DS 3 un ritorno alle origini che sarebbe ben apprezzato

Stellantis ripensa la gamma DS: la DS 3 punta a un ritorno hatchback su piattaforma STLA Small e produzione in Spagna, ma i progetti DS N3 e DS N4 potrebbero essere cancellati

DS 3 un ritorno alle origini che sarebbe ben apprezzato
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Giorgio Colari
Pubblicato il 23 gen 2026

La nuova generazione della DS 3 si presenta come una sfida cruciale per il futuro di DS Automobiles, il marchio francese di fascia alta appartenente al gruppo Stellantis. Il ritorno della compatta hatchback, reinterpretata in chiave moderna ma fedele alle origini, rappresenta una scelta strategica che si muove tra la valorizzazione dell’eredità stilistica e le incertezze che caratterizzano il contesto industriale attuale. In un mercato in rapida evoluzione, dove la sostenibilità economica dei piccoli volumi e le possibili rilocazioni produttive mettono a rischio occupazione e competitività, la nuova DS 3 si trova a un vero e proprio bivio.

Il progetto e la piattaforma tecnica

Le indiscrezioni provenienti dai vertici del design confermano che la futura DS 3 sarà una berlina a cinque porte appartenente al segmento B, con dimensioni comprese tra 4,2 e 4,3 metri di lunghezza. Tra le peculiarità spiccano le maniglie a scomparsa e un’estetica raffinata, più orientata all’eleganza che alla sportività esasperata. La vera novità tecnica risiede nell’adozione della piattaforma STLA Small, una base modulare sviluppata da Stellantis per veicoli compatti e city car di nuova generazione. Questa piattaforma, pensata per accogliere sia motorizzazioni termiche che soluzioni elettrificate, permetterà a DS Automobiles di affrontare con flessibilità la transizione verso la mobilità sostenibile.

I numeri e le scelte produttive

Il posizionamento della nuova DS 3 si riflette anche nelle scelte produttive e nei numeri previsti: la produzione annua stimata si aggira attorno alle 35.000 unità, una cifra che conferma la vocazione premium e di nicchia del modello. Tuttavia, questa strategia solleva interrogativi sulla reale redditività del progetto, soprattutto considerando le sfide che il segmento delle compatte sta affrontando a livello europeo. Un elemento particolarmente delicato riguarda la possibile delocalizzazione della produzione dallo storico stabilimento di Poissy, in Francia, verso il sito spagnolo di Figueruelas. Tale scelta potrebbe avere un impatto significativo sulle dinamiche occupazionali e aprire un acceso dibattito sindacale, oltre a mettere in discussione la competitività industriale del marchio in Europa.

L’ombra della cancellazione di DS N3 e DS N4

A rendere ancora più complesso il quadro strategico è la voce insistente sull’abbandono dei progetti DS N3 e DS N4, inizialmente pensati per ampliare l’offerta verso le compatte di dimensioni ridotte. Secondo alcune fonti interne, Stellantis starebbe valutando questa mossa come parte di una strategia volta a incrementare la redditività, concentrando gli sforzi sui segmenti a margine più elevato e allineando così la gamma alle ambizioni premium di DS Automobiles. Questa scelta, però, comporta il rischio di una progressiva perdita di visibilità sul mercato delle city car, tradizionalmente serbatoio di nuovi clienti e terreno fertile per la fidelizzazione del pubblico giovane e urbano.

Il dibattito interno

La direzione aziendale giustifica la necessità di tali scelte con la pressione esercitata dalla transizione verso l’elettrificazione, che comporta costi di sviluppo in crescita e margini di guadagno sempre più compressi, soprattutto nei segmenti a basso volume. Secondo il management, concentrare risorse e investimenti su modelli di fascia più alta rappresenta l’unica strada percorribile per garantire la sostenibilità economica del marchio nel medio-lungo termine. Dall’altro lato, non mancano le voci critiche: appassionati e osservatori temono che l’assenza di proposte nel segmento delle city car possa ridurre drasticamente la visibilità di DS Automobiles e compromettere la capacità del marchio di attrarre nuovi clienti, che spesso iniziano il loro percorso d’acquisto proprio da modelli più accessibili.

Eredità e modernità in bilico

Il vero nodo da sciogliere resta la capacità di coniugare un’identità stilistica profondamente radicata nella storia del marchio con l’innovazione tecnologica richiesta dalla nuova mobilità elettrificata. La piattaforma STLA Small e la strategia di prezzi competitivi potrebbero consentire a DS Automobiles di tornare ad attrarre giovani professionisti e clienti urbani, rafforzando la propria presenza in un segmento chiave. Tuttavia, eventuali modifiche o rinunce ai piani originari potrebbero segnare una ritirata verso segmenti esclusivi e a più alto margine, con il rischio di ridurre l’impatto del brand sul mercato europeo. In attesa di decisioni ufficiali, la nuova DS 3 si conferma simbolo delle contraddizioni che i marchi premium sono chiamati ad affrontare oggi: equilibrio tra autorevolezza, sostenibilità economica e capacità di mantenere una presenza significativa nel panorama automobilistico contemporaneo.

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