Allarme auto elettriche: le scorte di litio potrebbero esaurirsi entro il 2028
Wood Mackenzie avverte che la domanda di litio potrebbe causare carenze già nel 2028. Occorrono centinaia di miliardi per estrazione, raffinazione e riciclo per sostenere gli EV e le reti rinnovabili entro il 2050
Il futuro della mobilità sostenibile e della transizione energetica si gioca tutto su una parola chiave: litio. Secondo una recente e approfondita analisi condotta da Wood Mackenzie, il minerale che rappresenta il cuore pulsante delle batterie ricaricabili rischia di diventare un vero e proprio collo di bottiglia per la rivoluzione verde. Le cifre in gioco sono impressionanti: si parla di una domanda che potrebbe raggiungere i 13 milioni di tonnellate entro il 2050 e di investimenti minerari che, nello scenario più ambizioso, toccherebbero i 276 miliardi di dollari. Tuttavia, a meno di una mobilitazione straordinaria di capitali e risorse, la prospettiva più realistica sembra essere quella di una carenza litio già a partire dal 2028, con ripercussioni dirette sulla produzione e sulla diffusione dei veicoli elettrici.
Quattro scenari possibili
Il rapporto Wood Mackenzie esplora quattro scenari, differenziati in base alla rapidità della decarbonizzazione globale. Nel percorso meno aggressivo, il mercato manterrebbe un equilibrio tra domanda e offerta fino al 2037. Ma nello scenario Net Zero, che prevede un’accelerazione significativa verso la neutralità carbonica, il deficit si manifesterebbe già tra tre anni. In questo caso, entro metà secolo, sarebbe necessario individuare ben 8,5 milioni di tonnellate aggiuntive di equivalente carbonato di litio per soddisfare la domanda globale.
Il principale motore di questa impennata della domanda sono senza dubbio i veicoli elettrici, destinati a rappresentare tra il 72% e l’80% dei consumi mondiali di litio. Nello scenario “Country Pledges”, gli EV potrebbero arrivare a coprire il 75% delle vendite globali di automobili entro il 2040. Se invece la comunità internazionale dovesse intraprendere con decisione il percorso Net Zero, questa quota potrebbe addirittura salire al 95%. Parallelamente, anche le batterie destinate all’accumulo stazionario—fondamentali per il funzionamento delle reti basate su fonti rinnovabili—vedranno una crescita annua compresa tra il 6% e il 7%.
La priorità è l’espansione della capacità produttiva
Dal punto di vista dell’offerta, la priorità assoluta è l’espansione della capacità produttiva. I fabbisogni finanziari variano sensibilmente a seconda dello scenario: si va da 104 miliardi di dollari per la transizione più lenta, fino a un massimo di 276 miliardi per quella più spinta. Il picco degli investimenti minerari è previsto tra il 2030 e il 2034, periodo cruciale per finanziare nuove miniere, impianti di raffinazione e infrastrutture regionali dedicate all’approvvigionamento.
Un possibile alleato per colmare il gap tra domanda e offerta è rappresentato dal riciclo batterie. Tuttavia, il contributo del riciclo sarà rilevante solo nel medio-lungo termine. I volumi recuperati dalle batterie esauste inizieranno a incidere significativamente solo a partire dagli anni ’40, quando le prime grandi flotte di veicoli elettrici raggiungeranno la fine del loro ciclo di vita. Nei migliori scenari, entro il 2050 il riciclo batterie potrebbe garantire tra 2,3 e 2,7 milioni di tonnellate di equivalente carbonato di litio: una quantità significativa, ma ancora insufficiente a colmare il divario totale.
Anticipare la carenza di litio
Le istituzioni e gli operatori industriali stanno già cercando di anticipare la carenza litio. Negli Stati Uniti, ad esempio, è stato recentemente approvato un grande progetto minerario in Nevada, destinato a quadruplicare la produzione nazionale se completato entro il 2028. Nel frattempo, le principali aziende del settore hanno stretto accordi strategici e hanno beneficiato di prestiti federali multimiliardari per rafforzare la filiera della lavorazione in Nord America.
Gli analisti, però, sottolineano che il vero ostacolo non è solo l’estrazione del minerale, ma soprattutto lo sviluppo della capacità di raffinazione e delle catene logistiche regionali in grado di trasformare il litio grezzo in materiali idonei per le batterie ricaricabili. Si aggiungono, inoltre, i rischi ambientali e sociali legati a un’accelerazione indiscriminata delle attività estrattive: una sfida che richiede regolamentazioni più rigorose e investimenti in tecnologie a basso impatto.
Le opportunità sono tante
Per chi opera nella filiera, le opportunità sono enormi: chi saprà investire tempestivamente in miniere, impianti di raffinazione e infrastrutture di recupero potrà conquistare un ruolo di primo piano in un mercato in rapidissima espansione. Nel frattempo, i produttori di automobili e batterie sono chiamati a esplorare soluzioni tecnologiche alternative: dalla riduzione del contenuto di litio per cella, all’utilizzo di materiali secondari, fino a nuovi progetti che favoriscano il disassemblaggio e il riciclo batterie.
La questione del litio si presenta come una sfida complessa e multidimensionale, che intreccia aspetti tecnici, finanziari, ambientali e geopolitici. La risposta dovrà essere all’altezza della posta in gioco: servirà una mobilitazione senza precedenti di capitali, una pianificazione strategica di lungo periodo e una stretta collaborazione tra pubblico e privato. Solo così sarà possibile garantire la sostenibilità e la velocità della transizione globale verso la mobilità elettrica.