Auto elettriche aziendali, il nuovo problema è la ricarica al mattino

Nei Paesi Bassi emerge un nuovo picco di consumi: le auto elettriche aziendali vengono collegate insieme al mattino, mettendo sotto pressione la rete

Auto elettriche aziendali, il nuovo problema è la ricarica al mattino
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Giorgio Colari
Pubblicato il 18 ago 2026

La diffusione delle auto elettriche aziendali sta facendo emergere un nuovo problema per le reti elettriche. Non riguarda la quantità complessiva di energia necessaria per ricaricarle, ma il momento in cui migliaia di automobilisti decidono di collegarsi alle colonnine. Nei Paesi Bassi è stato infatti individuato un significativo picco di ricarica mattutino, concentrato nell’orario di ingresso negli uffici.

Il fenomeno emerge dall’analisi di quasi 2 milioni di sessioni di ricarica effettuate nell’arco di un anno dalle flotte aziendali. Il comportamento è piuttosto semplice: i dipendenti arrivano al lavoro, parcheggiano e collegano immediatamente l’auto alla presa.

Se lo fanno tutti contemporaneamente, però, la richiesta di potenza aumenta rapidamente proprio mentre gli edifici iniziano a consumare energia per illuminazione, climatizzazione, computer e altre attività.

Auto elettriche in carica tutte insieme: cosa succede alla rete

Finora l’attenzione si era concentrata soprattutto sul picco serale. Quando gli automobilisti tornano a casa, molte auto elettriche vengono collegate alla rete nello stesso intervallo di tempo, sovrapponendosi ai normali consumi domestici.

I dati olandesi mostrano che una situazione simile può verificarsi anche al mattino nelle aree con una forte presenza di uffici e flotte elettriche. Per chi guida, collegare immediatamente l’auto è una scelta logica. Significa avere la certezza di trovare la batteria sufficientemente carica quando sarà necessario ripartire, senza dover controllare successivamente la disponibilità di una colonnina.

Quando questo comportamento viene replicato da centinaia di persone nello stesso momento, tuttavia, può aumentare la pressione sulle reti locali a bassa tensione. Il problema potrebbe diventare più evidente con l’aumento delle auto elettriche nelle flotte aziendali. In alcune zone industriali e quartieri direzionali, una domanda elevata e concentrata può rendere necessario limitare la potenza disponibile o complicare l’attivazione di nuovi allacciamenti.

La soluzione potrebbe essere la ricarica intelligente

Per evitare il sovraccarico non sarebbe necessario impedire ai dipendenti di collegare l’auto appena arrivati. Una possibile risposta è il pilotaggio intelligente della ricarica. In pratica, tutte le vetture potrebbero rimanere fisicamente collegate alle colonnine, mentre un sistema centrale deciderebbe quando e con quale potenza ricaricare ciascuna batteria. L’energia verrebbe così distribuita durante la giornata invece di essere richiesta quasi contemporaneamente alle 8 o alle 9 del mattino.

Anche i contratti energetici dinamici potrebbero contribuire a spostare la ricarica nelle fasce in cui la rete dispone di maggiore capacità o l’energia risulta più conveniente. Un dipendente che lascia l’auto parcheggiata per otto ore, del resto, raramente ha bisogno che la batteria venga caricata alla massima potenza immediatamente dopo l’arrivo.

Non servono necessariamente nuove colonnine

Il caso olandese mette quindi in evidenza un aspetto importante della transizione elettrica. Aumentare il numero delle colonnine di ricarica non basta se tutte vengono utilizzate alla massima potenza negli stessi momenti.

Una soluzione più semplice potrebbe essere organizzare automaticamente dei turni, dando priorità alle vetture che devono ripartire prima e posticipando quelle destinate a rimanere ferme per tutta la giornata.

Con l’aumento delle flotte elettriche, la gestione della ricarica potrebbe quindi diventare importante quanto la disponibilità delle infrastrutture. Il problema non è necessariamente quante auto vengono collegate, ma quando iniziano a ricaricare e quanta potenza chiedono tutte insieme.

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