Le auto più rubate in Italia? Occhio ad alcuni modelli nostrani
Nel 2025 in Italia rubati 136.201 veicoli: Fiat Panda al primo posto, Alfa Romeo Giulietta la più esposta per rapporto al parco. Analisi regionale e consigli di sicurezza
L’Italia si conferma ancora una volta terreno fertile per il fenomeno dei furti auto, con numeri che preoccupano proprietari e operatori del settore. Secondo i dati più recenti relativi al 2025, nei dodici mesi precedenti sono stati rubati ben 136.201 veicoli, segnando un incremento del 3% rispetto all’anno precedente. Una crescita che mette in allerta soprattutto in alcune regioni, dove il fenomeno si concentra in modo allarmante: solo cinque aree del Paese raccolgono il 78% dei furti totali, evidenziando una distribuzione geografica tutt’altro che casuale.
I modelli più colpiti
Tra i modelli più colpiti, la Fiat Panda si conferma regina indiscussa dei furti, con 13.311 esemplari sottratti nell’ultimo anno. Seguono a distanza la Fiat 500 (5.254 casi) e la Lancia Ypsilon (5.048), due icone dell’automobilismo italiano che restano comunque nel mirino dei ladri. Tuttavia, l’analisi del rischio effettivo – ovvero il rapporto tra il numero di furti e le auto effettivamente in circolazione – restituisce una classifica differente, portando in cima la Alfa Romeo Giulietta con un tasso di vulnerabilità compreso tra 120 e 180 furti ogni 10.000 esemplari. Dietro di lei, si piazzano la Fiat 500L (100-140) e la Smart ForTwo (90-140), a testimonianza di come il rischio non sia solo una questione di numeri assoluti, ma anche di esposizione relativa.
La mappa dei furti auto in Italia delinea contorni precisi e preoccupanti. La Campania si posiziona in testa, raccogliendo il 23% dei casi nazionali, seguita dal Lazio con il 18%. Sicilia e Puglia condividono il terzo posto, entrambe al 14%, mentre la Lombardia chiude il quintetto delle regioni più colpite con l’11%. In pratica, quasi quattro furti su cinque avvengono in queste cinque regioni, rendendo la geolocalizzazione un fattore cruciale nella valutazione del rischio.
Anche i SUV non sono esenti dai furti
Non sono immuni dal fenomeno neppure i SUV, segmento in forte espansione nel mercato automobilistico. Questi veicoli rappresentano ormai il 15% dei furti totali, con modelli come Jeep Renegade (2.192 sottrazioni) e Fiat 500X (2.168) che si confermano particolarmente esposti. La crescente popolarità di queste vetture, spesso dotate di tecnologie avanzate ma non sempre protette adeguatamente, le rende un obiettivo sempre più ambito.
Gli esperti del settore individuano le cause di questa escalation in una combinazione di fattori. Da un lato, la persistente domanda di ricambi e componenti sul mercato parallelo alimenta il fenomeno. Dall’altro, l’obsolescenza dei sistemi di allarme montati su veicoli più datati e, soprattutto, la mancanza di tecnologie di protezione elettronica di ultima generazione favoriscono l’azione dei malintenzionati. Le auto più anziane, prive di dispositivi moderni, risultano infatti i bersagli preferiti per chi agisce nell’illegalità.
Le raccomandazioni degli addetti ai lavori
Sul fronte delle contromisure, le raccomandazioni degli addetti ai lavori sono molteplici. Si va dall’installazione di tracker GPS al potenziamento dei sistemi di allarme elettronici, dall’adozione di sensori intelligenti alla scelta strategica di parcheggi ben illuminati e custoditi. Anche a livello normativo e assicurativo, l’aumento dei furti incide direttamente sui profili di rischio valutati dalle compagnie, con la conseguenza di premi e franchigie più elevati, calcolati in base al modello posseduto e alla regione di residenza.
Le istituzioni locali, consapevoli della gravità del fenomeno, stanno rispondendo con una intensificazione dei controlli nelle aree più critiche e con campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini. Parallelamente, il settore privato dell’automotive propone soluzioni di sicurezza aggiuntiva a prezzi sempre più accessibili, per venire incontro alle esigenze di chi vuole proteggere il proprio investimento.
Per chi si appresta ad acquistare o già possiede un’auto, la consapevolezza del rischio specifico legato al modello e all’area geografica diventa un fattore di scelta fondamentale, quasi al pari delle prestazioni e dell’estetica del veicolo. In questo scenario, investire in protezione tecnologica non rappresenta più una semplice precauzione, ma una vera e propria necessità per chi si trova nelle fasce di vulnerabilità più elevate. Solo così è possibile contrastare con efficacia la minaccia dei furti auto e tutelare il proprio bene da un fenomeno che, purtroppo, sembra non conoscere tregua.