Auto elettriche, la manutenzione costa fino al 30% in meno: per le officine è un problema
Le auto elettriche richiedono meno manutenzione rispetto a benzina e diesel e possono ridurre i costi fino al 30%. Per le officine tradizionali, però, significa perdere molti interventi
Meno componenti da sostituire, intervalli di manutenzione più lunghi e freni sottoposti a un’usura inferiore. L’auto elettrica può rappresentare un vantaggio economico per chi la possiede, ma la stessa caratteristica rischia di trasformarsi progressivamente in un problema per le officine meccaniche tradizionali.
La ragione è nella struttura stessa di un veicolo a batteria. Rispetto a un modello con motore benzina o diesel vengono eliminati numerosi componenti meccanici e, di conseguenza, anche molti degli interventi che per decenni hanno costituito una parte importante dell’attività dei meccanici.
Fino al 30% in meno per la manutenzione
La differenza diventa evidente osservando le normali operazioni periodiche. Su un’elettrica non ci sono olio motore e candele da sostituire e vengono meno componenti come filtro del carburante e cinghia di distribuzione. La stima riportata da Auto Bild indica che la manutenzione di un’auto elettrica può risultare fino al 30% più economica rispetto a quella di una vettura tradizionale.
Non significa naturalmente che un’elettrica non abbia bisogno dell’officina. Restano pneumatici, sospensioni, climatizzazione e numerosi altri elementi da controllare, ai quali si aggiungono componenti specifici del sistema elettrico.
Anche i freni continuano a essere soggetti a usura, ma la frenata rigenerativa permette di utilizzare meno frequentemente l’impianto tradizionale, allungando potenzialmente la vita di dischi e pastiglie.
Le gomme possono consumarsi più velocemente
C’è però un componente sul quale il vantaggio può invertirsi: gli pneumatici. Il maggiore peso determinato soprattutto dalla batteria e l’elevata coppia disponibile possono aumentare le sollecitazioni sulle gomme. La fonte segnala inoltre intervalli indicativi di revisione più ampi per le elettriche rispetto alle vetture termiche.
Proprio perché la meccanica richiede meno interventi, i controlli si concentrano maggiormente su motore elettrico, connessioni e soprattutto batteria. Quest’ultima rimane il componente più delicato e costoso. Con l’accumularsi dei cicli di carica e scarica la capacità può diminuire progressivamente, anche se ciò non significa necessariamente dover sostituire l’intero pacco.
Per le officine cambia completamente il lavoro
Ciò che rappresenta un risparmio per l’automobilista elimina contemporaneamente una serie di lavorazioni per il meccanico. Niente cambio dell’olio, distribuzione, candele o numerosi componenti legati all’alimentazione e al funzionamento del motore termico.
Il passaggio all’elettrico non comporterà comunque la scomparsa immediata delle officine. La trasformazione sarà graduale e richiederà soprattutto nuove competenze, dalla diagnostica elettronica agli interventi sui sistemi ad alta tensione.
Le officine hanno già attraversato trasformazioni profonde con l’arrivo dell’elettronica e dei sistemi di assistenza alla guida. Questa volta, tuttavia, la differenza è quantitativa: alcune operazioni di manutenzione scompaiono completamente, anziché diventare semplicemente più sofisticate.
Benzina e diesel resteranno ancora a lungo
Lo scenario non cambierà dall’oggi al domani. Sulle strade circolano ancora moltissime vetture con più di dieci o vent’anni e l’aumento dell’età media del parco automobilistico continua a garantire lavoro alle officine specializzate nella meccanica tradizionale.
Nel lungo periodo, però, la diffusione delle elettriche potrebbe modificare profondamente il settore. Per gli automobilisti significherà potenzialmente meno visite dal meccanico e una spesa ordinaria inferiore; per le officine, invece, sarà necessario spostare una parte crescente del business verso diagnostica, elettronica e batterie.
Il paradosso è tutto qui: una delle qualità più interessanti dell’auto elettrica per chi la guida, cioè aver bisogno di meno manutenzione, è esattamente ciò che rischia di mettere maggiormente sotto pressione il modello di business delle officine tradizionali.