Dacia Bigster, sono già 100.000 le unità prodotte: un successo
Dacia Bigster raggiunge 100.000 unità prodotte in un anno a Mioveni. Forte domanda in Europa, versione ibrida GPL 140 CV e possibile aumento della produzione
Il fenomeno Dacia continua a sorprendere il panorama automobilistico europeo, e questa volta il protagonista assoluto è il nuovo Bigster. A soli dodici mesi dal lancio ufficiale, il SUV di casa rumena ha già superato il traguardo delle 100.000 unità prodotte, segnando un risultato che va ben oltre le più rosee aspettative della casa madre. Un successo che si riflette non solo nei numeri di produzione, ma anche nella straordinaria domanda: oltre 38.000 preordini registrati nel solo primo semestre del 2025. Questo boom ha reso il Bigster un autentico best-seller tra i privati nel competitivo SUV segmento C, dove la concorrenza è da sempre serrata e dominata da marchi storici.
La formula del successo: convenienza, spazio e tecnologia motoristica
Ma cosa rende il Bigster così irresistibile agli occhi dei clienti europei? La risposta risiede in una combinazione di fattori strategici che Dacia ha saputo orchestrare con grande acume. Primo fra tutti, il prezzo 24000 euro di partenza sul mercato italiano, che si conferma uno dei più aggressivi della categoria. Questa politica di listino ha permesso a molti automobilisti di accedere a un SUV spazioso e versatile, senza dover affrontare investimenti proibitivi.
L’attenzione alla praticità è un altro punto di forza: l’abitacolo del Bigster è progettato per soddisfare le esigenze delle famiglie moderne, offrendo spazio, comfort e una capacità di carico superiore alla media. Tuttavia, il vero asso nella manica è rappresentato dalla motorizzazione ibrida GPL da 140 CV. Questa versione, particolarmente apprezzata da chi percorre molti chilometri ogni anno e desidera contenere i costi di gestione, ha rapidamente conquistato una fetta significativa del mercato. La soluzione ibrida a GPL, infatti, si distingue per l’efficienza nei consumi e la riduzione delle emissioni, rispondendo così alle crescenti richieste di sostenibilità e risparmio da parte dei consumatori.
La sfida della capacità produttiva: lo stabilimento di Mioveni sotto pressione
Dietro il successo commerciale del Bigster si cela però una sfida industriale non indifferente. Lo stabilimento di Mioveni, cuore pulsante della produzione Dacia, si trova oggi a dover fronteggiare una domanda che ha già superato la capacità delle linee produttive. Il ritmo degli ordini ha infatti generato un backlog che mette a dura prova la logistica e l’organizzazione interna. La casa madre è consapevole del rischio: eventuali ritardi nelle consegne potrebbero minare la soddisfazione dei clienti e compromettere il vantaggio competitivo faticosamente conquistato.
Per far fronte a questa situazione, sono già in corso piani di ampliamento e ottimizzazione della produzione, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e garantire la qualità che ha reso il marchio Dacia sinonimo di affidabilità e convenienza. Tuttavia, il margine di manovra resta limitato: il mercato non aspetta e i competitor sono pronti a cogliere ogni occasione per riconquistare terreno.
Prospettive e incognite sul futuro del Bigster
Nel vivace scenario del SUV segmento C, il Bigster si distingue non solo per il prezzo e la motorizzazione, ma anche per una proposta di valore che parla direttamente alle esigenze reali degli automobilisti europei. Tuttavia, il vero banco di prova sarà la capacità di trasformare l’attuale entusiasmo in una catena di consegne rapide e puntuali, mantenendo intatti gli standard di qualità e servizio che i clienti si aspettano.
Il prossimo trimestre sarà cruciale: se Dacia riuscirà a ottimizzare la produzione nello stabilimento di Mioveni e a gestire efficacemente il flusso di preordini, il Bigster potrà consolidare la sua posizione di leader tra i SUV di medie dimensioni. In caso contrario, il rischio è che i tempi di attesa prolungati possano favorire il ritorno dei concorrenti e ridurre il vantaggio competitivo costruito finora.