Cavi neri sull'asfalto, a cosa servono e perché ci sono

I tubi neri stesi sull'asfalto raccolgono dati su traffico e velocità. In Svezia servono anche a valutare dove installare nuovi autovelox

Cavi neri sull'asfalto, a cosa servono e perché ci sono
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Renato Terlisi
Pubblicato il 12 ago 2026

Sembrano semplici cavi neri stesi sull’asfalto, ma in realtà sono strumenti capaci di raccogliere numerose informazioni sul traffico. In Svezia vengono utilizzati dalla Trafikverket, l’amministrazione nazionale dei trasporti, per capire quanti veicoli percorrono una determinata strada, a quale velocità e persino che tipo di mezzi transitano.

Il sistema è relativamente semplice, economico e poco invasivo. Non richiede telecamere o grandi installazioni e può rimanere sulla carreggiata per un periodo limitato, generalmente una o due settimane. I dati raccolti possono essere utilizzati per pianificare interventi sulla rete stradale e migliorare la sicurezza. E c’è un altro utilizzo particolarmente interessante: le misurazioni possono contribuire a stabilire dove installare nuovi autovelox.

Come funzionano i tubi neri installati sull’asfalto

Quelli che sembrano cavi elettrici sono in realtà tubi di gomma. Il principio di funzionamento è molto semplice: quando la ruota di un veicolo passa sopra il tubo, la pressione esercitata genera un impulso d’aria. Questo impulso raggiunge una piccola unità di rilevazione installata sul bordo della strada, che registra il passaggio.

Con un solo tubo è possibile principalmente contare i veicoli e quindi determinare il volume di traffico presente su una strada. La situazione diventa più interessante quando vengono installati due tubi paralleli. Conoscendo la distanza tra i due punti di rilevamento e misurando il tempo trascorso tra i relativi impulsi, il sistema può determinare anche la velocità del veicolo e la direzione nella quale sta viaggiando.

L’analisi degli assi permette inoltre di ottenere informazioni sulla tipologia del mezzo che è transitato. Il sistema può quindi distinguere diverse categorie di veicoli e rilevare, ad esempio, la presenza di assi aggiuntivi o rimorchi. I dati vengono memorizzati nell’unità collegata ai tubi e successivamente utilizzati dagli analisti della Trafikverket. In questo modo è possibile ricostruire non soltanto quanto è trafficata una strada, ma anche in quali orari si concentra maggiormente il traffico e quali velocità vengono mantenute.

Possono servire per decidere dove mettere gli autovelox

Una delle applicazioni riguarda il controllo della velocità. Trafikverket può installare questi rilevatori su una determinata strada proprio per verificare quanto velocemente viaggiano gli automobilisti. Se dalle misurazioni emerge che una quota significativa dei veicoli supera i limiti, i risultati possono diventare uno degli elementi utilizzati per valutare l’installazione di una nuova telecamera per il controllo automatico della velocità.

Questo non significa che la comparsa dei tubi anticipi automaticamente l’arrivo di un autovelox. La decisione viene presa considerando diversi parametri, tra cui volume del traffico, velocità rilevate e statistiche sugli incidenti.

La questione assume particolare importanza perché Trafikverket e la polizia svedese stanno lavorando all’installazione di circa 200 nuove telecamere per il controllo della velocità ogni anno. I rilevatori pneumatici permettono quindi di ottenere dati reali prima di decidere dove concentrare i sistemi automatici di controllo.

I dati servono anche per progettare le strade

Ridurre tutto agli autovelox sarebbe però sbagliato. Le informazioni raccolte attraverso questi dispositivi hanno anche una funzione di pianificazione della rete stradale. Sapere quanti veicoli utilizzano quotidianamente una strada, in quali fasce orarie e con quale composizione del traffico aiuta le autorità a valutare gli interventi necessari.

Una strada utilizzata prevalentemente da automobili presenta esigenze differenti rispetto a un tratto percorso frequentemente da camion o altri mezzi pesanti. Allo stesso modo, conoscere i picchi di traffico permette di individuare eventuali criticità e programmare modifiche all’infrastruttura.

Il vantaggio dei tubi pneumatici è proprio la semplicità. Possono essere installati temporaneamente senza realizzare strutture permanenti e, dopo circa una o due settimane di rilevazioni, vengono normalmente rimossi. Dietro quei piccoli tubi neri che gli automobilisti attraversano quasi senza accorgersene c’è quindi un sistema capace di fornire un quadro piuttosto dettagliato della circolazione.

E quando vengono installati in coppia, le informazioni raccolte vanno ben oltre il semplice conteggio delle auto: velocità, direzione, orari e tipologia dei veicoli possono diventare dati utili per decidere come intervenire su una strada e, quando necessario, dove intensificare i controlli.

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