Diesel Euro 5, il Piemonte dice no al blocco: arrivano incentivi e biocarburanti

Il Piemonte evita il blocco dei diesel Euro 5 previsto dall'autunno 2026 grazie a un nuovo Piano per la qualità dell'aria che introduce incentivi, biocarburanti HVO e interventi sugli impianti di riscaldamento

Diesel Euro 5, il Piemonte dice no al blocco: arrivano incentivi e biocarburanti
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Renato Terlisi
Pubblicato il 29 giu 2026

Chi possiede un’auto diesel Euro 5 in Piemonte può tirare un sospiro di sollievo. La Regione ha approvato l’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria, un provvedimento che consente di evitare il blocco della circolazione previsto a partire dall’autunno del 2026. Al posto delle limitazioni entrerà in vigore un pacchetto di misure compensative che, secondo le simulazioni effettuate dalla Regione, garantirà una riduzione delle emissioni equivalente a quella che sarebbe stata ottenuta con il fermo dei veicoli.

La decisione è stata annunciata dal presidente della Regione, Alberto Cirio, e dall’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati, che hanno sottolineato come il Piemonte sia la prima regione del Bacino Padano ad adottare questa strategia alternativa. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’aria senza imporre nuove limitazioni alla mobilità dei cittadini.

Perché il blocco dei diesel Euro 5 non scatterà

Il provvedimento arriva dopo mesi di lavoro tecnico e scientifico avviato dalla Regione per individuare soluzioni alternative rispetto al blocco previsto dalla normativa nazionale.

Il decreto approvato dal Governo nel luglio 2025 stabiliva infatti il divieto di circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nel periodo compreso tra ottobre e aprile nei comuni con oltre 100 mila abitanti. In Piemonte la misura avrebbe coinvolto principalmente l’area metropolitana di Torino e il Comune di Novara, interessando circa 307 mila veicoli.

Per evitare questa situazione, la Regione ha aggiornato il proprio Piano sulla qualità dell’aria introducendo interventi ritenuti in grado di compensare le emissioni prodotte dai diesel Euro 5. Secondo le simulazioni effettuate dagli uffici regionali, il risultato ambientale sarebbe paragonabile a quello ottenuto attraverso il blocco della circolazione.

L’obiettivo è quindi rispettare gli impegni sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico senza penalizzare automobilisti, lavoratori e imprese che utilizzano ancora questi veicoli.

Gli incentivi per HVO e impianti di riscaldamento

Tra le principali novità previste dal Piano regionale spicca un investimento di 14 milioni di euro destinato a incentivare l’utilizzo del biocarburante HVO.

La misura riguarderà sia il trasporto pubblico sia i proprietari di auto diesel Euro 5 ed Euro 6, che potranno ottenere un contributo annuale compreso tra 50 e 100 euro attraverso apposite carte carburante dedicate. L’iniziativa entrerà in vigore a partire dall’inverno del 2026 e punta a favorire l’impiego di un carburante ritenuto meno impattante sotto il profilo delle emissioni rispetto al gasolio tradizionale.

Un secondo intervento riguarda il settore del riscaldamento domestico. La Regione ha previsto infatti altri 14,4 milioni di euro per sostenere la manutenzione degli impianti più datati e incentivare la sostituzione dei sistemi maggiormente inquinanti con nuovi generatori a biomassa più efficienti.

Secondo il piano regionale, intervenire contemporaneamente sulla mobilità e sul riscaldamento consentirà di ottenere benefici complessivi sulla qualità dell’aria senza ricorrere ai blocchi permanenti della circolazione.

Chi beneficia delle nuove misure

La decisione della Regione rappresenta una notizia particolarmente importante per migliaia di automobilisti piemontesi che, in caso di applicazione del blocco, avrebbero dovuto rinunciare all’utilizzo della propria auto durante i mesi invernali.

Le nuove misure consentono invece di mantenere la possibilità di circolare, affiancando incentivi economici e interventi strutturali finalizzati alla riduzione delle emissioni.

Resta comunque da verificare come il nuovo Piano verrà applicato nei prossimi mesi e se le misure individuate saranno sufficienti a soddisfare gli obiettivi ambientali previsti dalla normativa nazionale e dagli accordi sul miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano.

Per il momento, il Piemonte sceglie una strada diversa rispetto al semplice divieto di circolazione, puntando su incentivi, innovazione tecnologica e interventi mirati. Se i risultati confermeranno le simulazioni effettuate dalla Regione, questo modello potrebbe diventare un riferimento anche per altri territori chiamati ad affrontare lo stesso problema nei prossimi anni.

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