PSA e Friends: la prova della DS4 Crossback...ma non solo

Nei giorni di PSA & Friends, oltre alla Crossback, anche una prova speciale con la Cactus, e come navigatori di Andreucci

A Misano Adriatico il gruppo PSA si presenta al gran completo, mostrando la sua offensiva per il futuro, analizzando la tecnica affine dei nuovi modelli, ma anche e sopratutto, permettendo di effettuare delle prove a giornalisti ed esperti del settore. Ecco, proprio la nuova DS 4 in versione Crossback è stata oggetto di un test tra le colline romagnole intor

no al circuito Marco Simoncelli.

Una macchina nuova? No in realtà, considerando come sia stata recentemente aggiornata con piccole soluzioni estetiche nuove, però la novità c'è, ed è proprio il debutto di questa versione Crossback che offre più grinta e imponenza, nonostante rimanga ben definita l'impressione generale fatta di eleganza e linee morbide e aggraziate. In fondo, è pur sempre una DS. E che DS visto che la 4 ha ricevuto come premi quello di "Most Beautiful car of the Year" e "Most Beautiful Interior" al festival internazionale dell'Automobile, come orgogliosamente sottolineato durante la conferenza stampa di PSA&Friends.


Ma in cosa cambia la Crossback dalla berlina? Sicuramente per le modanature dei passaruota, per un frontale e per gli spoiler ora neri, barre al tetto grigie realizzate appositamente. In termini di praticabilità e accessibilità, è stata migliorata la visiale grazie al parabrezza panoramico con un picco di angolo visivo di 45 gradi. Inoltre, la Crossback ora mostra tutti piccoli grandi dettagli specifici ad hoc: il battitacco ad esempio, o i tappetini.
Chiaro, la sensazione di trovarci di fronte ad una vettura differente viene accentuata, più di ogni altra cosa, da un assetto rialzato di 30 mm rispetto alla versione berlina.

Si nota la differenza, e sembra quasi una trasposizione di una vettura cittadina di segmento medio, pompata in maniera opportuna per poter affrontare anche qualche guado o qualche sterrato. Il tutto però mantenendo sempre garbo e stile. Perchè l'eleganza è e rimane elemento imprescindibile per DS. Colori accessi ed evidenti, come l'Arancio Tourmaline che fa da tinta per il modello che abbiamo messo alla prova, la curiosità di provare questa Crossback è evidente.

Saliamo così a bordo, dove possiamo ammirare gli interni, dettati - prima di tutto - da una grande novità in termini di connettività: DS 4 è la prima vettura del gruppo PSA ad utilizzare il protocollo Apple CarPlay, grazie al touch pad da 7 pollici, con un accesso semplificato a tutte le funzioni dell'auto, oltre alla funzione New Mirror Screen, migliorato rispetto alla prima versione in termini di velocità, e che consente di sfruttare e utilizzare le applicazioni del proprio smartphone, sia esso Android che iOS.

Certo è che la cura del dettaglio e lo stile è ben evidente in questa vettura. Un esempio su tutti? I sedili, in pelle semi- anilina lavorata come fosse un orologio di marca, dotati (sia per il passeggero che per il guidatore) di una funzione 'massaggio'. Bella e particolare anche la plancia, rivestita completamente in pelle nappa. Il tutto a corollario di una strumentazione chiara e precisa, non invadente e nemmeno troppo complicata. Anzi, forse questo è uno dei successi di questa vettura dal primo sguardo. Non ricerca complicazioni e artefizi stilistici fin troppo 'barocchi', ma tiene comunque una sua sobrietà che ben si sposa con la cura dei materiali e la ricercatezza della finitura, senza esagerazioni. Unici nei? Forse la visibilità posteriore, fin troppo contenuta dal tetto spiovente, che riduce oltretutto, anche lo spazio a bordo per i passeggeri.


Tecnologia? Presente: oltre ai già citati servizi di connessione, ecco il sistema di apertura delle porte e di accensione della vettura Keyless. Presente la telecamera di retromarcia, il sistema di sorveglianza dell'angolo morto e l'avviso di superamento involontario della linea di carreggiata.

I prezzi della nuova DS 4 Crossback? Da 27.500 euro per la 1.2 PureTech 130 CV Sport Chic, per arrivare ai 33.750 euro della top di gamma 2.0 BlueHDi 180 CV Sport Chic con cambio automatico a sei rapporti EAT6. Proprio quest'ultimo sarà il nostro esemplare, con 180 cavalli portati dal 2 litri, ed una coppia di 300 Nm, il tutto abbinato con il cambio automatico EAT 6 di ultima generazione a sei rapporti.

Il percorso da poter affrontare non è lungo, ma passa per i paesini attigui al circuito e la cittadina di Misano Adriatico, tra cui anche Coriano. Una serie di strade extraurbane e tratti di puro traffico per provare in condizioni reali questa vettura. E la DS4 non ha deluso nella sua declinazione Diesel. Il propulsore è decisamente reattivo e pronto fin dai primissimi giri. Corposo per sua natura, anche quando si affonda un pochino sull'acceleratore, si riesce ad avere un buon allungo fino a circa 4500 giri al minuto. Elastico nel suo utilizzo, il 2.0 piace anche per come tira fuori dalle curve anche con una marcia non del tutto azzeccata.

E qui entra in gioco anche il buon cambio automatico EAT 6 che riesce a modulare bene lo sfruttamento della tanta coppia a disposizione. Unico neo, ogni tanto il 'ritardo' nel comprendere il momento di cambiata quando si forza un pò la mano. E' indubbio però che la DS 4 Crossback è una vettura con cui si può sicuramente forzare i ritmi, ma è pensata per andature un pò più blande, per attraversamenti e guide più pacate, senza voler disdegnare punti e passaggi da strada bianca o leggero sterrato. Lo si può notare senza dubbio dall'assetto che mantiene un'ottimo comfort ed anche un buon appoggio, ma sempre nei limiti di una vettura non pensata per le prestazioni assolute. Un plauso infine allo sterzo, le cui sensazioni di ritorno sono chiare e precise. Uno sterzo che mantiene un'assoluta precisione in termini di risposta e direzionalità. E qui va fatto il plauso ai tecnici francesi, considerando come, per la Crossback (così come per la berlina) si è puntato a voler 'personalizzare' e voler mettere a punto in maniera specifica le sospensioni e proprio lo sterzo.

La posizione di guida rialzata offre tanta visibilità, e quella sensazione di controllo maggiore che a molte persone, nell'ambito della guida quotidiana, piace e tanto. Ultime parole per il sistema Intelligent Traction Control, che permette e ottimizza la regolazione dell'antislittamento delle ruote anteriori, in condizioni di scarsa aderenza. Purtroppo, in questa sorta di primissimo contatto, non siamo riusciti a provare la Crossback su fondi sterrati, ma ci ripromettiamo di farlo quanto prima.
Il giro purtroppo si conclude dopo appena cinquanta chilometri: la giornata però è lunga, e le prove, anche particolari e divertenti, non finiscono qua.

Dirt Track con la Citroen Cactus, ma non solo...



Da tester automobilistico, poter andare in pista è uno di quei momenti di puro piacere che si attendono anche con ansia durante l'anno. Poter mettere alla frusta cavalli e cavalli scalpitanti e riuscire a sfruttare fino in fondo il potenziale di quella che può essere una sportiva come una vettura da competizione. Figuriamoci quando la prova prevede lo sfruttamento del circuito da Flat Track di Misano Adriatico. Quando però ci è stato spiegato che la protagonista tra i cordoli e sul fango misto ad asfalto sarebbe stata la Cactus, siamo rimasti leggermente interdetti.

Così, passando sulle stradine di raccordo ci troviamo sul circuito da Flat Track. Ecco, se i ragazzi di PSA avevano voglia di far divertire come bambini i giornalisti presenti, lasciando libero sfogo alle nostre velleità di traversi su terra, l'obiettivo è stato completamente raggiunto. Inutile definire questo un test: è stato semplicemente un gioco estremamente divertente, con la Citroen Cactus protagonista e messa alla prova ed in crisi sempre con il freno a mano tirato.

Obiettivamente, la crossover di casa Citroen si è ben comportata nelle curve in appoggio, dove riusciva a mantenersi in assetto, pur con tutti i tentativi possibili di derapata: i sistemi di sicurezza elettronici hanno compiuto il loro dovere. Certo è che nulla potevano una volta tirato il freno a mano per chiudere le curve di questo piccolo circuito estremamente divertente. Un momento di purissimo svago, in cui abbiamo dato fondo a tutte le nostre velleità da pilota di Rally.

...tre giri da navigatori di Paolo Andreucci



Quello che non ci attendavamo, era ritornare proprio su quel circuito di Dirt Track, ma questa volta come passeggeri, come navigatori. L'occasione era di quelle ghiotte, che non potevano esser fatte scappare. Essere ospiti a bordo della Peugeot 208 T16 di Paolo Andreucci. Poter simulare un qualcosa di simile ad una prova speciale in compagnia di un nove volte campione italiano è esperienza da pochi lo ammettiamo. Oltretutto, solamente sentire il rombo di questa vettura da Rally è un brivido che solo a ripensarci fa accapponare la pelle. Chiaro, per Andreucci, quello che sarebbe stato affrontato a breve era semplicemente ordinaria amministrazione, come per noi comuni mortali affrontare la tangenziale al mattino.

Pronti via e una volta entrato, Paolo si prodiga in un paio di 360 gradi tanto per farmi capire che aria tira. Mi attendevo una enorme sensazione di sballottamento abbinata ad un classico "mal di mare" al termine della prova.

Ecco, invece la bellezza di poter assistere alla guida di un campione del genere è proprio nel vedere la pulizia e la minuzionistà dei movimenti in questi frangenti. Si, proprio pulizia, anche se stiamo parlando di sterrato. La macchina non viene mai sbattuta, ma ogni movimento è veloce, ogni intraversata chiara, netta, divertente come fossimo in un videogioco, ma mai 'sbattuta', mai lasciata al caso.


Vedere Andreucci guidare è una gioia per gli occhi, possiamo assicurarlo. L'utilizzo dei piedi su gas e freno e delle mani è un qualcosa che andrebbe mostrato nei manuali di guida da rally. Certo è che sentire il rombo di questa T16, saltare sopra il ponte, avvertire la frenata poderosa e quel traverso lungo, con la lancetta del contagiri che va a battuta, e la macchina che va in derapata per lunghi, interminabili secondi, per poi controstarzare a pendolo grazie ad un colpo di freno a mano ed affrontare la curva successiva in derapata, è una sensazione difficilmente esprimibile a parole. C'è tutta la passione per chi ama queste ruote, il sorriso di chi scende dall'auto e sa che ha provato un'esperienza incredibile.

Ed anche quel brivido lungo la schiena pensando che Paolo Andreucci ed Anna Andreucci, riescono a fare tutto ciò non in un percorso chiuso e delimitato, largo e sicuro, ma tra gli alberi di una speciale, tra i muretti di una tappa del campionato italiano, dove lo sbaglio non è contemplato. E dove loro sono campioni imbattuti da nove anni.

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