Multe non pagate, potrebbe sparire l'aumento del 10% ogni sei mesi: cosa dice la proposta

Una proposta di riforma punta a eliminare la maggiorazione del 10% semestrale sulle multe non pagate. Previsti anche avviso bonario e rateizzazione

Multe non pagate, potrebbe sparire l'aumento del 10% ogni sei mesi: cosa dice la proposta
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Renato Terlisi
Pubblicato il 5 ott 2026

Lasciare una multa nel cassetto potrebbe non farla più aumentare automaticamente con il trascorrere dei semestri. È una delle novità contenute nel nuovo testo-base di riforma del Codice della Strada, che punta a cancellare la maggiorazione del 10% applicata ogni sei mesi alle sanzioni rimaste insolute.

Attenzione, però: la modifica non è ancora in vigore. Il provvedimento deve completare il proprio iter legislativo e, fino all’eventuale approvazione definitiva, continuano a valere le norme attuali. Inoltre, eliminare la maggiorazione semestrale non significherebbe cancellare le altre conseguenze previste quando una multa non viene pagata entro i termini.

Cosa succede oggi dopo 60 giorni

Il meccanismo parte dai termini ordinari di pagamento. Dalla contestazione della violazione o dalla successiva notifica del verbale, l’automobilista ha normalmente 60 giorni per pagare. Nei casi in cui è ammesso, effettuando il versamento entro cinque giorni si beneficia della riduzione del 30%.

Superati i primi cinque giorni, ma rimanendo entro il termine dei 60, deve essere corrisposto l’importo riportato nel verbale. La situazione cambia quando la scadenza trascorre senza che sia avvenuto il pagamento, oppure quando questo è soltanto parziale.

In quel caso la somma viene rideterminata secondo le regole attualmente previste dal Codice della Strada, prendendo come riferimento la metà del massimo edittale stabilito per la violazione e sottraendo quanto eventualmente già versato. Per diverse infrazioni questo può determinare un incremento considerevole rispetto alla cifra inizialmente richiesta.

Successivamente può partire la riscossione coattiva, con l’affidamento del credito all’agente della riscossione e gli ulteriori costi collegati alla procedura.

La maggiorazione che potrebbe scomparire

È nella fase successiva che interviene il meccanismo sul quale vuole incidere la proposta. La disciplina vigente contempla infatti una maggiorazione pari a un decimo della somma dovuta per ogni semestre di ritardo.

La legge n. 177/2024 ha già modificato questo sistema introducendo un limite: complessivamente, le maggiorazioni non possono superare il 60% dell’importo sul quale vengono calcolate. Il trascorrere del tempo, quindi, può ancora incrementare il debito, ma non indefinitamente.

Il nuovo testo-base compirebbe un passo ulteriore, prevedendo la cancellazione integrale dell’aumento del 10% ogni sei mesi. Se la disposizione entrasse effettivamente in vigore, una multa insoluta non continuerebbe quindi a crescere automaticamente per il solo trascorrere dei semestri.

Ciò non significa, però, che converrebbe ignorare il verbale: rimarrebbero dovute le somme determinate dopo la scadenza dei 60 giorni, insieme alle spese effettivamente sostenute per notifiche e riscossione.

Avviso obbligatorio e possibilità di rateizzare

La proposta introduce anche una disciplina specifica per l’avviso bonario obbligatorio precedente alla riscossione. L’organo che ha accertato l’infrazione dovrebbe comunicare al trasgressore e agli eventuali obbligati in solido il dettaglio degli addebiti e l’importo complessivo da versare.

Nella comunicazione dovrebbe essere indicato anche un termine di 30 giorni, trascorso il quale, senza pagamento, si procederebbe con l’iscrizione a ruolo e la successiva riscossione. Secondo la bozza, l’omissione dell’avviso renderebbe inefficaci le successive azioni esecutive.

Un’altra novità riguarda la possibilità di chiedere la rateizzazione del debito all’amministrazione competente dopo l’avvio della procedura di recupero.

Per il momento, tuttavia, nulla cambia per chi ha una multa da pagare. Le nuove disposizioni restano una proposta e diventeranno applicabili soltanto se supereranno l’iter legislativo. Fino ad allora rimangono valide le regole attuali, compresa la maggiorazione semestrale entro il limite massimo già previsto.

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