Cizeta una delle automobili più estreme che si potessero acquistare.
Il telaio 001 è il pezzo più importante
L’esemplare che sarà protagonista dell’asta di Monterey non è però una V16T qualunque. È il telaio 001, il prototipo originale del 1988, inizialmente identificato proprio come Cizeta-Moroder e successivamente aggiornato nel corso della sua storia. La vettura presenta una serie di caratteristiche specifiche che la distinguono dagli altri esemplari prodotti: prese d’aria laterali maggiorate, una particolare diagonale nella carrozzeria, specchietti retrovisori dedicati e una plancia specifica. La configurazione estetica attuale è particolarmente scenografica, con carrozzeria bianco perlato e abitacolo in pelle rossa. Una combinazione che esalta ulteriormente le proporzioni estreme della V16T e che rende immediatamente riconoscibile questo particolare esemplare.
La supercar di Giorgio Moroder
Ma il valore del telaio 001 non è soltanto tecnico o storico. C’è anche il legame diretto con Giorgio Moroder. Il compositore fu infatti uno dei protagonisti della nascita del progetto e il nome della vettura rimase legato a lui nella prima fase della produzione. Moroder è una figura gigantesca della musica internazionale. Tre premi Oscar, quattro Golden Globe e quattro Grammy Award sono soltanto alcuni dei riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera, durante la quale ha firmato alcune delle colonne sonore e delle produzioni musicali più celebri degli ultimi decenni. La sua Cizeta rappresenta quindi l’incontro tra due mondi apparentemente lontanissimi: quello della musica e quello delle supercar. Ed è proprio questa combinazione a rendere il telaio 001 ancora più interessante per i collezionisti.
Una storia breve e irripetibile
Il progetto Cizeta-Moroder era estremamente ambizioso, ma la sua storia industriale fu molto breve. Nel 1990 Giorgio Moroder lasciò il progetto e la società cambiò denominazione in Cizeta Automobili Srl. La produzione rimase comunque estremamente limitata e nel 1994 l’azienda fu costretta a dichiarare bancarotta. In totale vennero realizzate appena nove V16T, trasformando la Cizeta in una delle supercar più rare della storia automobilistica italiana. Zampolli si trasferì successivamente negli Stati Uniti, dove continuò a lavorare nel settore automobilistico, mentre la V16T rimase una sorta di oggetto culto per gli appassionati.
Nel 2018 l’esemplare della collezione privata di Moroder venne sottoposto a un importante intervento di revisione meccanica presso Canepa Design, con l’obiettivo di riportare la vettura nelle migliori condizioni possibili. Nel 2022 la Cizeta era già stata protagonista di un’asta, dove venne aggiudicata per circa 1,2 milioni di euro. Ora torna sul mercato e le aspettative sono ancora più alte: la stima di RM Sotheby’s oscilla infatti tra 1,4 e 1,8 milioni di dollari. Una cifra che potrebbe aumentare ulteriormente durante la vendita, considerando la rarità dell’esemplare, il numero di telaio 001 e soprattutto il suo legame con Giorgio Moroder.
Un pezzo della Motor Valley che non ha mai avuto un erede
La Cizeta-Moroder V16T è una di quelle automobili che difficilmente possono essere replicate. Non soltanto per il suo incredibile V16 o per le prestazioni, ma per il momento storico nel quale è nata. Era l’epoca delle grandi supercar italiane, quando Ferrari, Lamborghini e pochi altri costruttori potevano permettersi di sperimentare soluzioni tecniche e stilistiche estreme. Zampolli e Moroder provarono a inserirsi in quel mondo con una vettura ancora più folle: un motore a 16 cilindri, un design firmato da Gandini, prestazioni da supercar e una produzione praticamente artigianale. Il risultato fu un fallimento dal punto di vista industriale, ma un successo dal punto di vista storico.
Oggi, a oltre trent’anni dalla fine della produzione, la Cizeta-Moroder V16T è diventata una rarità assoluta. E il fatto che proprio il telaio 001, quello più intimamente legato alla nascita del progetto e alla figura di Giorgio Moroder, sia nuovamente in vendita rende l’appuntamento di Monterey particolarmente interessante. Il 15 agosto si scoprirà quanto vale oggi uno dei più folli sogni mai usciti dalla Motor Valley.