Crisi auto in Francia: Poissy chiude la produzione entro il 2028
Stellantis fermerà la produzione auto a Poissy entro il 2028: cosa succede allo stabilimento e ai lavoratori francesi
La decisione era nell’aria da tempo, ma ora è ufficiale: Stellantis fermerà la produzione automobilistica nello stabilimento di Poissy entro il 2028. L’annuncio è arrivato durante una riunione del Consiglio di fabbrica e segna un passaggio importante per uno degli impianti storici dell’industria francese.
Il sito, attivo dal 1938, non chiuderà completamente, ma cambierà funzione. Una trasformazione che riflette le difficoltà strutturali del settore automotive in Francia e, più in generale, in Europa.
Produzione in calo e fine ciclo dei modelli
Negli ultimi anni, la situazione di Poissy era già in evidente declino. Nel 2025 la produzione si è fermata a 89.500 unità, quasi la metà rispetto alle 145.000 di due anni prima. Un dato che fotografa chiaramente il ridimensionamento in corso. Oggi dallo stabilimento escono circa 400 veicoli al giorno. La maggior parte riguarda Opel Mokka, mentre la quota della DS3 è ormai marginale, sotto il 5%. Proprio qui sta uno dei nodi principali: entrambi i modelli sono a fine ciclo.
La DS3, lanciata nel 2018, non ha mai raggiunto volumi significativi. L’Opel Mokka, invece, continuerà a essere prodotta fino a dicembre 2028, data che coincide con la fine della produzione automobilistica nel sito. In pratica, non è prevista una nuova generazione di modelli da assegnare a Poissy. Ed è questo il segnale più chiaro della strategia industriale: nessun rilancio produttivo, ma una riconversione.
La trasformazione dello stabilimento Stellantis
Stellantis ha precisato che Poissy non verrà chiuso, ma trasformato. Sono previsti 100 milioni di euro di investimenti, di cui 20 milioni destinati a una nuova pressa per componenti stampati. Il futuro del sito sarà legato a:
- produzione di componenti
- attività di ricondizionamento veicoli
- conversione di auto usate
Un cambio di paradigma netto: da fabbrica di auto a centro industriale multifunzionale. Sul fronte occupazionale, la situazione resta delicata. Oggi lo stabilimento conta 1.925 dipendenti, ma l’azienda garantisce circa 1.000 posti entro il 2030. Una riduzione significativa, anche se mitigata da un fattore demografico: l’età media dei lavoratori è tra i 54 e i 55 anni.
Molti dipendenti, secondo le rappresentanze sindacali, sarebbero già orientati verso l’uscita dal lavoro nei prossimi anni. Questo rende la transizione meno traumatica rispetto a chiusure improvvise, ma non elimina il problema occupazionale.
Crisi dell’industria auto in Francia
Il caso Poissy non è isolato. È parte di una crisi più ampia che riguarda l’intero settore automobilistico francese. I numeri parlano chiaro:
- produzione nazionale passata da 3,66 milioni di auto nel 2004 a 1,46 milioni nel 2024
- 40.000 posti di lavoro persi dal 2019
- deficit commerciale del settore arrivato a 135 miliardi di euro, destinato a crescere
A questo si aggiunge un fattore strutturale: il costo del lavoro. In Francia si attesta intorno ai 32,50 euro l’ora, contro i 23 euro della Spagna e i 6-7 euro del Marocco. Un divario che spinge i gruppi automobilistici a spostare la produzione verso Paesi più competitivi.
Non a caso, Stellantis sta investendo proprio in Nord Africa per nuovi impianti.
Un simbolo industriale che cambia ruolo
Poissy rappresenta anche un simbolo. Negli anni Ottanta, lo stabilimento impiegava 24.000 persone. Oggi sono meno di 2.000. Una riduzione drastica che racconta la trasformazione – e il ridimensionamento – dell’industria automobilistica europea.
Inoltre, si tratta dell’ultimo stabilimento automobilistico rimasto nella regione di Parigi. Negli ultimi decenni, altri impianti storici hanno chiuso o cambiato funzione, segnando una progressiva uscita della produzione auto dall’area.