Autovelox, crollano gli incassi in Italia: ecco perché le multe stanno diminuendo
Gli autovelox incassano sempre meno: Roma perde il 52% e Milano quasi il 35%. Dietro il calo non ci sono automobilisti più prudenti, ma nuove regole e sentenze
Gli autovelox continuano a controllare la velocità sulle strade italiane, ma nelle casse di molti Comuni stanno entrando molti meno soldi. Nel 2025 i proventi delle sanzioni rilevate attraverso i dispositivi elettronici hanno registrato una brusca frenata, con numeri particolarmente significativi a Roma e Milano.
Il dato potrebbe far pensare a una maggiore prudenza degli automobilisti, ma la spiegazione sarebbe un’altra. A incidere sono soprattutto le nuove regole sull’utilizzo degli apparecchi e le sentenze che hanno messo in discussione le multe elevate attraverso dispositivi approvati ma non omologati.
Secondo l’elaborazione del Codacons sui dati trasmessi dagli enti locali al Ministero dell’Interno, nelle principali città italiane gli autovelox hanno prodotto complessivamente 56,5 milioni di euro nel 2025. Nel 2024 erano stati 62,1 milioni. La diminuzione è quindi dell’8,9%, pari a circa 5,5 milioni di euro in meno in dodici mesi.
Roma e Milano, incassi in picchiata
Il caso più evidente riguarda Roma. Nella Capitale gli introiti derivanti dagli autovelox sono passati da 4,8 milioni di euro a circa 2,3 milioni, facendo registrare un crollo del 52%. Situazione simile, anche se meno marcata, a Milano. Nel capoluogo lombardo gli incassi sono scesi dai 10,6 milioni del 2024 ai 6,9 milioni di euro del 2025, con una contrazione del 34,8%.
Nonostante questa forte diminuzione, Milano rimane una delle città italiane che raccolgono maggiormente attraverso le sanzioni automatiche per eccesso di velocità. Davanti ci sono Firenze, con 19,7 milioni di euro, e Bologna, che raggiunge 9,2 milioni. Milano occupa quindi la terza posizione tra le grandi città considerate. Numeri che mostrano anche profonde differenze territoriali e che rendono difficile attribuire il calo generale semplicemente a un cambiamento delle abitudini degli automobilisti.
Perché le multe diminuiscono
Secondo il Codacons, infatti, non ci sarebbero elementi per sostenere che gli italiani abbiano improvvisamente iniziato a rispettare maggiormente i limiti di velocità. Una delle ragioni principali va cercata nelle norme introdotte nel giugno 2025, che hanno stabilito criteri più rigorosi per l’installazione e l’impiego degli autovelox. Le amministrazioni hanno dovuto fare i conti con condizioni più stringenti e, in alcuni casi, con la necessità di rivedere il funzionamento delle postazioni presenti sulle strade.
A complicare ulteriormente la situazione sono intervenute diverse pronunce della Corte di Cassazione sul delicato tema dell’omologazione. Il nodo riguarda la differenza tra apparecchi semplicemente approvati e dispositivi effettivamente omologati secondo quanto previsto dal Codice della strada. Le decisioni giudiziarie hanno alimentato numerosi ricorsi e aumentato l’incertezza sulla validità di alcune sanzioni.
Di fronte al rischio di contenziosi, diverse amministrazioni hanno quindi scelto di spegnere alcuni autovelox o limitarne temporaneamente l’utilizzo. Ed è proprio questo scenario ad aver contribuito alla diminuzione delle multe e, di conseguenza, degli incassi.
Il problema dell’omologazione
La questione, peraltro, non può ancora considerarsi definitivamente risolta. Il settore attende il completamento del quadro normativo sull’omologazione degli apparecchi, considerato fondamentale per stabilire criteri uniformi e ridurre il numero dei ricorsi.
L’obiettivo è arrivare a regole che permettano agli enti locali di sapere con certezza quali dispositivi possano essere utilizzati e, allo stesso tempo, agli automobilisti di avere maggiori garanzie sulla legittimità delle sanzioni ricevute.
Il crollo degli introiti registrato nel 2025 non rappresenta quindi necessariamente il segnale di strade sulle quali tutti rispettano maggiormente i limiti. Dietro ai milioni di euro persi dai Comuni c’è soprattutto una fase di profonda trasformazione normativa, che ha ridotto o fermato l’attività di diversi dispositivi.
Finché il nodo dell’omologazione non verrà definitivamente sciolto, quello degli autovelox continuerà probabilmente a essere uno dei temi più controversi del Codice della strada.