BYD porta le Blade Battery sui treni: la sfida a CATL esce dalle automobili

BYD estende le Blade Battery a locomotive, camion, miniere e accumulo energetico mentre sviluppa sodio e stato solido per consolidare il secondo posto mondiale dietro CATL

BYD porta le Blade Battery sui treni: la sfida a CATL esce dalle automobili
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 24 set 2026

Per il grande pubblico BYD significa soprattutto auto elettriche e ibride, ma prima delle automobili c’erano le batterie. Ed è proprio da questo settore che il gruppo cinese sta preparando una nuova fase della propria espansione, cercando applicazioni sempre più lontane dalle quattro ruote.

L’ultima porta conduce direttamente sui binari. FinDreams Battery, società del gruppo specializzata negli accumulatori, ha stretto un accordo con Changsha Fusheng Technology per sviluppare sistemi Blade Battery destinati alle locomotive impiegate negli stabilimenti industriali, nelle miniere e negli scali ferroviari.

Le Blade Battery salgono sulle locomotive

Il progetto prevede batterie realizzate secondo standard di livello automobilistico. FinDreams curerà ricerca, sviluppo e produzione degli accumulatori, mentre Changsha Fusheng sarà responsabile dell’integrazione sulle motrici e dei relativi sistemi di controllo.

È un passaggio interessante perché mostra quanto BYD stia cercando di trasformare la propria tecnologia LFP in qualcosa di più ampio rispetto a un componente per automobili. La Blade Battery, riconoscibile per le caratteristiche celle lunghe e sottili, è già utilizzata su autobus, veicoli commerciali e mezzi pesanti.

A giugno il costruttore ha, per esempio, consegnato 100 dumper elettrici, ciascuno equipaggiato con un pacco batterie da 424 kWh. FinDreams sta inoltre esplorando nuove applicazioni nel settore minerario e ha recentemente siglato un’intesa per progetti dedicati ai camion elettrici da miniera in Mongolia. A completare il quadro c’è l’accumulo stazionario, dalle soluzioni domestiche fino ai grandi impianti collegati alle reti elettriche e alle fonti rinnovabili.

BYD è seconda, ma CATL è lontana

La diversificazione assume ancora più significato guardando i numeri. Nei primi sette mesi del 2026 CATL avrebbe installato globalmente 289,6 GWh di batterie, raggiungendo una quota del 39,9%. BYD occupa il secondo posto con 106,7 GWh e il 14,7%.

Il vantaggio sulla concorrenza alle sue spalle rimane comunque importante: LG Energy Solution è indicata all’8,3%, CALB al 5,1% e Gotion al 4,7%. Per consolidare questa posizione BYD non punta esclusivamente sulle Blade. Il litio-ferro-fosfato rimane centrale, con lo sviluppo concentrato anche sulla velocità di ricarica, ma il gruppo sta lavorando contemporaneamente su altre chimiche.

Dal sodio allo stato solido

Tra queste ci sono le batterie agli ioni di sodio, considerate interessanti soprattutto per vetture economiche, applicazioni industriali e sistemi di accumulo. La densità energetica rimane inferiore rispetto alle migliori celle LFP, ma questa tecnologia può offrire vantaggi alle basse temperature e ridurre la dipendenza dal litio.

Più avanti c’è lo stato solido. BYD sta sviluppando celle all-solid-state e punta ai primi veicoli equipaggiati con questa tecnologia dal 2027, inizialmente in volumi limitati, con l’obiettivo di arrivare alla produzione su larga scala intorno al 2030.

La vera sfida sarà vendere batterie agli altri

Rimane però una differenza fondamentale rispetto a CATL. Quest’ultima basa gran parte della propria attività sulla fornitura di accumulatori ad altri costruttori, con clienti che comprendono grandi gruppi automobilistici internazionali.

BYD è invece fortemente integrata verticalmente: una parte consistente delle batterie prodotte viene assorbita dalle sue stesse automobili e dalle altre attività del gruppo. Esistono forniture esterne, ma il loro peso resta molto più contenuto.

Ed è probabilmente qui che passa una delle grandi sfide industriali dei prossimi anni. FinDreams dovrà ampliare la propria presenza come fornitore indipendente se BYD vorrà ridurre il divario con CATL.

Le locomotive, i camion da miniera e gli impianti di accumulo raccontano quindi qualcosa di più di una semplice diversificazione. BYD sta cercando di fare della batteria una tecnologia trasversale, capace di uscire dalle sue automobili e conquistare nuovi settori. Il secondo posto mondiale è già una posizione enorme; trasformarlo in un vero assalto alla leadership richiederà però di convincere sempre più aziende esterne a comprare batterie BYD.

Ti potrebbe interessare: