Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, per Clarkson è ancora una goduria ma non come prima
Jeremy Clarkson valuta la Giulia Quadrifoglio 2023: il potente V6 biturbo resta, ma l'integrazione obbligatoria degli ADAS rende la guida meno coinvolgente secondo l'autore
La discussione sull’anima delle auto sportive moderne è più accesa che mai. Il dibattito ruota attorno a una domanda che divide appassionati e costruttori: i sistemi di assistenza alla guida stanno davvero spegnendo la scintilla che rendeva speciali le sportive di una volta? È Jeremy Clarkson, con la sua proverbiale schiettezza, a rilanciare la questione dopo aver provato l’ultima incarnazione della Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio. Secondo il celebre giornalista britannico, la berlina italiana, nella sua versione aggiornata, ha perso parte di quell’emozione cruda che l’aveva resa iconica al debutto. La causa? Un insieme di regolamentazioni europee sempre più restrittive e una tecnologia che, pur promettendo sicurezza, sembra anestetizzare il piacere di guida.
Quando la sicurezza supera il piacere di guida
La critica di Clarkson non si limita alla sola Alfa Romeo, ma investe l’intero panorama delle auto sportive di lusso. Ferrari, Maserati, Aston Martin e BMW: nessuno sembra immune dall’avanzata degli ADAS (Advanced Driver Assistance Systems). Dal 2022, l’obbligo di integrare questi sistemi si è fatto stringente, portando sulle nostre strade auto sempre più protette, ma anche sempre più distanti dal guidatore. Secondo il giornalista, sensori e algoritmi, pur nati per salvare vite, finiscono per risultare invadenti: segnalano pericoli inesistenti, intervengono quando non necessario e, soprattutto, spezzano quel dialogo diretto tra uomo e macchina che per decenni ha definito il piacere della guida sportiva.
Il test su strada: tra sospensioni e sensazioni
Nel corso della prova della Giulia 2023, Clarkson ha rilevato un dettaglio sottile ma rivelatore: l’assetto della vettura appare insolitamente rigido, con una trasmissione delle asperità della strada più marcata rispetto al passato. Strade che prima scorrevano fluide ora sembrano trasmettere ogni minima imperfezione. La casa di Arese sostiene che la geometria delle sospensioni e i relativi componenti siano invariati rispetto alle generazioni precedenti, ma il sospetto del giornalista si concentra su possibili modifiche a livello di software e algoritmi di controllo. In un’epoca in cui la differenza tra una vettura e l’altra si gioca sempre più sull’elettronica, non è raro che aggiornamenti nascosti modifichino profondamente il carattere di un’auto.
Normative e passione: un equilibrio difficile
Il contesto normativo europeo, tra direttive già in vigore e l’ombra sempre più vicina della Euro 7, impone alle case automobilistiche vincoli severi. L’obiettivo è nobile: ridurre incidenti e inquinamento. Tuttavia, il prezzo da pagare sembra essere la perdita di quella fisicità e di quel coinvolgimento emotivo che da sempre caratterizzano le sportive. Quando ogni gesto viene filtrato da sistemi di protezione, quando il controllo di trazione anticipa le intenzioni del guidatore, la guida si trasforma in un’esperienza ovattata, lontana dalle emozioni che solo una vera sportiva sa trasmettere.
Il richiamo del passato: la riscossa dell’usato
La soluzione, secondo Clarkson, è semplice quanto radicale: chi cerca l’autenticità della Giulia 2016 dovrebbe puntare sui modelli prodotti prima dell’introduzione obbligatoria degli ADAS. Queste vetture offrono una risposta dinamica più sincera, meno condizionata dall’elettronica e decisamente più coinvolgente. Una posizione che sta trovando sempre più seguaci tra i puristi, come dimostra la crescente domanda sul mercato dell’usato per le sportive pre-2022. Parallelamente, alcuni appassionati si affidano a software house specializzate e tarature personalizzate, nel tentativo di recuperare almeno in parte il feeling perduto, sempre però entro i limiti imposti dalla legge.
Un dilemma senza soluzione facile
Resta aperto l’interrogativo: è possibile conciliare sicurezza, rispetto per l’ambiente e passione per la guida? I benefici degli ADAS in termini di sicurezza sono innegabili, ma la Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio sembra oggi incarnare un conflitto irrisolto tra tecnologia e emozione. Il suo V6 biturbo da 520 cavalli resta una meraviglia della tecnica, ma il piacere puro della guida rischia di diventare un ricordo. Nel frattempo, chi non vuole rinunciare alla magia delle auto “vive” guarda con sempre maggiore interesse alle generazioni precedenti, in attesa che il futuro riesca, forse, a trovare un nuovo equilibrio tra ragione e sentimento.