Lancia Thema “Ferrari": il ritorno che fa sognare

La Thema 8.32 è una di quelle Lancia che sembrano impossibili da replicare. Un nuovo render prova però a immaginare come potrebbe essere oggi: una grande berlina sportiva, elegante e fuori dagli schemi. 

Lancia Thema “Ferrari": il ritorno che fa sognare
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Giorgio Colari
Pubblicato il 5 ago 2026

Ci sono automobili che appartengono al passato e altre che, nonostante siano scomparse da decenni, continuano a suggerire idee per il futuro. La Lancia Thema 8.32 rientra senza dubbio nella seconda categoria. A quasi quarant’anni dal suo debutto, la berlina con il V8 Ferrari torna infatti a far discutere grazie a un progetto digitale che immagina una sua possibile rinascita. Non è un’anticipazione della Casa e non c’è alcun piano ufficiale per riportare in produzione la 8.32: è un esercizio di stile realizzato con l’intelligenza artificiale da Carlo Indelicato.

Una Lancia c controcorrente

Il progetto immagina una berlina lunga, bassa e imponente, con un cofano importante e una coda raccolta. Un’automobile pensata per distinguersi attraverso le proporzioni, non attraverso dimensioni esasperate o dettagli vistosi. Il frontale segue il linguaggio più recente di Lancia, mentre la fiancata è volutamente pulita. La parte posteriore introduce invece gli elementi più sportivi, con un diffusore pronunciato e quattro terminali di scarico che trasformano una possibile ammiraglia elegante in qualcosa di decisamente più cattivo.

È una formula che oggi avrebbe quasi un sapore anticonformista. In un mercato dominato dai crossover, immaginare una Lancia capace di tornare nel segmento delle grandi berline significa infatti andare controcorrente. Ma è proprio questa la forza dell’esercizio digitale: non prova semplicemente a modernizzare una vecchia Thema, prova a chiedersi che cosa potrebbe diventare oggi una 8.32.

Quella berlina che nascondeva una Ferrari

La Thema del 1984 era nata per competere nel segmento delle grandi berline europee, un mondo nel quale Lancia poteva giocare una partita importante grazie a eleganza, comfort e tecnologia. La 8.32 arrivò due anni più tardi cambiando completamente le regole. La sigla non era un nome scelto per impressionare: indicava precisamente otto cilindri e 32 valvole. Sotto il cofano trovava posto un V8 Ferrari da 3,0 litri, derivato dalla famiglia di motori utilizzata sulle 308 e Mondial Quattrovalvole. Il propulsore venne adattato alla Thema e sviluppava 215 CV, consentendo alla berlina di raggiungere circa 240 km/h. Non era una supercar travestita da berlina. Era qualcosa di molto più curioso: una vettura da rappresentanza che, almeno sulla carta, aveva una parentela tecnica con una Ferrari. Ed è difficile immaginare un contrasto più affascinante.

La discrezione era parte del progetto

La genialità della 8.32 stava anche nel modo in cui riusciva a non ostentare le proprie capacità. Non servivano appendici aerodinamiche gigantesche o una carrozzeria esasperata per capire che non era una Thema come tutte le altre. Il dettaglio più famoso era probabilmente lo spoiler posteriore elettrico, normalmente nascosto e pronto a comparire quando necessario. Una soluzione quasi teatrale, ma perfettamente coerente con il carattere dell’auto. Dentro, invece, la Thema 8.32 puntava sul lusso: legni pregiati, Alcantara e la possibilità di avere gli interni rivestiti in pelle Poltrona Frau. Il concetto era semplice e ancora oggi estremamente affascinante: comfort da ammiraglia, eleganza da Lancia e prestazioni da Ferrari. Se tornasse oggi, sarebbe completamente diversa. Ed è qui che il render diventa più interessante della semplice nostalgia.

Una nuova Thema 8.32 non potrebbe essere una copia moderna dell’originale. Il mondo dell’auto è cambiato e sarebbe probabilmente necessario trovare un nuovo equilibrio tra prestazioni, elettrificazione, tecnologia e lusso. Il V8 Ferrari è ormai parte della storia. Una sua ipotetica erede potrebbe quindi utilizzare una motorizzazione elettrificata ad alte prestazioni, mantenendo però la stessa filosofia: non urlare la propria potenza, ma lasciarla scoprire a chi guida. È proprio questo il punto che rende credibile, almeno idealmente, una nuova 8.32.

La nuova Lancia avrebbe bisogno di una vettura così? Il momento storico è particolarmente interessante perché Lancia sta cercando di ricostruire la propria identità dopo anni di assenza dai mercati internazionali. Una grande berlina sportiva non sarebbe probabilmente la scelta più semplice dal punto di vista commerciale. I numeri del mercato parlano ormai soprattutto di SUV e crossover. Ma i marchi premium non vivono soltanto di numeri. Vivono anche di immagine, storia e capacità di costruire modelli capaci di diventare simboli.

Almeno per ora, il progetto che vediamo è soltanto una fantasia digitale. Ma è proprio questo il bello dei render: permettono di riaprire porte che il mercato ha ormai chiuso. E quella della 8.32 è una porta particolarmente interessante, perché dietro non c’è soltanto una vecchia Lancia. C’è un’epoca nella quale un costruttore poteva prendere una berlina elegante, montarle sotto il cofano un V8 Ferrari, aggiungere uno spoiler a scomparsa e venderla come “Ferrari in giacca e cravatta”.

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