Multe fatte col cellulare: a processo capo dei vigili urbani di Roseto

Rinviato a giudizio il capo dei vigili urbani di Roseto degli Abruzzi: faceva multe con il cellulare senza contestazione immediata.


alberto sordi vigile
Andrà a processo il comandante della Polizia Municipale di Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo. Il giudice dell'udienza preliminare ha infatti accolto la richiesta del PM, rinviando a giudizio il dirigente. L'accusa contestata è quella di falsità ideologica.

Secondo quanto riporta Il Centro dalle indagini, relative a fatti avvenuti tra ottobre e dicembre 2013, è emerso che il comandante della Municipale rosetana avrebbe emesso 1023 verbali per attraversamento dell'incrocio a semaforo rosso, uso del telefonino alla guida e guida senza cinture di sicurezza.

Per pizzicare gli automobilisti il comandante si piazzava armato di cellulare a bordo della sua vettura, ferma, e iniziava a fare video. Poi tornava al Comando e redigeva i verbali. Verbali che, in mancanza di contestazione immediata e non essendo basati su una rilevazione fatta con un dispositivo omologato, sarebbero nulli. Ma il comandante aveva trovato una soluzione.


Il poliziotto, infatti, affermava di essere impossibilitato alla contestazione immediata poiché a bordo della sua auto, in movimento nel senso opposto di marcia rispetto agli automobilisti pizzicati. In pratica il comandante, in appena due mesi, avrebbe incrociato oltre mille autovetture sulle strade di Roseto di cui si è poi ricordato tutte le targhe a memoria una volta tornato al Comando. Secondo il PM, invece, l'uomo si appostava a bordo strada proprio per pizzicare gli automobilisti senza curarsi della abbondante e chiarissima normativa che impone regole ben precise per la contestazione delle infrazioni del Codice della Strada. Spetterà ora agli avvocati del comandante della Polizia Municipale di Roseto degli Abruzzi dimostrare che il suo assistito, effettivamente, viaggiava in senso opposto e ricordava a memoria decine di targhe al giorno.

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