Ferrari, Exor e Piero Ferrari rinnovano il patto fino al 2029

Exor e Piero Ferrari rinnovano il patto azionario su Ferrari fino al 2029: confermata la stabilità del controllo con diritti di prelazione e meccanismi di consultazione

Ferrari, Exor e Piero Ferrari rinnovano il patto fino al 2029
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 5 gen 2026

Il futuro della Ferrari si consolida grazie a un nuovo e significativo accordo azionisti tra Exor e Piero Ferrari, che assicura stabilità e continuità nella gestione della celebre casa di Maranello almeno fino al 4 gennaio 2029. Un patto che non solo rafforza la struttura di controllo del Cavallino Rampante, ma garantisce anche la protezione dell’identità e dell’indipendenza del marchio in un periodo di grandi trasformazioni per l’industria automobilistica.

Un’alleanza strategica dalle radici profonde

L’intesa tra Exor – la holding guidata da John Elkann – e Piero Ferrari, figlio del fondatore Enzo, va ben oltre una semplice formalità societaria. Nel dettaglio, Exor detiene oggi il 21,2% del capitale di Ferrari, ma esercita un peso ancora maggiore grazie al 32,17% dei diritti di voto. Piero Ferrari, dal canto suo, possiede il 10,6% del capitale, che si traduce in un significativo 16% dei diritti di voto. Questi numeri fotografano una partecipazione strategica che consente ai soci storici di orientare le decisioni cruciali della società, mettendo al riparo la casa automobilistica da possibili interferenze esterne.

L’accordo prevede anche una clausola di rinnovo automatico ogni tre anni, a meno che una delle parti non decida di esercitare il diritto di recesso. Un meccanismo che rafforza ulteriormente la solidità dell’alleanza e che assicura una prospettiva di lungo termine alla governance del gruppo.

Impatto sui mercati e sugli investitori

Dal punto di vista finanziario, il titolo RACE – che rappresenta Ferrari nei mercati americani – continua a essere scambiato a livelli elevati, con una quotazione attuale di 371,89 dollari. Sebbene il rinnovo dell’accordo azionisti sia principalmente una questione di governance interna, gli analisti sottolineano come una struttura di controllo così concentrata rappresenti un vantaggio chiave: protegge la società da eventuali tentativi di acquisizione ostile e consente una maggiore coerenza nelle scelte strategiche.

Tuttavia, questa solidità comporta anche alcuni trade-off: la presenza di soci di riferimento forti può ridurre la fluidità del mercato azionario e limitare la rappresentanza degli azionisti di minoranza nelle decisioni più rilevanti. È un equilibrio delicato tra la necessità di difendere la visione e i valori storici del marchio e la volontà di mantenere una certa apertura verso il mercato e l’innovazione.

Le dinamiche dell’accordo

L’architettura istituzionale dell’accordo azionisti prevede consultazioni formali tra Exor e Piero Ferrari prima di ogni assemblea ordinaria o straordinaria, assicurando così un confronto costante e trasparente sulle strategie future. Un altro elemento centrale è il diritto di prelazione, che garantisce ai soci storici la priorità su eventuali cessioni di quote, mantenendo così il controllo interno sulle sorti della società.

Questa struttura non solo tutela l’indipendenza strategica di Ferrari, ma rappresenta anche un presidio fondamentale per preservare la sua autonomia creativa. In un settore dove la reputazione e la forza del brand sono legate tanto ai risultati finanziari quanto alla capacità di innovare, mantenere una governance stabile e orientata al lungo termine diventa una scelta imprescindibile.

Prospettive per il futuro della casa di Maranello

Guardando avanti, la cooperazione tra Exor e Piero Ferrari si rivela ancora più cruciale alla luce delle sfide che attendono la casa di Maranello. La transizione verso l’elettrificazione, l’espansione nel segmento delle hypercar e l’apertura verso il lifestyle richiedono una visione strategica coesa e la capacità di navigare i rapidi cambiamenti del mercato automobilistico globale.

Resta da vedere come questa rinnovata governance influenzerà le future scelte operative, le alleanze industriali e l’evoluzione del prodotto. Di certo, la struttura di controllo consolidata dall’accordo azionisti offre a Ferrari la solidità necessaria per continuare a innovare senza perdere la propria identità, mantenendo salda la rotta tracciata da Enzo Ferrari e garantendo agli investitori una prospettiva di stabilità e crescita nel lungo periodo.

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