Auto a GPL, un calo fragoroso: dimezzata la quota in due anni
Il settore delle auto a GPL in Italia subisce un netto calo tra il 2024 e il 2026. Restyling Sandero, crescita dell'elettrificazione e normative UE ridisegnano il mercato fino al 2030
Il mercato italiano delle auto a GPL sta vivendo una fase di profondo cambiamento, segnando una delle più nette inversioni di tendenza degli ultimi anni. Un settore che, fino a poco tempo fa, rappresentava l’alternativa più diffusa ai carburanti tradizionali, oggi si trova a fronteggiare una rapida erosione della propria quota di mercato, complice l’avanzata delle tecnologie elettrificate e il mutamento delle preferenze degli automobilisti italiani.
Come cambia lo scenario
Analizzando i dati delle immatricolazioni GPL, il quadro appare inequivocabile: a febbraio 2024 si contavano 14.522 nuove vetture, scese a 13.976 l’anno successivo e precipitate a sole 8.008 unità nel febbraio 2026. In appena due anni, la quota di mercato del GPL si è dimezzata, passando dal 10% al 5%. Particolarmente significativo il crollo dell’ultimo anno, con una flessione del 42,7%. A fare da contraltare, la crescita dei veicoli elettrificati, che nello stesso periodo hanno segnato un aumento del 32,6%, a testimonianza di un settore in piena trasformazione verso soluzioni più sostenibili.
Le ragioni di questo declino sono molteplici e interconnesse. Un elemento determinante è stato il restyling della Dacia Sandero, modello storicamente leader tra le bifuel, che con le recenti modifiche di gamma e di listino ha perso parte della sua attrattiva commerciale. Questo ridimensionamento ha inciso in modo diretto sull’offerta, spingendo molti consumatori a valutare alternative più moderne e vantaggiose.
Spinta dell’elettrificazione
Nel frattempo, la spinta verso l’elettrificazione si fa sempre più intensa. Le case automobilistiche stanno ampliando rapidamente le proprie gamme di veicoli ibridi ed elettrici, sostenute da campagne promozionali mirate e da incentivi statali che rendono queste soluzioni sempre più accessibili. La percezione di una maggiore sostenibilità ambientale, unita al miglioramento delle infrastrutture di ricarica e alla crescente sensibilità dei consumatori, sta accelerando la transizione verso tecnologie a minor impatto ambientale.
Un segnale interessante arriva dal segmento degli ibridi a GPL. A febbraio 2026, modelli come Dacia Duster e Bigster dotati di motorizzazione ibrida-GPL hanno registrato 72 immatricolazioni, contro le 33 dell’anno precedente, segnando una crescita del 118,2%. Pur rappresentando ancora una nicchia, questa categoria tenta di unire l’economicità del GPL con l’efficienza dei sistemi ibridi. Tuttavia, prezzi elevati e una maggiore complessità commerciale limitano per ora la diffusione di questi veicoli, che necessitano di una spinta normativa e di volumi più consistenti per diventare realmente competitivi.
Cosa dicono le normative
Sul fronte normativo, le direttive europee sulle emissioni stanno accelerando il processo di abbandono del GPL a favore dell’elettrificazione. Sebbene il GPL offra ancora vantaggi in termini di emissioni di CO2 in specifici cicli d’uso e risparmi economici alla pompa, la decarbonizzazione imposta dall’Unione Europea privilegia tecnologie alternative. Secondo gli analisti, il GPL potrà mantenere una presenza commerciale almeno fino al 2030, ma il suo ruolo sarà sempre più marginale.
Le scelte dei consumatori riflettono queste trasformazioni: l’ampliamento dell’offerta di veicoli ibridi ed elettrici, l’efficienza crescente della rete di ricarica pubblica e gli incentivi statali stanno progressivamente orientando gli acquisti verso soluzioni più innovative. Rimane comunque una domanda residuale, legata soprattutto al mercato dell’usato e alle conversioni post-vendita, per chi privilegia ancora i bassi costi di gestione delle auto a GPL.
Nuove strategie
I costruttori automobilistici stanno adottando strategie differenziate: alcuni continuano a proporre versioni bifuel per i segmenti più popolari, mentre altri investono con decisione nell’elettrificazione per rispettare i target di emissioni e intercettare una domanda in rapida evoluzione. La capillarità della rete di distribuzione e l’efficienza dell’assistenza rimangono fattori chiave, anche se la transizione tecnologica richiederà investimenti ingenti e una revisione delle competenze.
Guardando al futuro, lo scenario prevede una stabilizzazione delle quote di mercato del GPL su livelli decisamente inferiori rispetto al passato, con una clientela sempre più selezionata e legata al rapporto costo-beneficio e alla densità degli impianti sul territorio. Perché il segmento degli ibridi a GPL possa affermarsi in modo significativo, serviranno volumi più consistenti, chiarezza regolatoria e politiche di incentivazione dedicate.
In sintesi, il mercato italiano delle auto a GPL sta attraversando una fase di profonda revisione, segnato dalla trasformazione della Dacia Sandero, dall’ascesa delle alternative elettrificate e dalla pressione delle normative europee. Il futuro del GPL dipenderà dall’equilibrio tra sostenibilità ambientale, convenienza economica e le nuove preferenze dei consumatori, elementi che determineranno quale spazio questa tecnologia potrà occupare nel panorama automobilistico dei prossimi dieci anni.