Auto bloccata sulla spiaggia: «Ce lo ha detto il navigatore», ma arriva la multa
Due giovani sono finiti con l'auto sulla spiaggia di Follonica seguendo il navigatore. Per loro multa da 206 euro e spese per il carroattrezzi
Affidarsi al navigatore satellitare è ormai un’abitudine per milioni di automobilisti, ma seguirne le indicazioni senza prestare attenzione alla segnaletica può trasformarsi in un errore costoso. È quanto accaduto a Follonica, dove due giovani turisti sono finiti con l’auto direttamente sulla spiaggia, rimanendo bloccati sulla sabbia e ricevendo una sanzione amministrativa.
Protagonisti della vicenda sono due ragazzi di 24 e 25 anni, originari del Mugello e in vacanza in Maremma. Secondo quanto hanno raccontato agli agenti intervenuti sul posto, sarebbe stato il GPS a suggerire il percorso che li ha portati fino all’arenile. Una spiegazione che, però, non è bastata a evitare la multa né le spese necessarie per recuperare il veicolo.
L’episodio riporta l’attenzione sull’importanza di utilizzare i sistemi di navigazione come un supporto alla guida e non come un sostituto del buon senso e del rispetto della segnaletica stradale.
Come l’auto è finita sull’arenile
Secondo la ricostruzione dei fatti, i due giovani stavano viaggiando durante la notte tra sabato e domenica quando hanno imboccato una strada che conduceva verso la spiaggia di Follonica.
I ragazzi hanno spiegato che il navigatore avrebbe indicato quel tragitto come percorso da seguire. Tuttavia, prima dell’accesso all’arenile era presente una catena che delimitava l’ingresso all’area demaniale, un elemento che avrebbe dovuto indurre gli automobilisti a fermarsi.
Una volta raggiunta la sabbia, le ruote dell’auto hanno iniziato a sprofondare, rendendo impossibile proseguire o tornare indietro. I tentativi di liberare autonomamente il veicolo hanno avuto l’effetto opposto, facendo insabbiare ulteriormente l’auto. A quel punto non è rimasta altra soluzione che chiedere l’intervento delle autorità.
L’intervento della Capitaneria di porto
In un primo momento sono stati allertati i Carabinieri, ma la competenza sull’area è passata successivamente alla Capitaneria di porto, responsabile della vigilanza sul demanio marittimo. Gli agenti, intervenuti nelle prime ore della mattinata, hanno accertato la violazione contestando ai due giovani quanto previsto dall’articolo 1161, comma 2, del Codice della Navigazione, norma che sanziona l’occupazione abusiva di un’area appartenente al demanio marittimo mediante un veicolo.
Per i due automobilisti è quindi scattata una multa di 206 euro. La vicenda non si è però conclusa con il verbale. Per rimuovere l’auto è stato infatti necessario richiedere l’intervento di un carroattrezzi, con costi interamente a carico del proprietario del veicolo. Tra sanzione amministrativa e recupero dell’automobile, una semplice disavventura si è così trasformata in una spesa ben più consistente.
Perché non bisogna affidarsi solo al navigatore
Negli ultimi anni i sistemi di navigazione sono diventati sempre più precisi e aggiornati, ma non sono infallibili. Può capitare che un navigatore suggerisca percorsi non adatti al tipo di veicolo, strade temporaneamente chiuse o accessi riservati. Per questo motivo il Codice della Strada impone sempre al conducente di rispettare la segnaletica presente sul posto, anche quando questa è in contrasto con le indicazioni del GPS.
Il navigatore rappresenta infatti uno strumento di supporto, mentre la responsabilità della guida resta sempre dell’automobilista. Situazioni simili si verificano periodicamente anche in altre località italiane, dove auto e camper finiscono su strade sterrate, vicoli troppo stretti o aree interdette al traffico proprio per aver seguito ciecamente le indicazioni del dispositivo.
L’episodio di Follonica è un esempio concreto di come un momento di distrazione o un’eccessiva fiducia nella tecnologia possano trasformarsi in una violazione con conseguenze economiche e pratiche. Prima di imboccare un percorso insolito è sempre consigliabile verificare la presenza di cartelli di divieto, barriere o altre indicazioni che limitano l’accesso ai veicoli. Il navigatore resta un alleato prezioso durante gli spostamenti, ma non può sostituire l’attenzione del conducente né prevalere sulle norme di circolazione. In questo caso, seguire il GPS fino alla spiaggia è costato ai due giovani una multa, il recupero dell’auto e una disavventura che difficilmente dimenticheranno.