Nissan Note: la prova su strada

Un cilindro in meno (sui motori benzina) e tanta tecnologia in più: ecco cosa abbiamo scoperto della familiare giapponese, la Nissan Note.

Nissan Note – Anche i meno esperti di motori, o di mercato dei motori, non possono non aver notato l’exploit positivo di vendite effettuato dalla nipponica Nissan: se infatti fino ad un decennio fa non se ne vedevano poi così tante in giro, negli ultimi tempi il marchio del Sol Levante si è imposto sul mercato con una maggiore penetrazione di vendite. Certo, la partnership con Renault ha aiutato, ma il vero successo sembra esser stato garantito soprattutto da due dei SUV più diffusi, ossia il Qashqai e la Juke. Se quest’incremento di vendite rappresenta un indubbio successo, si deve però ricordare che il segmento più diffuso, e di conseguenza più difficile da carpire, è quello B, ossia delle utilitarie di medie dimensioni destinate alle famiglie.

In questa categoria di auto, la Nissan dispone di un unico modello che, dopo appunto i successi di vendita ottenuti, è stato da poco rivisto completamente per andare a cercar di infastidire sul serio i leggendari nomi europei del segmento. Semplice, ma ricca, compatta, ma spaziosa, sportiva, ma parca nei consumi: questa la ricetta che ogni auto per famiglie deve riuscire a realizzare e per Nissan il compito è spettato alla Note, l’auto a cui, appunto, andremo a fare le pulci in questo servizio. In tempi d’incertezza economica e di “cinghie” che devono esser sempre più strette, il costo d’acquisto riveste indubbiamente un ruolo chiave e, in questo senso, la Nissan Note sembra partire col piede giusto, visto che la gamma prezzi chiavi in mano va dai 13.550 € per la 1.2 e arriva a lambire i 20.000 €, senza però raggiungerli, dato il costo massimo di 19.550 € della Note Tekna 1.5 dCi. Allettante il costo d’ingresso, certo, ma per quanto riguarda estetica e tecnica, motorizzazioni e comportamento in strada, com’è stata ripensata la Nissan Note? Andiamolo a scoprire.

Note di stile

“Concettualmente, il design di quest’auto si può riassumere con due termini: “chiarezza energetica” e “comfort spazioso”. Abbiamo creato una berlina completamente nuova, dinamica, vivace e sportiva, conservando però la praticità e la versatilità della precedente generazione di Note. Il profilo aerodinamico è un altro tratto inconfondibile di quest’auto” afferma Atsushi Maeda, Product Chief Designer, in un comunicato stampa. Tralasciando il fatto che “chiarezza energetica” e “comfort spazioso” sono quattro termini e non due, cerchiamo di capire un po’ meglio come l’affermazione di Maeda si traduca in cambiamenti estetici sulla vettura. Il punto di riferimento del restyling era la concept car “Invitation”, presentata al salone di Ginevra nel 2012, dalla quale ha mutuato le linee filanti che la definiscono ed il profilo aerodinamico. Le linee si fanno più sofisticate e, laddove nella vecchia Note trovavamo superfici piane e geometrie regolari, ora vediamo forme più mosse ed originali, come risulta evidente dalle fiancate, con i finestrini posteriori dal profilo irregolare, sottilineati dal morbido incasso nelle portiere, così come i gruppi ottici posteriori che ora sembrano arrampicarsi verso il tettino. Rimanendo nella zona posteriore dell’auto, notiamo lo stesso cambiamento anche nel paraurti che, da semplice e lineare, viene arricchito con delle linee più mosse a suggerire un maggior dinamismo. Anche nella parte anteriore vediamo più o meno la stessa evoluzione: la griglia centrale invece che essere delimitata dai gruppi ottici, vi si fonde, venendo incoronata dalle frecce, mentre i fendinebbia tondi sono ora incorniciati da un montante cromato che li rende più in linea con gli stilemi più recenti.

[rating title=”comfort” value=”7″ layout=”left”] Tutti questi cambiamenti, nel complesso, contribuiscono a dare una notevole “svecchiata” alla Note, pur non stravolgendola nel suo complesso, aumentando l’idea di sportività e dinamismo, senza rinunciare alla comodità e capacità di carico interna. Già l’accesso all’abitacolo, tanto ai sedili anteriori quanto ai posteriori, è stato migliorato e facilitato, con portiere ampie e soprattutto che si aprono fino a raggiungere quasi i 90°. Anche gli alti sono i benvenuti a bordo, ovviamente anteriormente, ma soprattutto sul divanetto retrostante che offre fino a 639 mm di spazio per le gambe, ossia molto più di quanto siate abituati a vedere in un’auto di questo segmento, quasi ai livelli di un posto business in aereo. Sempre in termini di spazio, viene confermato l’ampio bagagliaio dalla capacità di ben 321 litri che, scegliendo l’optional Family Pack, possono arrivare fino a 392 grazie al divanetto posteriore scorrevole, azionato una semplice maniglia nel portabagagli. Se ancora non bastasse, sempre nel vano posteriore, troviamo anche un ulteriore pozzetto sotto il pianale, per poter stipare ancora altri oggetti. Mettendoci seduti al posto di guida, poi, possiamo valutare il nuovo cruscotto e le sue strumentazioni. Tutti i dati di guida sono riassunti nei tre quadranti circolari dietro lo sterzo, organizzati in modo leggibile e razionale, mentre i comandi, che sono anche numerosi nel caso disponiate di tutti gli optional, sono principalmente raccolti al di sotto del display del sistema multimediale, organizzati in circolo e facilmente raggiungibili, una volta che se ne è memorizzata la posizione.

Molto interessante anche una grande luce blu, molto fantascientifica, che illumina il cruscotto quando si sta adottando uno stile di guida “eco-compatibile”, ossia quando si sfrutta il motore senza causare grossi flussi di benzina e quindi di emissioni, avendo il piede leggero, insomma: una sorta di trucco psicologico che incentiva all’uso intelligente dell’acceleratore. Qualche perplessità ce la lascia il comando di apertura del portabagagli, situato di fianco a quello del cofano e quindi con la necessità di guardare bene quale si stia azionando. Un’altra nota non del tutto positiva, invece, è per la plastica utilizzata per gli interni, non all’altezza della generale qualità media con cui sono realizzati gli interni e, fondamentalmente, migliorabili.

I cuori della Note

[rating title=”motore” value=”7″ layout=”left”] Ovviamente la Nissan Note è disponibile in tre diverse motorizzazioni e tre distinti allestimenti, per andare incontro alle diverse esigenze dei consumatori. Per quanto riguarda i propulsori, troviamo tre differenti unità, tutte con il sistema Idle Stop/Start di serie: due motori benzina da tre cilindri ed un diesel a quattro cilindri. L’entry level è quindi il 1.2 benzina, protagonista della nostra prova su strada che abbiamo provato in abbinamento all’allestimento Acenta: sviluppa una potenza massima di 80 CV a 6.000 giri e 110Nm di coppia a 4.000 giri, ed è capace di consumi nell’ordine dei 4,7 litri per 100 chilometri ed emissioni di CO2 di 109 g/km. A salire, troviamo l’altro tre cilindri, il DIG-S 1.2, quindi sempre 1.200 centimetri cubici di cilindrata, ma con una potenza massima di 98 cv a 5.600 giri ed una coppia massima di 147 Nm a 4.400 giri. Questo motore dispone di un sistema di sovralimentazione dotato di frizione elettronica che può essere scollegato dal motore quando si viaggia a velocità ridotta, migliorando i consumi e riducendo gli attriti fra i componenti interni, così da garantire prestazioni alla pari di un quattro cilindri, ma contenendo i consumi nei 4,3 litri per 100 chilometri (con trasmissione manuale) e 99 grammi di CO2 per chilometro. Chiude la gamma il dCi 1.5, ossia un motore diesel da 1.500 cc che eroga fino ad un massimo di 90 cv che si attesta come il più “eco” della serie, grazie ai suoi 3,6 litri per 100 chilometri e 95 grammi di CO2 per chilometro.

Due le possibilità di trasmissione: cambio manuale a 5 marce per tutte e tre le motorizzazioni o cambio automatico CVT per la DIG-S 1.2. Una Notevole implementazione tecnologica. Ormai non ci si stupisce quasi più, salendo a bordo di un’auto, quando il proprietario orgogliosamente elenca i dispositivi intelligenti di cui dispone, ben altra cosa è quando dispositivi solitamente costosi fanno la loro comparsa a bordo di un’auto economica, come nel caso della Nissan Note. Troviamo infatti il Nissan Safety Shield, l’Around View Monitor e sistema di navigazione Nissan Connect con GoogleTM “Send to Car”. Prima di analizzarli nello specifico, cogliamo l’occasione per descrivere i tre allestimenti, chiamati: Visia, Acenta e Tekna. I pacchetti che stiamo per descrivervi sono di serie nell’allestimento top di gamma, ossia il Tekna, opzionali per la versione Acenta e non disponibili per l’allestimento base Visia.

Cominciamo dal fulcro intorno a cui tutto ruota: le telecamere. Per gestire i diversi dispositivi di sicurezza le varie case automobilistiche adottano di solito diverse telecamere e, ultimamente, anche dei sofisticati radar, andando però così ad accrescere il costo totale dell’auto. Per contenere i costi, quindi, Nissan ha optato per sole quattro telecamere, di cui una, quella principale, molto più sofisticata delle altre. Le telecamere sono dislocate sugli specchietti laterali, sulla griglia frontale e nel portellone del portabagagli. Quest’ultima è quella più sofisticata, capace di fornire più di 180° d’inquadratura, con un’elevatissima definizione. Inoltre, siccome spesso la qualità dell’acquisizione dell’immagine dipende dalla pulizia della lente, questa telecamera dispone di un sistema di autopulimento che, autonomamente, identifica lo sporco sulla telecamera e la sua natura, andando quindi a lavarla con un getto d’acqua ed uno d’aria compressa per asciugarla o solo con aria compressa in caso di semplice polvere. A parte questo, a cosa servono tutte queste telecamere? Innanzitutto a far funzionare il Safety Shield. Dietro a questo nome supereroistico, si nascondono tre specifiche tecnologie: Blind Spot Warning, Lane Departure Warning e Moving Object Detection. Grazie infatti all’acquisizione delle immagini da parte della camera posteriore, potremo essere avvisati qualora stia sopravanzando un veicolo nell’angolo buio dello specchietto, tramite un led che s’illumina ed anche un cicalino, nel caso si segnali con la freccia la svolta e ci sia appunto un mezzo che non riusciamo a vedere con gli specchi retrovisori. Sempre la camera posteriore è la principale artefice del Lane Departure Warning, ossia la segnalazione da parte dell’auto del superamento delle strisce di delimitazione della corsia senza aver segnalato il cambio con la freccia. Il Moving Detection Object, invece, entra in funzione quando si usa la retromarcia e ci avvisa, con una spia ed un suono, di eventuali oggetti in movimento nella prossimità dell’auto (persone, animali o veicoli) non visibili dagli specchietti. Ovviamente, sempre la stessa telecamera, aiuta anche nelle manovre di parcheggio, coadiuvata da segnalazioni acustiche, mostrando sul display da 5,8” sul cruscotto, cosa ci sia dietro l’auto. Ma per quanto riguarda le manovre ed i parcheggi, entra in gioco l’Around View Monitor. Grazie a tutte e quattro le telecamere insttallate, l’AVM riproduce, sempre sullo schermo del sistema d’infotainment Nissan Connect, un’immagine a 360° dall’alto dell’auto e di ciò che la circonda. Il sistema si attiva con la retromarcia e rimane attivo fino a parcheggio eseguito o superati i 10 km/h, massimizzando l’aiuto in fase di parcheggio; inoltre, volendo si può anche selezionare una singola telecamera, come in una piccola sala regia, per concentrarsi su uno specifico lato dell’auto, grazie all’immagine specifica a tutto schermo, sempre sul display. Sia l’AVM che il pacchetto Safety Shield sono integrati nel sistema di navigazione satellitare Nissan Connect, con tecnologia Bluetooth. Nissan Connect è dotato del software di navigazione GoogleTM “Send to Car”, che permette di caricare sul navigatore di bordo gli itinerari pianificati sul computer di casa, oltre ad offrire altri servizi come il GoogleTM Points of Interest (POI) e le informazioni su prezzi locali della benzina, voli aerei e meteo.

Note di guida

[rating title=”su strada” value=”7″ layout=”left”] Quanto ci siamo detti finora è tutto molto bello, ma come stanno le cose in realtà, quando la si usa per qualche giorno? Come abbiamo già detto, salire a bordo è facile e comodo, anche per persone non più giovanissime e perfino riempiendo tutti i posti disponibili con amici o familiari, si riesce ad avere una buona comodità, grazie all’ampia abitabilità, tanto anteriormente, quanto dietro; unico neo, in questo senso, è il volante regolabile in altezza, ma non in profondità. Prima di avviare il motore ed ingranare la prima, però, ricordiamoci di che auto stiamo parlando: la Nissan Note è un’auto per famiglie, magari anche numerose e per questo attente agli aspetti ecnomici degli spostamenti, oltre che a quelli di spaziosità, comodità e capacità di carico. In quest’ottica, quindi, sarebbe un errore nostro attenderci prestazioni esaltanti: se si vuole un po’ di brio, l’unica alternativa possibile risiede nella versione DIG-S 1.2, mentre il benzina 1.2 non lo si potrebbe di certo definire “adrenalinico”. All’avvio si sentono i tre cilindri e si avverte nel suono del motore che “manca qualcosa”, ma la sensazione viene poi confutata una volta in moto.

Nonostante un’insonorizzazione perfettibile, per quanto il buon CX della Note diminuisca i fruscii dati dalla penetrazione nell’aria, una volta in marcia si comincia ad apprezzare il carattere della familiare giapponese. Grazie ad un peso contenuto risulta infatti abbastanza agile ed anche precisa nelle traiettorie, dimostrando una buona stabilità, nonostante lo sterzo sia ancora migliorabile in quanto a precisione; anche il comparto sospensioni, quanto quello dei freni, svolge bene il suo lavoro, così da ritrovarci alla guida di un’auto che frena in sicurezza, senza perdite d’assetto, e riesce a coprire in modo soddisfacente anche le (ahinoi) famose asperità della Capitale. Il display è ben organizzato e non dispersivo e tutti i dispositivi tecnologici di cui abbiamo ampiamente parlato in precedenza, si confermano effettivamente molto utili nella vita quotidiana, rendendo le manovre ed i parcheggi, più sicuri per sé e per gli altri, scongiurando tutta quella serie di tipici contrattempi dati dalla frenesia e distrazione di chi vive nelle affollate metropoli. In un’ottica da tranquilla auto per famiglie, complessivamente, la Note si testimonia una buona scelta, grazie ovviamente al tanto spazio interno, con un portabagagli molto generoso, alla comodità, praticità e buon comportamento dinamico; il motore, non esalta, come detto, ma nemmeno fa rimpiangere quel pistone in meno, soprattutto quando si scopre che i valori di consumo dichiarati dalla casa, se si guida seguendo le indicazioni del computer di bordo, vengono confermate, con ottimi consumi per la categoria. La tanta tecnologia delle versioni Acenta e Tekna, poi, si dimostra come quel plus che aiuta nella vita quotidiana, senza far lievitare clamorosamente il costo complessivo dell’auto. Lo sterzo non regolabile in profondità né estremamente preciso, l’insonorizzazione del motore e le altre piccole pecche segnalate, siamo sicuri che saranno oggetto di studio e miglioramento per la prossima versione della Note.

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