Dacia Duster da oltre 30 km/l, il nuovo motore Horse-Repsol sorprende

La Dacia Duster monta il nuovo motore H12: tre cilindri 1.2 turbo, rapporto di compressione 17:1, lubrificanti Repsol e consumi sotto i 3,3 l/100 km. Innovazione tecnica e mercato

Dacia Duster da oltre 30 km/l, il nuovo motore Horse-Repsol sorprende
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Giorgio Colari
Pubblicato il 4 giu 2026

La corsa verso una mobilità sempre più efficiente non passa necessariamente soltanto dall’elettrico. A dimostrarlo è il nuovo progetto sviluppato da Horse Technologies e Repsol, che ha scelto la Dacia Duster come piattaforma sperimentale per una tecnologia capace di ridurre drasticamente consumi ed emissioni. Il risultato, almeno sulla carta, è sorprendente: un SUV compatto in grado di percorrere oltre 30 chilometri con un litro di carburante, valori che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati impensabili per un modello di questa categoria.

La notizia arriva in un momento particolarmente delicato per l’industria automobilistica europea, alle prese con normative sempre più severe sulle emissioni e con una transizione energetica che vede convivere elettrico, ibrido e nuove soluzioni per i motori a combustione interna. In questo scenario, il progetto Horse-Repsol dimostra che esistono ancora importanti margini di miglioramento anche per le tecnologie tradizionali.

Il progetto Horse-Repsol che cambia il motore della Duster

La protagonista di questo studio è la nuova Dacia Duster di terza generazione, uno dei SUV più venduti in Europa grazie a una formula che combina prezzi accessibili, praticità e versatilità.

Lunga circa 4,34 metri, la Duster ha saputo conquistare il mercato con un design più moderno rispetto al passato, un abitacolo spazioso e una gamma di motorizzazioni sempre più orientata all’efficienza. Oggi il modello viene proposto anche in versione full hybrid, una soluzione che ha contribuito a ridurre sensibilmente consumi ed emissioni.

Per il nuovo progetto, Horse Technologies – la joint venture nata dalla collaborazione tra Renault e Geely – ha utilizzato come base il motore tre cilindri turbo da 1,2 litri appartenente alla famiglia HR12. I tecnici sono intervenuti in profondità sulla meccanica, sviluppando una configurazione completamente nuova pensata per funzionare con carburanti sostenibili di ultima generazione.

Tra le principali modifiche figurano un rapporto di compressione particolarmente elevato, portato fino a 17:1, una gestione della combustione rivista, aggiornamenti al sistema EGR e un turbocompressore ottimizzato per massimizzare il rendimento energetico. A tutto questo si aggiungono lubrificanti specifici sviluppati da Repsol con l’obiettivo di ridurre ulteriormente gli attriti interni.

Oltre 30 km/l per un SUV: come funziona il nuovo H12

Il risultato delle modifiche introdotte è un motore capace di raggiungere un’efficienza termica superiore al 44%, un valore molto elevato per un moderno propulsore a combustione interna.

Secondo quanto dichiarato dai progettisti, il nuovo motore H12 è in grado di portare i consumi medi sotto la soglia dei 3,3 litri ogni 100 chilometri. Tradotto in termini pratici significa superare i 30 km/l, un dato che avvicina il SUV romeno alle percorrenze tipiche delle migliori utilitarie ibride presenti sul mercato.

Per comprendere la portata di questi numeri basta confrontarli con quelli dell’attuale Dacia Duster Hybrid 140. La versione full hybrid di serie abbina un motore benzina da 1,6 litri a due unità elettriche, sviluppando una potenza complessiva di 140 CV. Nel ciclo WLTP il consumo medio si attesta intorno ai 5 l/100 km, mentre nelle prove su strada sono state registrate percorrenze superiori ai 23 km/l.

Si tratta già di risultati molto interessanti per un SUV compatto, ma il concept sviluppato da Horse e Repsol punta a fare un ulteriore salto in avanti, riducendo i consumi di circa un terzo rispetto alla versione ibrida oggi disponibile sul mercato.

Cosa può significare per il futuro dei motori termici

L’aspetto più interessante del progetto non riguarda soltanto i consumi. Il nuovo H12 rappresenta infatti una possibile risposta alla crescente richiesta di soluzioni sostenibili che non obblighino necessariamente a rinunciare ai vantaggi dei motori tradizionali.

L’utilizzo di carburanti sostenibili e l’incremento dell’efficienza energetica potrebbero consentire ai propulsori termici di mantenere un ruolo importante anche nei prossimi anni, soprattutto in quei mercati dove la diffusione dell’elettrico procede più lentamente o dove le infrastrutture di ricarica non sono ancora sufficientemente sviluppate.

Va comunque sottolineato che il motore H12 resta, al momento, un progetto sperimentale. Non esistono ancora indicazioni ufficiali su un possibile arrivo in produzione né tantomeno su una futura commercializzazione all’interno della gamma Dacia.

Tuttavia, il lavoro svolto da Horse Technologies e Repsol offre un segnale chiaro all’intero settore: i margini di miglioramento per i motori a combustione interna non sono ancora esauriti. In un mercato sempre più orientato verso l’elettrificazione, la Dacia Duster dimostra che innovazione ed efficienza possono arrivare anche da strade diverse, aprendo scenari interessanti per il futuro della mobilità.

Se i risultati ottenuti dal concept dovessero trovare conferma in un eventuale modello di serie, il SUV romeno potrebbe diventare uno dei riferimenti assoluti in termini di efficienza, avvicinandosi ai consumi delle migliori ibride compatte senza rinunciare alla praticità, all’autonomia e alla versatilità che hanno contribuito al successo della Duster in tutta Europa.

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