Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, gli inglesi la promuovono: “È ancora una delle migliori”

Autocar prova l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa da 513 CV: solo 10 esemplari, aerodinamica estrema e una guida che continua a conquistare

Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, gli inglesi la promuovono: “È ancora una delle migliori”
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Renato Terlisi
Pubblicato il 27 ago 2026

Dieci anni sulle spalle e ancora abbastanza carattere da mettere in difficoltà sportive molto più giovani. La Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa è finita nelle mani di Autocar, che ha provato il prototipo numero 0 sulle strade delle Midlands arrivando a un verdetto decisamente positivo. La serie speciale sarà realizzata in appena 10 esemplari destinati ai clienti, peraltro già tutti venduti.

Il progetto rientra nelle iniziative di Bottega Fuoriserie e nasce dalla collaborazione con Luna Rossa. Non si tratta semplicemente di una Quadrifoglio con colori e loghi dedicati: Alfa Romeo è intervenuta soprattutto sull’aerodinamica, trasformandola in una delle interpretazioni più estreme della berlina.

Un’aerodinamica mai vista sulla Giulia

Le modifiche comprendono nuove appendici anteriori, elementi specifici nel sottoscocca, profili sulle minigonne e soprattutto il vistoso alettone posteriore. Secondo Alfa Romeo, il pacchetto permette di generare 140 kg di deportanza a 300 km/h.

Una differenza impossibile da verificare pienamente sulle normali strade britanniche, come riconosciuto dallo stesso giornalista Illya Verpraet. L’impronta Luna Rossa continua comunque nell’abitacolo, dove i sedili Sparco con struttura in carbonio adottano un rivestimento ispirato ai giubbotti di salvataggio e sulla plancia compare un inserto realizzato utilizzando vere vele.

Il prototipo ha però mostrato qualche imperfezione. Autocar segnala rivestimenti non perfettamente fissati, un comando del sedile montato male e alcuni badge rossi già deteriorati. Trattandosi dell’esemplare numero 0, l’auspicio è che questi difetti siano stati eliminati sulle vetture dei clienti.

Il V6 da 513 CV non ha perso il suo carattere

La parte più interessante arriva quando la Giulia comincia a muoversi. Sotto il cofano rimane il V6 biturbo da 513 CV, abbinato alla trazione posteriore, al differenziale autobloccante meccanico e al cambio automatico a otto rapporti.

Secondo Verpraet, intervenire radicalmente sulla meccanica non sarebbe comunque servito. La Quadrifoglio continua infatti a distinguersi per uno sterzo estremamente rapido, un avantreno immediato e una capacità di cambiare direzione che conserva intatto il fascino del progetto originale.

Il confronto con la più recente Audi RS5 mette ulteriormente in evidenza questa caratteristica. La tedesca viene percepita come moderna e sofisticata, mentre l’Alfa mantiene un’impostazione più analogica e coinvolgente. In modalità Race gli aiuti elettronici vengono esclusi e la Luna Rossa mostra il suo lato più impegnativo. Il retrotreno, tuttavia, viene descritto come progressivo e prevedibile, consentendo di gestire le perdite di aderenza senza reazioni improvvise.

Non è perfetta, ma sa ancora emozionare

Qualche critica riguarda anche il comparto meccanico. Il V6 viene apprezzato per potenza e risposta, ma non completamente per il sound: lo scarico Akrapovič accentuerebbe alcune tonalità giudicate piuttosto ruvide. Il cambio automatico svolge bene il proprio lavoro, anche se Autocar rilancia un’idea affascinante: riportare sulla Quadrifoglio speciale il manuale a sei marce disponibile nei primi anni della Giulia.

La Luna Rossa, quindi, non convince perché reinventa completamente la Quadrifoglio. Al contrario, la prova britannica sottolinea quanto fosse riuscita la base di partenza.

A distanza di circa dieci anni dalla nascita del progetto, la berlina del Biscione riesce ancora a offrire quella combinazione di sterzo, agilità, potenza e comportamento del telaio che l’ha resa una delle Alfa Romeo più apprezzate dell’era moderna. La Luna Rossa aggiunge esclusività e aerodinamica estrema, ma il complimento più importante di Autocar riguarda proprio ciò che c’era già: la Giulia sa ancora emozionare.

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