Carburanti in crisi in Liguria, pompe a secco per l’arrivo dei francesi

Benzina esaurita in Liguria: automobilisti francesi fanno il pieno per risparmiare. Code e differenze di prezzo spiegate

Carburanti in crisi in Liguria, pompe a secco per l’arrivo dei francesi
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Renato Terlisi
Pubblicato il 10 apr 2026

Negli ultimi giorni, tra Ventimiglia, Sanremo e Imperia, si è verificata una situazione insolita per il mercato dei carburanti: distributori con cartelli “benzina esaurita”, code ordinate e rifornimenti straordinari per far fronte alla domanda.

Il motivo principale? Un forte afflusso di automobilisti francesi che, approfittando del ponte pasquale, hanno scelto di fare rifornimento in Italia prima di rientrare. Una dinamica che ha messo sotto pressione il sistema distributivo locale nel giro di poche ore.

Assalto ai distributori: cosa è successo in Liguria

Il picco si è registrato tra il 6 e l’8 aprile, nel pieno del rientro dalle festività. In queste ore, il flusso di auto dirette verso il confine ha superato la capacità delle stazioni di servizio, soprattutto nelle aree più vicine alla frontiera. Le situazioni più critiche si sono viste nei distributori con prezzi più bassi, in particolare le cosiddette pompe bianche, dove le scorte di benzina sono terminate rapidamente.

Il fenomeno, però, non è stato caotico: le file erano ordinate, ma continue. In alcuni casi, le attese hanno coinvolto anche servizi essenziali. A Sanremo, ad esempio, alcune ambulanze hanno dovuto fare rifornimento in coda. Già a partire dal 9 aprile, la situazione è tornata gradualmente sotto controllo grazie ai rifornimenti straordinari e a una distribuzione più regolare della domanda.

Il ruolo dei prezzi: perché conviene fare il pieno in Italia

Alla base di tutto c’è il differenziale di prezzo tra Italia e Francia. In questi giorni, oltreconfine la benzina ha superato spesso i 2 euro al litro, mentre in Liguria si è mantenuta tra 1,70 e 1,80 euro. Una differenza che può superare i 20 centesimi al litro e che, su un pieno completo, si traduce in un risparmio concreto.

Questo spiega perché molti automobilisti francesi abbiano deciso di aspettare il rientro per fare rifornimento in Italia. Un comportamento razionale, che però ha concentrato la domanda in poche ore e in un’area geografica limitata. Interessante anche il dato sul diesel: essendo più caro, è rimasto disponibile più a lungo rispetto alla benzina, meno richiesta in quel contesto specifico.

Un fenomeno destinato a ripetersi?

Quanto accaduto in Liguria non è un caso isolato. Dinamiche simili si verificano spesso nelle zone di confine, dove le differenze fiscali tra Paesi influenzano direttamente i comportamenti degli automobilisti.

Episodi analoghi si registrano anche nel Nord Italia, ad esempio lungo il confine con la Svizzera o con l’Austria, dove i flussi si spostano rapidamente in base alla convenienza. Il carburante, più di altri beni, rende immediata questa scelta: basta attraversare il confine per ottenere un risparmio tangibile.

Il nodo dei prezzi in Italia

Il fenomeno ligure si inserisce però in un contesto più ampio. Se nelle aree di confine l’Italia appare competitiva, a livello nazionale i prezzi carburanti continuano a mostrare anomalie.

Nonostante il recente calo delle quotazioni del petrolio, i prezzi alla pompa non sono scesi in modo proporzionale. In alcune zone, il gasolio si avvicina ai 2,2 euro al litro, mentre la benzina resta intorno a 1,80 euro. Una dinamica definita “a doppia velocità”: i prezzi salgono rapidamente quando il petrolio aumenta, ma scendono più lentamente quando cala.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Situazioni come quella della Liguria potrebbero ripetersi, soprattutto nei periodi di alta affluenza turistica o in presenza di forti differenze di prezzo tra Paesi. Per evitare criticità, sarà fondamentale una gestione più flessibile delle scorte e un monitoraggio costante dei flussi.

Per gli automobilisti, invece, il messaggio è semplice: il prezzo del carburante resta una variabile chiave, capace di influenzare anche i comportamenti di viaggio. E quando il risparmio è evidente, basta un confine per cambiare le abitudini.

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