Blade è la prima supercar stampata (quasi) in 3D

La Blade scatta da 0 a 96 km/h in 2,2 secondi. Merito del telaio a moduli, che pesa soltanto 28 chili.

Vi ricorderete probabilmente della casa automobilistica nota con il nome Coda. Venne fondata nel 2009 e suscitò un certo interesse fra gli investitori, tanto da raccogliere finanziamenti per complessivi 200 milioni di dollari. L’azienda fallì quattro anni più tardi e riuscì a mettere in commercio soltanto 100 vetture, dallo stile non originalissimo ma comunque dotate sotto il profilo tecnico: il motore elettrico assicurava un’autonomia complessiva di 140 chilometri.

A capo della società vi era Kevin Czinger, ex dirigente della banca d’affari Goldman Sachs, che non rinuncia all’ambizione di fondare una piccola casa automobilistica e si lancia per tal motivo nel campo della stampa in 3D. L’imprenditore ha fondato quindi la Divergent Microfactories e studiato un nuovo metodo costruttivo, ritenuto più economico ed intuitivo rispetto a quello scelto per esempio dalla Local Motors: la stampante 3D non produce tutti i componenti necessari, ma realizza una serie di moduli. Questi devono poi venir assemblati e danno origine ai diversi componenti strutturali.

Progetto d’esordio è la Blade, descritta come prima supercar realizzata mediante una stampante 3D e presentata negli scorsi giorni durante una conferenza di settore. Il processo costruttivo ha permesso di ottenere una sportiva compatta e leggerissima, a due posti (i sedili sono disposti uno dietro l’altro), spinta da un motore quattro cilindri a doppia alimentazione (700 CV). Il telaio è composto da settanta moduli, pesa soltanto 28 chili e viene assemblato in 30 minuti. La vettura completa non raggiunge nemmeno i 6,5 quintali. Czinger intende fissare un regime di 10.000 esemplari l’anno, ma si è dichiarato possibilista in merito alla cessione della tecnologia e degli strumenti necessari.

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